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Landini risponde alla Cisl: “Il governo impone soluzioni”

12-02-2025 Bologna PalaDozza piazza Azzarita Apertura dell'Assemblea generale della Cgil in forma congiunta con le Assemblee di tutte le categorie nazionali e dello Spi, in occasione dell'avvio della campagna per il voto sui quesiti referendari sui temi del lavoro e della cittadinanza; Relazione del segretario generale Cgil Maurizio Landini e intervento di Paolo Bolognesi Foto Gianluca Perticoni / Eikon  

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Dalla sanità alle pensioni, la Cgil chiude al dialogo con Palazzo Chigi
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BOLOGNA – Il governo ha grande attenzione al dialogo, come ha detto a Repubblica la neosegretaria della Cisl Daniela Fumarola? «Su temi fondamentali come sanità, pensioni, superamento della precarietà e rinnovo dei contratti pubblici non c’è alcuna trattativa — replica il segretario della Cgil, Maurizio Landini — Vogliono imporre le soluzioni che ritengono più opportune, semplicemente perché hanno la maggioranza in parlamento». E com’è successo per la manovra di bilancio, per cui i sindacati sono stati «chiamati quando era già stato deciso tutto», «noi giudichiamo i fatti».

Il segretario della Cgil ha chiuso così la due giorni di assemblea a Bologna, servita a lanciare la campagna referendaria per i cinque quesiti appoggiati dal sindacato su …

BOLOGNA – Il governo ha grande attenzione al dialogo, come ha detto a Repubblica la neosegretaria della Cisl Daniela Fumarola? «Su temi fondamentali come sanità, pensioni, superamento della precarietà e rinnovo dei contratti pubblici non c’è alcuna trattativa — replica il segretario della Cgil, Maurizio Landini — Vogliono imporre le soluzioni che ritengono più opportune, semplicemente perché hanno la maggioranza in parlamento». E com’è successo per la manovra di bilancio, per cui i sindacati sono stati «chiamati quando era già stato deciso tutto», «noi giudichiamo i fatti».

Il segretario della Cgil ha chiuso così la due giorni di assemblea a Bologna, servita a lanciare la campagna referendaria per i cinque quesiti appoggiati dal sindacato su Jobs Act, precarietà, tutele nelle piccole imprese, appalti e cittadinanza. Un appuntamento per cui la Cgil punta a raggiungere il quorum portando al voto 25 milioni di persone. «Non ci chiamiamo de Coubertin, per cui l’importante è partecipare», scherza, ma non troppo, Landini, anche se ammette che quel risultato è probabilmente «una delle cose più difficili che ci siamo mai trovati ad affrontare». Ma non per questo rinuncia a incalzare politica e governo.

«Dare l’indicazione di non andare a votare significa uccidere la democrazia — spiega — Non stiamo dicendo che tutti debbano votare come noi, perché in un Paese libero l’importante è che tutti vadano a votare e ci sia un confronto». Poi, certo, se chi va vota Sì «sono più contento», continua.

Proponendo un quiz ai delegati, Landini chiede poi «chi è che ha giudicato il Jobs Act una carta che non andava bene neanche per piegare la pizza? Questa dichiarazione — sottolinea — è stata fatta da chi allora era all’opposizione e oggi è a capo del governo». La Cgil chiederà presto un incontro all’esecutivo per fissare il prima possibile la data del voto, accorpandola alle amministrative, e un altro alla Commissione di vigilanza sulla Rai perché svolga il suo compito per i referendum, visto «che la paghiamo tutti».

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