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Btp Più 2025, i rendimenti minimi: 2,8% per i primi quattro anni e 3,6% per i secondi quattro

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Il nuovo titolo con durata 8 anni destinato alla clientela retail debutterà lunedì
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MILANO – Il Tesoro fissa i rendimenti minimi garantiti del Btp Più, il nuovo titolo destinato alla clientela retail che debutterà lunedì. Avrà una durata di otto anni, con cedole fisse pagate ogni tre mesi sulla base di un meccanismo step up in due fasi: per i primi quattro anni il tasso cedolare è fissato a 2,8% e per il secondi quattro a 3,6%. Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005634792.

Rendimenti definitivi al termine del collocamento

Quelli annunciati oggi sono i rendimenti garantiti dai titoli, mentre quelli definitivi, che potranno essere confermati o rivisti al rialzo in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione, verranno fissati al termine del collocamento. Al momento, la media del tasso cedolare sull’intera durata è pari al 3,2%, di poco inferiore al 3,284% che paga un Btp tradizionale a otto anni sul mercato secondario.

Non solo: sulla curva dei rendimenti, il tasso per un titolo di Stato italiano a quattro anni è …

MILANO – Il Tesoro fissa i rendimenti minimi garantiti del Btp Più, il nuovo titolo destinato alla clientela retail che debutterà lunedì. Avrà una durata di otto anni, con cedole fisse pagate ogni tre mesi sulla base di un meccanismo step up in due fasi: per i primi quattro anni il tasso cedolare è fissato a 2,8% e per il secondi quattro a 3,6%. Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005634792.

Rendimenti definitivi al termine del collocamento

Quelli annunciati oggi sono i rendimenti garantiti dai titoli, mentre quelli definitivi, che potranno essere confermati o rivisti al rialzo in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione, verranno fissati al termine del collocamento. Al momento, la media del tasso cedolare sull’intera durata è pari al 3,2%, di poco inferiore al 3,284% che paga un Btp tradizionale a otto anni sul mercato secondario.

Non solo: sulla curva dei rendimenti, il tasso per un titolo di Stato italiano a quattro anni è minore rispetto a quello del Btp Più nella prima fase, 2,653% contro 2,8%. Questo significa che, al momento, il nuovo titolo risulta conveniente anche per chi decide di ritirare il capitale nel 2029.

A chi è destinato?

Il Btp Più è destinato ai piccoli risparmiatori (non a caso è previsto il taglio minimo di mille euro), che potranno sottoscriverlo in collocamento tra il 17 e il 21 febbraio (fino alle 13) a meno che un boom delle richieste non spinga il Tesoro a decidere per una chiusura anticipata.

Possibile l’uscita anticipata, ma con penalizzazione

Il nuovo prodotto consente a chi lo compra nella settimana dell’emissione di uscire anticipatamente, con rimborso integrale del capitale investito dopo quattro anni. Chi sfrutta questa opzione, tuttavia, rinuncia al meccanismo di step up, che prevede rendimenti inferiori nei primi quattro anni di vita del Btp Più rispetto ai successivi quattro.

Perché manca il premio fedeltà?

Concretamente, la decisione di uscita anticipata potrà essere comunicata nella finestra temporale prevista dal Mef tra il 29 gennaio e il 16 febbraio 2029, ma solo per coloro che acquisteranno il titolo durante i giorni di collocamento. I risparmiatori potranno chiedere la restituzione dell’intero capitale versato, a prescindere dalla quotazione del momento. Dunque questa opzione potrà essere sfruttata, oltre che da chi avrà necessità di incassare la somma, anche in caso di calo della quotazione rispetto al prezzo di emissione fissato a 100.

La presenza di questa possibilità è stata introdotta dal Tesoro in alternativa al tradizionale premio di fedeltà previsto per chi comprava i titoli destinati al retail in fase di emissioni e li manteneva in portafoglio fino a scadenza (nella misura dello 0,8% aggiuntivo in occasione dell’ultima emissione del Btp Valore da sei anni di durata).

Quando vengono staccate le cedole?

Lo stacco sarà trimestrale, come negli ultimi bond governativi dedicati alla clientela retail, con l’obiettivo di avere appeal presso le famiglie che magari utilizzano le entrate periodiche per pagare le bollette, la rata dell’auto o altre scadenze.

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