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Fiducia tradita e rischi nascosti: così le polizze Fwu si sono trasformate in trappole finanziarie

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Parlano i clienti della compagnia in liquidazione. Anche a causa di una scarsa cultura finanziaria, molti erano convinti di aver sottoscritto un prodotto sicuro, senza capire che non lo era: “Ci siamo fidati dei broker”. Il sindacato Aiba risponde: “Sempre stati dalla parte dell’investitore”
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Fidarsi, firmare contratti senza averli letti, rincuorati dai discorsi rassicuranti del broker che parla di “capitale garantito” e “riscatto in qualsiasi momento”. A volte finisce bene, ma nel caso di Fwu non è così: la compagnia, che in Italia ha venduto polizze vita a oltre centomila clienti è finita in liquidazione e il denaro versato finora è bloccato, almeno per ora e probabilmente fino al 2028, con scarse possibilità di rivederlo per intero.


Parlando con diversi clienti di Fwu emergono questioni irrisolte, non nuove per il nostro Paese: una scarsissima cultura finanziaria diffusa in tutte le fasce della popolazione della quale, però, spesso broker e agenti assicurativi approfittano senza farsi troppi scrupoli. E se è vero che molti intermediari svolgono il propr…

Fidarsi, firmare contratti senza averli letti, rincuorati dai discorsi rassicuranti del broker che parla di “capitale garantito” e “riscatto in qualsiasi momento”. A volte finisce bene, ma nel caso di Fwu non è così: la compagnia, che in Italia ha venduto polizze vita a oltre centomila clienti è finita in liquidazione e il denaro versato finora è bloccato, almeno per ora e probabilmente fino al 2028, con scarse possibilità di rivederlo per intero.


Parlando con diversi clienti di Fwu emergono questioni irrisolte, non nuove per il nostro Paese: una scarsissima cultura finanziaria diffusa in tutte le fasce della popolazione della quale, però, spesso broker e agenti assicurativi approfittano senza farsi troppi scrupoli. E se è vero che molti intermediari svolgono il proprio lavoro con rigore facendo gli interessi del cliente, dalle testimonianze che abbiamo raccolto vengono a galla numerose eccezioni. Su richiesta dei diretti interessati, pubblichiamo solo il nome di battesimo o un nome fittizio.

Chi vuole un salvadanaio e trova un prodotto finanziario

La costante è quella della fiducia: spesso i risparmiatori conoscono di persona il broker che gli propone la polizza. SM è una commerciante e chi gliela consiglia è un cliente del suo punto vendita; il broker di Alessandro è suo fratello, alle prime armi col mestiere e perciò bisognoso di una mano per “ingranare”, per Michele un compagno di partite di calcio. Per Antonio il cavallo di Troia è stato il cognato, con il quale ha rotto ogni rapporto. Ma non solo: due clienti si sono visti piombare il broker porta a porta direttamente a casa.

In ogni caso parliamo di contratti mai letti: al cliente basta ciò che il broker gli spiega a voce, a volte corredando il discorso con uno schema abbozzato a penna o sottolineando alcuni specifici termini sul contratto, ma senza mai approfondire nel dettaglio. Nel caso di Fwu - è bene rimarcarlo - le polizze vendute erano quasi sempre unit o index linked, in cui il rendimento è collegato all’andamento di fondi o indici di investimento. Sono polizze - e questo non è stato spiegato ai clienti che abbiamo sentito - in cui non è garantita la restituzione del capitale versato. Chi ha aderito a questi prodotti lo ha fatto per avere una pensione più dignitosa o per lasciare un salvadanaio ai propri figli e quasi mai aveva idea che, invece, avrebbe affidato i propri risparmi alle incertezze dei mercati finanziari.

Un mondo sconosciuto

Ma perché non si leggono i contratti? Non è tanto una questione di tempo ma di nozioni che mancano: “Quando firmai quella polizza, non sapevo distinguere un Btp da un’azione” ci spiega Fabio, “non ero a conoscenza del rischio e leggendo il contratto non sarei neanche riuscito a comprenderlo. So che la responsabilità è anche mia, ma mi sono fidato”. Ed è proprio per questo che ai clienti, prima che sottoscrivano la polizza, dev’essere sottoposto un questionario di profilazione. Serve all’intermediario per valutare sia le competenze che la propensione al rischio di chi ha davanti. Dalle testimonianze raccolte, i questionari sono stati compilati frettolosamente, per Fabio si è ridotto a “un paio di domande” che gli ha rivolto il broker il quale, poco tempo dopo, gli ha proposto anche di stipulare una polizza Novis, “rifilandomi così una doppia fregatura”. Anche la società slovacca infatti naviga in cattive acque. Addirittura Luisa spiega “dall’agenzia di brokeraggio mi hanno detto che non serviva compilarlo”. Un caso-limite.

