ROMA — Il comparto elicotteri, in accoppiata al settore elettronica, fa volare i conti di Leonardo che chiude il 2024 con un aumento a due cifre dei ricavi, +16,2% a 17,8 miliardi. In rialzo rispetto alle previsioni di oltre l’11%. Robusto l’incremento degli ordini in quasi tutti i filoni in cui opera il gruppo guidato dall’ad Roberto Cingolani: sono arrivati a 20,9 miliardi, in crescita del 16,8% rispetto al 2023. Il portafoglio ordini supera così nel 2024 la soglia dei 44 miliardi ed assicura una copertura di produzione pari a 2,5 anni. Risultati che per gli analisti sono sopra le attese, anche se in Borsa il titolo ha ceduto più del 3%, colpito dalle prese di beneficio dopo i massimi toccati due giorni fa.
Il momento, tra cambiamenti geopolitici e necessità di investimenti nella difesa, è propizio. E l’ex ministro del governo Draghi vuole trasformare Leonardo «in un player di riferimento» nel settore. In questa direzione aiuta sia l’aumento delle spese in difesa da parte dell’Unione Europea, al 2% del Pil, che la proposta, fatta propria anche dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, di «non calcolare gli investimenti in difesa nel Patto di stabilità». Insomma, la crescita non si basa solo sulla spesa in armamenti, dovuta ai conflitti in corso, ma ad elementi che danno una stabilità sul medio-lungo termine. Ed è su questo che Cingolani ha impostato la sua strategia di accordi.
Prima mossa? L’intesa nel 2024 con i tedeschi di Rheinmetall sul fronte dei carri armati. «Leonardo ha una capacità crescente di catalizzazione di nuove alleanze e di presenza nei programmi di rilevanza strategica», rimarca Cingolani nella call con gli analisti finanziari. La seconda mossa è la trattativa in corso con il gruppo turco dei droni Baykar che sarà definita nelle prossime settimane. «Svilupperemo la nuova partnership con il team di Baykar» ha aggiunto Congolani. L’ultima mossa sarà infine trovare un partner per Aerostrutture, divisione che ha subito gli effetti negativi di Boeing. Questione non di soluzione immediata, ma c’è un candidato con cui Leonardo potrebbe chiudere: «Abbiamo identificato un potenziale coinvestitore - svela Cingolani - sono in corso trattative serrate in queste ore». Sullo sfondo rimane lo Spazio, altro segmento da rilanciare, rinnovando l’accordo con i francesi di Thales. Patto che potrebbe coinvolgere anche Airbus nel campo dei satelliti. Fra poche settimane, l’11 marzo, Cingolani aggiornerà il piano industriale.