MILANO – Si addensano nubi sull’economia italiana a inizio 2025: la crescita stenta, l’inflazione è in risalita spinta dal rincaro dell’energia e l’industria “in affanno”. È quanto mette in evidenza Confindustria nella sua Congiuntura Flash in cui sottolinea anche che sulle prospettive pesa l'incertezza sui possibili dazi Usa, "che rischia di frenare scambi e investimenti". La produzione indutriale, ha ricordato Confindustria, “è scesa a dicembre (-3,1%) dopo il marginale recupero a novembre: -1,1% nel 4° trimestre, il 7° consecutivo in calo: l'automotive segna un -36,6% su dicembre 2023".
Gli investimenti faticano a ripartire, con la fiducia delle imprese a gennaio che sale di poco (95,7 da 95,3), su valori vicini alla media 2024, e l'incertezza si riduce appena. Per quanto riguarda i giudizi sugli ordini, recuperano di poco nella manifattura, un pò di più nei servizi. Nel complesso, gli investimenti delle imprese non sembrano ancora beneficiare della politica monetaria meno restrittiva. Anche la crescita dei consumi resta "incerta". A gennaio, la fiducia dei consumatori risale, pur su valori contenuti (98,2, da 96,3). In contrasto, l'indicatore ICC suggerisce una frenata a inizio 2025 e l'indice RTT (CSC-TeamSystem) segnala un calo del fatturato dei servizi.