Bitcoin-Trump, finita la luna di miele? La regina delle cripto sotto 90mila dollari
a cura della redazione EconomiaMILANO – Si rafforza la fuga dalle criptovalute e la regina del comparto, il Bitcoin, registra uno scivolone significativo portandosi sotto la soglia psicologica dei 90mila dollari. Si tratta dei minimi dalla metà di novembre, all’inizio dell’era Trump 2.0 dunque, con un ribasso che arriva a superare i sei punti percentuali nel corso della seduta di scambi. Il movimento accomuna anche altre valute digitali: Ether, Solana, Xrp.
Come spiega la Bloomberg, se si riavvolge il nastro all’inaugurazione di Trump del 20 gennaio il passivo per il Bitcoin si aggira sul 20 per cento.
Si tratta di una repentina inversione di rotta rispetto alla narrazione che aveva spinto la regina delle cripto, proprio in concomitanza con la cavalcata elettorale di The Donald che si è eretto a paladino delle monete virtuali fin dalla campagna elettorale, confermando poi la postura con le nomine di personaggi favorevoli a questo ambito nei ruoli finanziari-chiave e arrivando a ventilare la costituzione di una rise…
MILANO – Si rafforza la fuga dalle criptovalute e la regina del comparto, il Bitcoin, registra uno scivolone significativo portandosi sotto la soglia psicologica dei 90mila dollari. Si tratta dei minimi dalla metà di novembre, all’inizio dell’era Trump 2.0 dunque, con un ribasso che arriva a superare i sei punti percentuali nel corso della seduta di scambi. Il movimento accomuna anche altre valute digitali: Ether, Solana, Xrp.
Come spiega la Bloomberg, se si riavvolge il nastro all’inaugurazione di Trump del 20 gennaio il passivo per il Bitcoin si aggira sul 20 per cento.
Si tratta di una repentina inversione di rotta rispetto alla narrazione che aveva spinto la regina delle cripto, proprio in concomitanza con la cavalcata elettorale di The Donald che si è eretto a paladino delle monete virtuali fin dalla campagna elettorale, confermando poi la postura con le nomine di personaggi favorevoli a questo ambito nei ruoli finanziari-chiave e arrivando a ventilare la costituzione di una riserva dedicata. Secondo la lettura che ne danno gli analisti interpellati dall’agenzia finanziaria, in questa fase pesa piuttosto l’incertezza generata dagli annunci di tariffe a raffica da parte della Casa Bianca, con la stretta protezionistica sui rapporti commerciali e la conseguente forza del dollaro a penalizzare il comparto cripto. Come non bastasse, pesano anche i rinnovati timori d’inflazione.
Come non bastasse, in un ambito che ancora risente molto delle singole “storie”, sono arrivate la maggiore perdita di sempre di cripto accusata da Bybit (rubati 1,5 miliardi) e pure lo scandalo che ha travolto il presidente Javier Milei con un gruppo di imprenditori in relazione alla 'promozione' sospetta della cripto valuta $Libra, dietro cui si nasconderebbe una mega-truffa internazionale, per la quale si è ora aperta una indagine ufficiale. Per non dire del coin lanciato da Trump e consorte, che dopo la fiammata inaugurale è in rosso dell’80 per cento.
Abi: attraenti per commercio illegale e frodi
Sul tema delle cripto-attività, intanto, si è posta la lente dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, che in audizione davanti alla Commissione bilaterale antimafia con il vice direttore generale Gianfranco Torriero le ha definite “particolarmente attraenti per attività quali il commercio illegale sul dark web, la realizzazione di schemi di frode e l'estorsione attraverso ransomware", per le caratteristiche di tracciabilità pseudo-anonima. Torriero ha spiegato che "i fondi acquisiti attraverso attività illecite possono essere convertiti in valute a corso legale tramite piattaforme di scambio (exchange), complicando ulteriormente l'identificazione delle origini dei proventi. Al contempo, si è assistito all'emergere di servizi e tecnologie progettati specificamente per aumentare il grado di anonimato delle transazioni". E ha citato cita i mixer, noti anche come “tumbler, servizi che mettono insieme le cripto-attività di molti utenti per occultare l'origine e l'indirizzo di provenienza associato. L'effetto è quindi quello di frammentare le transazioni per rendere più difficile il tracciamento dei fondi”.
Nel testo dell’audizione si ricorda che "l'utilizzo delle cripto-attività per scopi illeciti rappresenta, al momento, una porzione relativamente contenuta rispetto all'economia complessiva delle cripto-attività e la percentuale di fondi illeciti movimentati attraverso le cripto-attività è sensibilmente inferiore rispetto a quella associata al contante su scala globale". La stima delle transazioni illecite nel settore delle cripto-attività si attesta intorno ai 24 miliardi di dollari, "una cifra estremamente inferiore rispetto alle stime del riciclaggio globale di denaro a corso legale, stimata dall'ufficio delle Nazioni unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine tra gli 800 e i 2.000 miliardi di dollari".