TikTok licenzia ancora, nel mirino il team che modera i contenuti
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Altro giro di licenziamenti a TikTok. La piattaforma social cinese sta mandando a casa una parte del personale globale della sua unità che si occupa della moderazione dei contenuti, nell’ambito di una ristrutturazione. Lo confermano all’agenzia Reuters tre fonti a conoscenza della questione. I licenziamenti sono iniziati lo stesso giorno per i team in Asia, Europa, Medio Oriente e Africa. Già lo scorso ottobre l'azienda aveva licenziato centinaia di dipendenti a livello globale, soprattutto in Malesia, in quanto stava spostando l'attenzione verso un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale nella moderazione dei contenuti.
L’ultima mossa arriva mentre il destino di TikTok negli Stati Uniti rimane incerto. La popolare app di video stava andando incontro a un div…
PECHINO - Altro giro di licenziamenti a TikTok. La piattaforma social cinese sta mandando a casa una parte del personale globale della sua unità che si occupa della moderazione dei contenuti, nell’ambito di una ristrutturazione. Lo confermano all’agenzia Reuters tre fonti a conoscenza della questione. I licenziamenti sono iniziati lo stesso giorno per i team in Asia, Europa, Medio Oriente e Africa. Già lo scorso ottobre l'azienda aveva licenziato centinaia di dipendenti a livello globale, soprattutto in Malesia, in quanto stava spostando l'attenzione verso un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale nella moderazione dei contenuti.
L’ultima mossa arriva mentre il destino di TikTok negli Stati Uniti rimane incerto. La popolare app di video stava andando incontro a un divieto nazionale a partire dal 19 gennaio: gli Usa avevano imposto alla società madre di TikTok, la cinese ByteDance, di cedere le attività statunitensi di TikTok entro quella data pena la messa al bando nel Paese, dove l'app conta 170 milioni di utenti. Ma il giorno dopo, 20 gennaio, giorno dell’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente statunitense, Donald Trump è intervenuto, firmando un ordine esecutivo volto a ritardare di 75 giorni l'applicazione di tale legge e a dare così a ByteDance più tempo per trovare un acquirente.
Giovedì scorso il presidente statunitense ha spiegato che il periodo di 75 giorni potrebbe essere esteso. Parlando con la stampa nello studio ovale, Trump aveva affermato che spera ancora di raggiungere un accordo su TikTok per mantenere attiva l'app negli Stati Uniti. Come ricordava l’agenzia Bloomberg a fine gennaio, se l'ordine di Trump “sia valido è una questione aperta, così come se i 75 giorni aggiuntivi offerti da Trump faranno la differenza. ByteDance ha passato mesi a ripetere che non è interessata a rinunciare alla sua attività negli Stati Uniti”.