Bpm risponde a Unicredit: “Su Anima solo supposizioni”
di Andrea GrecoLa sede di Banco Bpm in piazza Meda a Milano
(ansa)MILANO — Banco Bpm controbatte alle richieste di trasparenza poste da Unicredit ai suoi soci circa l’Opa su Anima, definendo “mere supposizioni” quelle della banca rivale, “che insinua dei dubbi sulla valenza dell’offerta su Anima e sul ritorno dell’investimento”. La banca, da novembre oggetto di una scalata da 10,1 miliardi da parte di piazza Gae Aulenti, ribadisce invece l’opportunità dell’acquisizione di Anima, che non indebolirà il proprio patrimonio Cet1, stimato “al di sopra del 13% degli attivi di rischio”, anche se la vigilanza Bce le vietasse di applicare lo ‘sconto danese’ – circa 250 punti base – sulla Sgr partecipata.
La guerriglia di dichiarazioni, in atto da settimane, andrà avanti almeno per un altro mese: più fonti finanziarie ritengono che la banca gui…
MILANO — Banco Bpm controbatte alle richieste di trasparenza poste da Unicredit ai suoi soci circa l’Opa su Anima, definendo “mere supposizioni” quelle della banca rivale, “che insinua dei dubbi sulla valenza dell’offerta su Anima e sul ritorno dell’investimento”. La banca, da novembre oggetto di una scalata da 10,1 miliardi da parte di piazza Gae Aulenti, ribadisce invece l’opportunità dell’acquisizione di Anima, che non indebolirà il proprio patrimonio Cet1, stimato “al di sopra del 13% degli attivi di rischio”, anche se la vigilanza Bce le vietasse di applicare lo ‘sconto danese’ – circa 250 punti base – sulla Sgr partecipata.
La guerriglia di dichiarazioni, in atto da settimane, andrà avanti almeno per un altro mese: più fonti finanziarie ritengono che la banca guidata da Andrea Orcel attenderà le mosse del cda di Banco Bpm – dopo l’assemblea convocata per il 28 febbraio – prima di compiere la scelta finale. Che, incrociando quanto depositato finora e la normativa, potrà essere la prosecuzione dell’Ops al concambio di novembre, un rilancio in titoli o in cassa, ovvero il ritiro dell’offerta, che Unicredit si è riservata da subito in caso di modifiche all’Opa su Anima. Una battaglia, anche di nervi, che coinvolge gli investitori: ieri in Borsa lo sconto sul concambio è salito al 6,5%, dopo il +2,59% di Banco Bpm e il +1,66% di Unicredit.
La banca guidata da Giuseppe Castagna, con un comunicato cavilloso, ha ribattuto a tutte le accuse mosse dalla rivale l’altroieri. Vi si legge, in sintesi, che Unicredit fa “mere supposizioni” scrivendo che l’eventuale rinuncia allo ‘sconto danese’ come condizione di efficacia stravolgerà i contorni dell’Opa; che se l’assemblea di Bpm il 28 voterà di delegare al cda la rinuncia allo ‘sconto danese’ (che consente di non dedurre la partecipazione e “vale” circa un miliardo) la banca “ribadisce la propria convinzione, basata sulle previsioni regolamentari vigenti e non su calcoli probabilistici, circa l’applicabilità di tale trattamento regolamentare alla partecipazione in Anima acquisita nell’Opa”.
Infine, il patrimonio Cet1 di Banco Bpm resterà anche in caso di veto Bce allo ‘sconto’ sopra al 13%, e non all’11,38% come scritto da Unicredit, che è partita dal dato di fine 2024, “mentre la deduzione eventuale di Anima sarà solo dal primo semestre 2025”. E anche l’impatto delle altre misure regolamentari sul capitale per lo 0,94% “è citato da Unicredit in modo fuorviante”, perché viene sottratto in un solo colpo, senza tenere conto delle azioni manageriali per mitigarlo.
Sarà l’andamento incrociato dei due titoli rivali, anche alla luce delle decisioni della Bce sullo sconto dell’Opa su Anima, a decidere l’esito della contesa. Unicredit ha tempo fino all’assemblea del 10 aprile, in cui chiederà la delega per emettere le nuove azioni destinate ai soci Bpm, per alzare il concambio in azioni. E fino al penultimo giorno dell’Ops in Borsa per un ritocco in contanti.