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Btp Più, tra sicurezza del capitale e cedole trimestrali. Così il Tesoro punta agli indecisi

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Ogni opzione ha un costo, in questo caso sul rendimento medio a 8 anni. Chi invece deciderà di chiedere il rimborso anticipato potrebbe trarne vantaggi. Parla David Pascucci, analista di Xtb
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MILANO – Il nuovo Btp Più, dedicato alla clientela retail, è stato ben impacchettato dal Tesoro per attrarre anche i risparmiatori più indecisi. I rendimenti step up, le cedole a cadenza trimestrale e il capitale garantito anche in caso di rimborso anticipato potrebbero assicurarne il successo. Ma come tutti gli investimenti, presenta alcune criticità: proprio quest’ultima opzione, ad esempio, ha un lieve costo sul rendimento medio complessivo che, come spiega David Pascucci, analista di Xtb, è inferiore al rendimento di un titolo di Stato italiano a otto anni sul mercato secondario.

Quali sono i vantaggi del Btp Più?

“Come gli altri titoli dedicati alla clientela retail emessi negli ultimi quattro anni – Btp Valore, Btp Italia per fare alcuni …

MILANO – Il nuovo Btp Più, dedicato alla clientela retail, è stato ben impacchettato dal Tesoro per attrarre anche i risparmiatori più indecisi. I rendimenti step up, le cedole a cadenza trimestrale e il capitale garantito anche in caso di rimborso anticipato potrebbero assicurarne il successo. Ma come tutti gli investimenti, presenta alcune criticità: proprio quest’ultima opzione, ad esempio, ha un lieve costo sul rendimento medio complessivo che, come spiega David Pascucci, analista di Xtb, è inferiore al rendimento di un titolo di Stato italiano a otto anni sul mercato secondario.

Quali sono i vantaggi del Btp Più?

“Come gli altri titoli dedicati alla clientela retail emessi negli ultimi quattro anni – Btp Valore, Btp Italia per fare alcuni esempi – anche il Btp Più presenta cedole crescenti nel corso del tempo. In questo caso il rendimento è pari a 2,8% per i primi quattro anni e a 3,6% per i quattro successivi. Rispetto ai Btp ordinari poi questo prodotto paga cedole trimestrali anziché semestrali e soprattutto offre una sicurezza all'investitore sul capitale investito, perché dopo quattro anni può richiedere il rimborso al prezzo di emissione, fissato a 100 euro. Una caratteristica non presente nelle ultime emissioni del Tesoro”.

E le criticità?

“Proprio quest’ultima opzione, ovvero di poter rientrare completamente del proprio investimento, ha un costo in termini di rendimento, che per questi titoli è leggermente inferiore rispetto alla stessa scadenza di un Btp sul mercato secondario. Guardando alla curva dei rendimenti, si nota come il titolo di Stato italiano con scadenza a otto anni in questo momento paga il 3,319%. A confronto, la media tra rendimento dei primi quattro anni e quello dei secondi quattro del Btp Più è inferiore, pari al 3,2%, proprio in virtù di questa opzione che, come è normale che sia, ha un costo”.

Cosa succede se si tiene il titolo solo quattro anni?

"Qui c’è un aspetto da sottolineare: sulla curva dei rendimenti, oggi il tasso per un titolo di Stato italiano a quattro anni è minore rispetto a quello del Btp Più nella prima fase, 2,682% contro 2,8%. Il Mef ha prezzato un rendimento più conveniente rendendo il titolo molto appetibile anche per coloro che vogliono detenere il titolo per solo i primi 4 anni”.

Chi comprerà il Btp più?

“A mio avviso, saranno soprattutto gli indecisi, ovvero coloro che non si sono ancora approcciati agli investimenti obbligazionari o ai mercati in generale, attratti dalla possibilità di ritirare l’investimento alla pari dopo quattro anni. È un'alternativa che dà un'enorme sicurezza, e potrebbe consentire al Tesoro di attrarre anche quella fetta di mercato che finora non aveva acquistato Btp Valore o Btp Italia. Anche lo spot televisivo (trasmesso pure nelle serate di Sanremo, ndr.) è stata una bella mossa di marketing”.

E i giovani? Lo spot sembra averli un po’ dimenticati…

“Anche loro potrebbero essere interessati, perché no. Se un titolo di Stato rende più dell'inflazione, che in questo momento è intorno all’1,5%, lo si può considerare un buon investimento. E sul mercato dei titoli di Stato, l'Italia è il Paese in Europa che rende di più. Ovviamente, dipende sempre dalle disponibilità e forse lo spot giocava proprio su questo”.

Nella pratica, come si possono acquistare i Btp?

“È un processo molto semplice che si può fare anche tramite l'home banking, aprendo un conto titoli presso la propria banca, senza costi di intermediazione. Non serve alcuna piattaforma di trading, né bisogna cercare l’ISIN del prodotto. Si possono investire solo mille euro o multipli di mille e, come tutti i titoli di Stato, ha una tassazione agevolata al 12,5%”.

Sembrano esserci tutte le premesse per una raccolta ricca

“Si, credo che questo titolo possa andare molto bene. È difficile fare una stima perché l’appetito dei risparmiatori in parte è già stato saziato dalle emissioni precedenti. Ma credo che lo Stato potrà ritenersi soddisfatto”.

Vedremo ancora emissioni come queste nei prossimi mesi o è un'ultima chiamata?

“Nel decidere se emettere bond retail come questo, credo che lo Stato guardi soprattutto alla disponibilità economica degli investitori. Detto questo, nel lungo periodo vedo dei rendimenti in calo sull’obbligazionario, favorevoli quindi agli investitori che comprano oggi e poi decidono di liquidare la propria posizione in futuro, perché potranno farlo a prezzi maggiori con un guadagno in conto capitale. Non escludo che il Mef possa emettere altri titoli simili al Btp Più, magari a rendimenti inferiori”.

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