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Ferrovie, rinviato lo sciopero del 22 e 23 febbraio: sarà il 18 marzo. Confermato quello del 24

I ritardi registrati dai treni si attestano con un tasso di puntualità è del 74% per le Frecce, 82,6% per gli Intercity e 88,9% per i Regionali 
La decisione del sindacato Usb dovuta alle nuove restrizioni varate dalla Commissione di Garanzia: “Norme cambiate in corso d’opera, preferiamo differire la protesta”
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ROMA – Il sindacato Usb annuncia il differimento al 18 marzo dello sciopero del trasporto ferroviario indetto per il 22 e 23 febbraio, a causa dell’entrata in vigore di nuove norme varate dalla Commissione di Garanzia. “La Commissione – spiega il sindacato in un comunicato – ha emanato una delibera provvisoria con la quale, tra l’introduzione delle fasce di garanzia nei giorni festivi e aumento dei treni garantiti a media-lunga percorrenza, ha ristretto ulteriormente il diritto di sciopero”.

La Commissione ha comunicato il 4 febbraio che viene introdotto “un sistema di fasce di garanzia anche nei giorni festivi (7-10 e 18-21), rafforzando il livello di servizi minimi garantito per la media e lunga percorrenza”.

“Le modifiche – ha spiegato il Garante – sono state ritenute necessarie per adeguare la disciplina vigente – a distanza di oltre 25 anni dalla sua adozione – all’obiettivo di un equilibrato contemperamento tra diritto di sciopero e diritto alla mobilità. Non è apparso più risp…

ROMA – Il sindacato Usb annuncia il differimento al 18 marzo dello sciopero del trasporto ferroviario indetto per il 22 e 23 febbraio, a causa dell’entrata in vigore di nuove norme varate dalla Commissione di Garanzia. “La Commissione – spiega il sindacato in un comunicato – ha emanato una delibera provvisoria con la quale, tra l’introduzione delle fasce di garanzia nei giorni festivi e aumento dei treni garantiti a media-lunga percorrenza, ha ristretto ulteriormente il diritto di sciopero”.

La Commissione ha comunicato il 4 febbraio che viene introdotto “un sistema di fasce di garanzia anche nei giorni festivi (7-10 e 18-21), rafforzando il livello di servizi minimi garantito per la media e lunga percorrenza”.

“Le modifiche – ha spiegato il Garante – sono state ritenute necessarie per adeguare la disciplina vigente – a distanza di oltre 25 anni dalla sua adozione – all’obiettivo di un equilibrato contemperamento tra diritto di sciopero e diritto alla mobilità. Non è apparso più rispondente ai tempi, infatti, un assetto in cui non era garantita alcuna tutela ai viaggiatori del trasporto regionale nei giorni festivi – diversamente, tra l’altro, da quanto avviene negli altri settori (trasporto aereo, marittimo e pubblico locale) – e in cui operava, per la media e lunga percorrenza (compresa l’Alta velocità), un livello di tutela inferiore rispetto a quello assicurato per le linee regionali nei giorni feriali”.

Secondo Usb “si tratta di un intervento illegittimo e peraltro tardivo, che cambia le regole in corsa su uno sciopero già indetto e, guarda caso, da giorni preannunciato dalle maggiori aziende”. Ecco perché il sindacato ha preferito spostare la protesta alla giornata del 18 marzo: “Usb coordinamento nazionale ferrovie si rifiuta di effettuare uno sciopero con regole cambiate in corso d’opera. Queste nuove regole riducono l’impatto dell’astensione del lavoro dei ferrovieri, come di tutti i lavoratori e lavoratrici dei servizi di questo Paese”.

Viene invece confermata l’astensione indetta da Usb per lunedì 24 febbraio nel trasporto pubblico urbano: “Mancano le risorse per la parte economica del contratto nazionale degli autoferrotranvieri: slitta, di nuovo, l’incontro previsto al ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la ratifica della parte economica”, spiega il sindacato, aggiungendo che l’attuale ipotesi di contratto “determina una perdita di potere d’acquisto dei salari di circa il 10%, prevedendo solo un misero aumento medio nei tre anni sotto il 6% dei salari a fronte di un’inflazione che, nell’ultimo triennio, si è attestata al 16%”.

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