Dazi, l’Ue chiede una tregua a Trump: “Negoziamo”. Ecco i margini di manovra
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - L’Unione europea chiede all’amministrazione Trump di sospendere i dazi, per negoziare una soluzione sul deficit commerciale, che è piccolo e superabile. Se però Washington deciderà di procedere comunque con le tariffe, Bruxelles sarà costretta a rispondere ed è pronta a farlo. È il messaggio lanciato dal commissario europeo per il Commercio, Maroš Šef?ovi?, parlando con i giornalisti dopo il suo incontro di ieri con il collega americano Howard Lutnick.
Šef?ovi? ha detto che "l’obiettivo principale degli Stati Uniti è la reciprocità, a cui noi aggiungiamo l’equità". Se il problema è questo, si può trovare una via d’uscita: "Ue e Usa hanno scambi commerciali annuali per circa 1.600 miliardi di euro. Noi abbiamo …
WASHINGTON - L’Unione europea chiede all’amministrazione Trump di sospendere i dazi, per negoziare una soluzione sul deficit commerciale, che è piccolo e superabile. Se però Washington deciderà di procedere comunque con le tariffe, Bruxelles sarà costretta a rispondere ed è pronta a farlo. È il messaggio lanciato dal commissario europeo per il Commercio, Maroš Šef?ovi?, parlando con i giornalisti dopo il suo incontro di ieri con il collega americano Howard Lutnick.
Šef?ovi? ha detto che "l’obiettivo principale degli Stati Uniti è la reciprocità, a cui noi aggiungiamo l’equità". Se il problema è questo, si può trovare una via d’uscita: "Ue e Usa hanno scambi commerciali annuali per circa 1.600 miliardi di euro. Noi abbiamo un surplus di 157 miliardi di euro sulle esportazioni dei beni, loro di 109 miliardi sui servizi. La differenza è quindi di 48 miliardi, equivalente al 3% del totale. Non è una cifra insormontabile. Ho detto a Lutnick che sono venuto a visitarlo il giorno del suo insediamento, perché siamo alleati e vogliamo trovare una soluzione. Perciò ho chiesto di rimandare i dazi, mentre negoziamo, in modo da evitare il danno reciproco che provocherebbero".
Un nodo centrale sono le auto: "L’Europa impone dazi del 10% sulle macchine importate dall’America, gli Usa del 2,5%. Gli Stati Uniti però impongono dazi del 25% su furgoni e camion, che sono il loro prodotto più venduto. Siamo disposti a scendere al 2,5%, ma anche ad abbassare i dazi su tutti i prodotti industriali, se non eliminarli del tutto, purché la misura sia reciproca". Trump considera l’Iva come una tariffa imposta sui beni americani: "Ho spiegato che non è così. È una tassa sul consumo non discriminatoria, perché si applica nella stessa misura a tutti i prodotti, qualunque sia la loro provenienza. In sostanza è come la sale tax americana. Su questo punto stiamo ancora discutendo".
Un altro elemento che irrita molto il capo della Casa Bianca è il trattamento delle grandi compagnie digitali, secondo lui sottoposte a regole, limiti e tasse che invece dovrebbero pagare negli Usa: "L’Europa - ha spiegato Šef?ovi? - è il principale mercato per molte di queste aziende, che rappresentano una componente molto importante della nostra economia. Le leggi che abbiamo servono a proteggere le realtà più piccole da quelle più grandi e potenti, o garantire che i reati perseguiti nel mondo reale lo siano anche online. Non sono persecuzioni delle imprese americane, ma solo misure di giustizia ed equità".
Šef?ovi? non è voluto scendere nei dettagli delle ritorsioni che la Ue potrebbe imporre, "perché preferisco concentrarmi sulla spinta positiva verso la soluzione del problema", ad esempio aumentando le importazioni di gas liquido ed energia americana. Se però Washington procederà con i dazi, "saremo costretti a rispondere. Siamo pronti e lo faremo".