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“Per Diesel un’acquisizione importante, poi Piazza Affari”

L'ad di Otb Minelli 

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L’ad Minelli alla guida di Otb di Renzo Rosso spiega: “Condizioni di mercato favorevoli per rilevare un brand nel 2025”. I conti del gruppo tengono. “Nei momenti di crisi si creano le opportunità”
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MILANO — Il gruppo Otb (Only The Brave, solo i coraggiosi) di Renzo Rosso chiude il 2024 con ricavi netti in calo a 1,7 miliardi (-4,9% ma -3,1% a parità di cambi), un margine operativo lordo di 276 milioni e 31 milioni di cassa netta. Ma l’ad Ubaldo Minelli è «ottimista», pianifica nuovi investimenti in vista dell’Ipo a Piazza Affari, anche perché il 2025 «potrebbe essere l’anno dell’acquisizione».

A fronte di ricavi solo in lieve calo, nel 2024 l’utile operativo si è ridotto a 44 milioni. Come mai?

«Perché pur sapendo che sarebbe stato un anno sfidante, abbiamo continuato a investire. E l’abbiamo fatto coerenti con la nostra visione di medio-lungo termine, investendo sia in Cina, dove abbiamo fatto 28 delle 61 aperture del 2024, sia integrando la filiera produttiva, rilevando il controllo del calzaturificio Stephen, con cui Staff International collaborava dal 2000».

MILANO — Il gruppo Otb (Only The Brave, solo i coraggiosi) di Renzo Rosso chiude il 2024 con ricavi netti in calo a 1,7 miliardi (-4,9% ma -3,1% a parità di cambi), un margine operativo lordo di 276 milioni e 31 milioni di cassa netta. Ma l’ad Ubaldo Minelli è «ottimista», pianifica nuovi investimenti in vista dell’Ipo a Piazza Affari, anche perché il 2025 «potrebbe essere l’anno dell’acquisizione».

A fronte di ricavi solo in lieve calo, nel 2024 l’utile operativo si è ridotto a 44 milioni. Come mai?

«Perché pur sapendo che sarebbe stato un anno sfidante, abbiamo continuato a investire. E l’abbiamo fatto coerenti con la nostra visione di medio-lungo termine, investendo sia in Cina, dove abbiamo fatto 28 delle 61 aperture del 2024, sia integrando la filiera produttiva, rilevando il controllo del calzaturificio Stephen, con cui Staff International collaborava dal 2000».

Nonostante le aperture a dicembre 2023 avevate 610 negozi e a fine 2024 608…

«In parallelo con nuove aperture di peso, abbiamo chiuso alcuni corner e piccoli negozi non strategici. Non a caso siamo passati da 82.594 a 85.249 metri quadri a gestione diretta a fine 2024, con un’incidenza sul fatturato doppia in tre anni: eravamo sotto il 30% a fine 2021 e siamo a poco meno del 60% a fine 2024. Investiremo ancora sui dos: puntiamo a generare il 75% del fatturato dai punti vendita a gestione diretta, una strategia che a breve ha un impatto sui costi, ma che nel medio aumenta la redditività».

Gli Usa alzano muri contro il Messico e Otb ha annunciato 50 nuovi negozi nel Paese, di cui 15 quest’anno. Non era meglio aspettare?

«Abbiamo fatto i nostri conti, crediamo nelle potenzialità del Messico, e investiamo sempre con un’ottica di lungo termine. È nei momenti di crisi che si creano le opportunità, con questo presupposto nel 2024 abbiamo continuato a puntare sull’Asia».

La crisi non potrebbe essere un’occasione per fare nuove acquisizioni sulla filiera?

«Certamente sì, soprattutto sulla filiera il 2024 è stato un anno tosto, e il 2025 lo sarà ancora di più perché i volumi calano più dei fatturati. Detto questo Staff International ha già fatto importanti investimenti, completando il suo know-how di competenze nella pelletteria con Frassinetti e nelle calzature con Stephen. Al momento non abbiamo nessun dossier sulla filiera, ma non è detto che se si presentasse qualcosa di interessante potremmo considerarlo».

E che mi dice di Versace, Etro o di altri marchi in vendita?

«Le dico che siamo sempre aperti a valutare opportunità sul mercato in linea con il posizionamento e la filosofia di Otb, ma come sempre vogliamo fare un’acquisizione coerente con il nostro portafoglio marchi e con le capacità della nostra piattaforma produttiva e distributiva. Puntiamo a un’operazione dove potremmo fare la differenza, come abbiamo dimostrato di saper fare con Jil Sander, che ha raggiunto il pareggio un anno dopo l’ingresso in Otb e su cui abbiamo investito già oltre 70 milioni».

Quindi il 2025 potrebbe essere l’anno giusto per rilevare un brand?

«Le acquisizioni nascono sempre dalle opportunità e credo che le condizioni di mercato in questo momento possano essere favorevoli…»

E con un’acquisizione di peso, Otb potrebbe sbarcare in Borsa?

«Renzo Rosso ha sempre detto che il progetto di un’Ipo è un obiettivo strategico per Otb, che la quotazione è un passo importante, che va studiata e preparata a dovere senza fretta. Per quotarsi è necessario che ci siano numeri più interessanti e un mercato più favorevole. Continuiamo a generare cassa e ad autofinanziare gli investimenti quindi quotarsi è un’opportunità, non una necessità. Però sicuramente un’acquisizione di peso potrebbe essere un volano per poi procedere all’Ipo».

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