Roma - C’è chi ha messo a disposizione stanze di cinque metri quadrati. E chi ha proposto di realizzare studentati con meno di venti posti letto. Nella lista delle domande per accedere ai fondi Pnrr destinati agli alloggi universitari c’è anche quella di un’impresa che voleva realizzare le camere per gli studenti a Montecatini Terme. Piccolo particolare: nella località toscana, l’università non c’è.
Inadempienze, più o meno volute. Ma comunque insanabili per la struttura commissariale del ministero dell’Università che ha bocciato decine di richieste avanzate anche da soggetti pubblici, oltre che privati. Gli ultimi dati del Mur, aggiornati al 18 febbraio, registrano 54 domande non ammesse per un totale di 13.640 posti letto.
Si spiega anche così l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo finale - la realizzazione di 60 mila nuovi posti - entro la scadenza del 30 giugno 2026. A meno che, come avrebbe proposto la titolare del dicastero, Anna Maria Bernini, non venga modificata la rendic…
Roma - C’è chi ha messo a disposizione stanze di cinque metri quadrati. E chi ha proposto di realizzare studentati con meno di venti posti letto. Nella lista delle domande per accedere ai fondi Pnrr destinati agli alloggi universitari c’è anche quella di un’impresa che voleva realizzare le camere per gli studenti a Montecatini Terme. Piccolo particolare: nella località toscana, l’università non c’è.
Inadempienze, più o meno volute. Ma comunque insanabili per la struttura commissariale del ministero dell’Università che ha bocciato decine di richieste avanzate anche da soggetti pubblici, oltre che privati. Gli ultimi dati del Mur, aggiornati al 18 febbraio, registrano 54 domande non ammesse per un totale di 13.640 posti letto.
Si spiega anche così l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo finale - la realizzazione di 60 mila nuovi posti - entro la scadenza del 30 giugno 2026. A meno che, come avrebbe proposto la titolare del dicastero, Anna Maria Bernini, non venga modificata la rendicontazione in capo alla Commissione europea: la validazione del target prenderebbe in considerazione le lettere di impegno delle ditte a costruire gli alloggi e non la loro realizzazione.
Tra i bocciati c’è chi sarà ripescato. Un’ordinanza del commissario ministeriale riammetterà i progetti, esclusi fino ad oggi, che non rispettavano il criterio dei posti letti singoli (70% del totale) e della distanza minima tra la residenza universitaria e la sede dell’ateneo. Entrambi i vincoli sono stati modificati da Bruxelles, garantendo così una maggiore flessibilità.
Ma i 60 mila posti restano comunque un miraggio. Lo stesso censimento del ministero, infatti, indica in 22.683 i posti letto giudicati "ammessi o ammissibili”. Significa che possono beneficiare delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma non che sono stati realizzati o resi disponibili, se non in minima parte.
Per queste ragioni, il ministro per il Pnrr, Tommaso Foti, ha proposto a Bernini di ridurre il target. La titolare dell’Università è contraria: "Non esiste”. Intanto le opposizioni protestano. A Foti, che si è detto “convinto” di “raggiungere tutti gli obiettivi, anche se ci sono tanti gufi sulla strada”, ha replicato il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia: “Il ministro venga a riferire al Senato sullo stato dei gravi ritardi”. Richiesta avanzata anche dai 5 stelle, che aggiungono: “Il governo Meloni sta per compiere uno dei suoi più grandi fallimenti”. Avs parla di “politica criminale”. È caos Pnrr.