“Come ci si può aspettare che una famiglia composta da un operaio e un impiegato conosca la differenza tra capitale e versato?” si chiede Luca, sollevando un’altra questione molto comune: alcuni clienti non avevano capito che, anche riscattando le polizze, non avrebbero comunque ripreso l’intero ammontare perché una parte era servita a pagare i costi della polizza, provvigioni comprese, senza contare che nel frattempo i fondi o gli indici nei quali Fwu ha investito potrebbero aver perso valore: “Secondo i calcoli che mi fece la broker lo scorso agosto, dei seimila euro versati ne avrei potuti ritirare 1.400”, continua. Gli fa eco Antonio: “Ho versato 22mila euro, e già oggi il valore della mia polizza è di soli diecimila”.

Gli ultimi a sapere le cose

Un altro problema comune a tutti i clienti con cui abbiamo parlato è l’assistenza ricevuta da luglio in poi, quando le difficoltà di Fwu sono diventate di dominio pubblico. Nessuno degli intervistati lo ha saputo dal proprio broker o agente, ma l’ha scoperto da solo tramite amici o sui media. Solo a quel punto si sono rivolti al venditore. Che in alcuni casi era sparito o aveva cambiato mestiere, in altri ha cercato di rassicurarlo. Abbiamo potuto ascoltare la conversazione tra SM e il suo broker, registrata dalla cliente, avvenuta ad agosto 2024. Il venditore le spiega, con toni concitati, che “non è mai successo che una compagnia vada in liquidazione”, “i clienti non devono preoccuparsi di nulla, perché si tratta di una polizza vita, non di un investimento” e che “le assicurazioni non buttano via i risparmi della gente”.

Andrea ha contattato la società di brokeraggio che, per tutta risposta, gli ha proposto un nuovo investimento “sicuro” che gli avrebbe permesso di “recuperare la perdita subita con Fwu” (proposta rifiutata) e gli ha poi chiesto 500 euro + Iva per l’onorario di un avvocato che avrebbe tutelato lui e gli altri clienti dell’agenzia (anche quest’offerta è stata respinta). Chi ha scoperto il caos Fwu in estate ha smesso di pagare le rate, ma a metà gennaio ha ricevuto una lettera della società in cui gli veniva intimato di versare il dovuto. Da quanto raccontano a Repubblica i clienti, diversi broker hanno consigliato loro di farlo, rassicurandoli sul futuro della società.

“Tutelare i clienti è nostro interesse”

Ma non tutti i broker sono uguali. E la mancanza di trasparenza di Fwu ha messo in difficoltà gli stessi intermediari. È il punto di vista di Pietro Negri, segretario generale di Aiba, il sindacato dei broker più rappresentativo del Paese. “È bene chiarire che i broker rappresentano il cliente, mentre gli agenti rispondono alle compagnie. Dunque è nostro interesse che i clienti si trovino bene, visto che ci mettiamo la faccia”. Negri spiega che le polizze Fwu non sono diverse da tanti altri prodotti venduti da compagnie italiane, ma ammette che “le unit linked comportano un rischio finanziario importante a carico del cliente, per questo è fondamentale profilare l’investitore. Che significa conoscere la sua propensione al rischio, sapere com’è composto il suo portafoglio, che orizzonte temporale e quali esigenze ha. Le informazioni che dobbiamo fornire sono tante e sono complesse”.

Negri punta il dito nei confronti dell’autorità del Lussemburgo, la Commissariat aux Assurances (Caa): “A gennaio Fwu ha chiesto ai clienti di ricominciare a pagare i premi, e poteva farlo visto che il blocco stabilito dall’autorità era, in quel momento, scaduto. Molti broker hanno sconsigliato ai clienti di farlo, anche perché di fatto Fwu era già in default: ma com’è possibile che la Caa le abbia consentito di inviare quei solleciti di pagamento?”. Il segretario di Aiba conclude ricordando che “molti broker non solo non hanno abbandonato i clienti ma si stanno attivando per tutelarli e aiutarli”.

Oltre ai gruppi Facebook, su Instagram è attivo un canale dedicato ai clienti di Fwu, gestito dal Siti, il sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio. Domenico Bacci, segretario del Siti, ricorda che “al momento non si può far altro che aspettare” e consiglia di diffidare da avvocati e studi legali che promettono fuoco e fiamme: “Ad esempio ho molti dubbi sul fatto che queste polizze fossero vessatorie: sono vendute da anni in Italia e certamente non solo da Fwu, lo avremmo saputo da tempo”. Bacci non esclude “eventuali comportamenti scorretti di qualche intermediario: parliamo di oltre centomila vendite ed è possibile che qualcuna sia stata poco trasparente. In quel caso il consiglio è di rivolgersi a un professionista di propria fiducia per valutare come muoversi”.

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