Sipario Movies ai titoli di coda: la società finisce in liquidazione
di Carlotta ScozzariMILANO – Finisce in liquidazione Sipario Movies, la società produttrice di film e contenuti per la tv nei mesi scorsi al centro di uno scontro tra azionisti: da una parte, Monika Bacardi, vedova dell’omonimo “signore del rhum” Don Luis; dall'altra, Andrea Iervolino. Verso quest’ultimo a ottobre era stata promossa un’azione di responsabilità.
Lo stesso Iervolino, in base a quanto spiega a Repubblica, intende promuovere un’azione analoga nei confronti dell’attuale vertice della società, produttrice di film come "Paradox Effect" e distributrice dei diritti di "Modi" di Johnny Depp.
L'assemblea dei soci di ieri di Sipario Movies ha deciso "lo scioglimento e messa in liquidazione della società", come spiega una nota. Il comunicato aggiunge che "è stata deliberata la nomina di un liquidatore unico nella persona del dr. David Peretti con attribuzione piena dei poteri".
MILANO – Finisce in liquidazione Sipario Movies, la società produttrice di film e contenuti per la tv nei mesi scorsi al centro di uno scontro tra azionisti: da una parte, Monika Bacardi, vedova dell’omonimo “signore del rhum” Don Luis; dall'altra, Andrea Iervolino. Verso quest’ultimo a ottobre era stata promossa un’azione di responsabilità.
Lo stesso Iervolino, in base a quanto spiega a Repubblica, intende promuovere un’azione analoga nei confronti dell’attuale vertice della società, produttrice di film come "Paradox Effect" e distributrice dei diritti di "Modi" di Johnny Depp.
L'assemblea dei soci di ieri di Sipario Movies ha deciso "lo scioglimento e messa in liquidazione della società", come spiega una nota. Il comunicato aggiunge che "è stata deliberata la nomina di un liquidatore unico nella persona del dr. David Peretti con attribuzione piena dei poteri".
L'assise era stata convocata perché, dopo che al 30 novembre il conto delle perdite era salito a 117,75 milioni, il capitale sociale non solo si era ridotto di oltre un terzo ma era anche finito sotto il minimo legale. La proposta di riduzione del capitale con suo contemporaneo ripristino sopra il minimo di legge non è, però, passata in assemblea.
Peretti, già presidente, in occasione dell'assemblea di fine gennaio che aveva esteso l'azione di responsabilità ad altri componenti del vecchio consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, aveva mosso accuse pesanti nei confronti della gestione societaria prima del mese di ottobre.
In quel periodo, secondo il neo liquidatore, Sipario (in precedenza denominata Lbm, Lady Bacardi Media, e prima ancora Ilbe, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment) aveva "operato quale collettore abusivo di crediti di imposta cinematografici e ricerca & sviluppo". Il riferimento è ai cosiddetti tax credit, gli incentivi fiscali a sostegno al settore di recente riformati dal governo Meloni.
L'assemblea di ieri ha anche approvato la situazione patrimoniale ed economica della società al 30 novembre 2024, quando come detto è stata registrata una maxi perdita di 117,75 milioni, dall'utile di 55.334 euro di fine 2023. Negli undici mesi dell'anno scorso, i ricavi sono scesi a 62,77 milioni da 149,75 milioni del 2023, mentre la voce "ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti" ha pesato per 147,22 milioni (141,93 nel 2023).
Dalla documentazione presentata in occasione dell'assemblea di ieri emerge che sulla continuità aziendale incombono diverse ombre. Vengono così citate "l’attuale incapacità di pagare le rate dei finanziamenti scadute dal mese di agosto 2024; l’attuale incapacità di pagare i debiti commerciali scaduti; le gravi conseguenze determinate dall’inizio delle attività di produzione cinematografica e televisiva iniziate dalla parte correlata Tatatu spa".
Ci si sofferma nuovamente, come già in passato, sulla "sorprendente rinuncia operata dall’ex consigliere, presidente del cda e amministratore delegato, sig. Andrea Iervolino, a significative produzioni che caratterizzavano il business plan della società per il periodo 2024-2026 con comunicazione indirizzata al ministero della Cultura (Mic) del 30 aprile 2024 e del 10 luglio 2024". In particolare, si riferisce che, "nella comunicazione del 10 luglio 2024, Iervolino ha rinunciato curiosamente, per conto della parte correlata Tatatu anche alla produzione del film “Maserati”, la cui realizzazione era contrattualizzata sulla Sipario Movies".
Lo stesso Iervolino, in una nota inviata a Repubblica, si dice intenzionato ad avviare "un’azione di responsabilità nei confronti dell’attuale presidente della società, il quale ha sottoscritto comunicati e documenti contabili contenenti gravi irregolarità. Questa gestione - aggiunge Iervolino - ha causato danni ingenti alla società e ai suoi azionisti, i quali oggi si trovano a fronteggiare le conseguenze di scelte irresponsabili e prive di trasparenza e quasi totalmente false. Parallelamente, la medesima azione sarà intrapresa nei confronti dei due membri del consiglio di amministrazione eletti dai soci che attualmente controllano l’assemblea e che, unitamente al presidente, hanno approvato bilanci falsati con l’unico scopo di condurre la società verso la liquidazione”.
La stessa nota spiega che Iervolino “ha promosso una richiesta di risarcimento danni per un importo complessivo di 150.000.000 di euro, al fine di compensare le perdite subite da coloro che hanno investito con fiducia nella società e che oggi si trovano danneggiati da una gestione scellerata”. “È inaccettabile - afferma l'ex numero uno di Sipario Movies - che una società che per anni è stata un’eccellenza nel panorama della produzione cinematografica mondiale venga distrutta in meno di sei mesi da un gruppo di individui incompetenti".
In una risposta inviata a Repubblica, il consiglio di amministrazione di Sipario Movies, dopo avere respinto tutte le accuse, "comunica di aver già attivato nei confronti del signor Andrea Iervolino e del suo vasto entourage tutte le azioni di legge finalizzate anche, ma non solo, a sconfessare le evidenti elucubrazioni, a sfondo esclusivamente mediatico, dello stesso signor Andrea Iervolino".
Tornando alla documentazione pubblicata in occasione dell’assemblea di ieri, la società, quotata (ma non negoziata) sul listino dell'Egm di Piazza Affari, precisa poi che "l'attuale incapacità di pagare le rate dei finanziamenti e dei debiti commerciali scaduti è connessa con l’importante rallentamento delle lavorazioni delle pratiche di tax credit da parte del Mic, che non ha consentito la cessione, e il relativo incasso, dei tax credit in linea con le tempistiche mediamente applicate in passato".
Il 22 aprile del 2024, Sipario Movies aveva ricevuto una comunicazione da parte del Mic con la richiesta della documentazione relativa a 38 pratiche di tax credit presentate per gli anni dal 2019 in poi. "A fine maggio 2024 - fa sapere la società - si è conclusa la trasmissione dei documenti richiesti. Il Mic ha richiesto ulteriore documentazione, alla quale Sipario Movies ha prontamente risposto, nei mesi di luglio ed agosto 2024. Nonostante la società non abbia più ricevuto alcuna richiesta dal ministero – si aggiunge - molte domande di tax credit produzioni cinematografiche, che in linea con le tempistiche mediamente applicate in passato avrebbero dovuto essere già evase, sono ancora bloccate/in lavorazione". Con lo scioglimento di Sipario e la liquidazione la situazione sembra essere destinata a cambiare nuovamente.