MILANO – Un altro pilastro della legislatura “green” si incrina a Bruxelles. La Commissione europea proporrà di rinviare di un anno, al 2027, l’attuazione del Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (Cbam) e di esentare dai suoi vincoli i piccoli importatori di merci. Un tentativo di semplificare la cosiddetta carbon tax, cioè la “tassa” sul carbonio pensata per gravare soprattutto sui beni importati da Paesi con regolamentazioni climatiche meno stringenti. Il rinvio è contenuto in uno dei due pacchetti omnibus che i vicepresidenti esecutivi con delega alla Transizione e all'Industria, Teresa Ribera e Stéphane Séjourné, presenteranno domani insieme al Clean Industrial Deal.
Bruxelles in retromarcia?
L’attenzione dell’industria a quella che si prospetta come la re…
MILANO – Un altro pilastro della legislatura “green” si incrina a Bruxelles. La Commissione europea proporrà di rinviare di un anno, al 2027, l’attuazione del Meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (Cbam) e di esentare dai suoi vincoli i piccoli importatori di merci. Un tentativo di semplificare la cosiddetta carbon tax, cioè la “tassa” sul carbonio pensata per gravare soprattutto sui beni importati da Paesi con regolamentazioni climatiche meno stringenti. Il rinvio è contenuto in uno dei due pacchetti omnibus che i vicepresidenti esecutivi con delega alla Transizione e all'Industria, Teresa Ribera e Stéphane Séjourné, presenteranno domani insieme al Clean Industrial Deal.
Bruxelles in retromarcia?
L’attenzione dell’industria a quella che si prospetta come la revisione del Green Deal in chiave industriale è elevata, e le ultime mosse dell’esecutivo Ue sembrano strizzare l’occhio a chi sostiene che negli ultimi anni la Commissione abbia mantenuto un approccio “troppo ideologico”. In questo scenario, il rinvio della carbon tax può essere letto come un esempio della postura della nuova legislatura.
Le modifiche contenute nella bozza
Il Cbam obbliga le aziende europee all'acquisto di certificati di Co2 relativi ai prodotti importati dai Paesi terzi in maniera speculare a quanto già viene fatto all'interno dei confini Ue tramite il mercato europeo del carbonio (l'Ets). Il meccanismo è già in vigore da ottobre 2023 in una versione transitoria e con applicazione riservata ai settori di cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno. A partire dal 2026 la norma dovrebbe entrare in vigore a pieno titolo, ma nella proposta di semplificazione l'obbligo di acquisto dei certificati sarebbe slittato a febbraio 2027 per dare alle aziende più tempo per adeguarsi.
Escluse le pmi dalla carbon tax
Non solo, la bozza del testo mostra che la Commissione Ue intende anche introdurre una soglia a 50 tonnellate di prodotto per anno civile entro la quale le aziende, a eccezione di elettricità e idrogeno, possono essere esentate dall'acquisto dei certificati di carbonio. Bruxelles assicura che la soglia fissata escluderà dagli oneri verdi “la stragrande maggioranza” dei 200 mila importatori oggi interessati, pur mantenendo integro l'obiettivo di ridurre le emissioni, coperte per “oltre il 99%”, recita il testo. Le nuove regole grazierebbero le pmi, in virtù di una recente analisi della stessa Commissione che rileva come il 97% delle emissioni su cui grava la tassa è prodotto da appena il 20% delle aziende che ricadono sotto l’ombrello del Cbam.
Solo il 9% dei proventi Ets spesi per il clima
Un capitolo a parte riguarda l’utilizzo dei proventi raccolti dalle ecotasse. Analizzando le rendicontazioni presentate dall’Italia alla Commissione tra il 2014 e il 2024, gli analisti del think thank Ecco rilevano significative carenze nella pianificazione della spesa e nella tracciabilità dei fondi delle aste Ets utilizzati: solo il 9% dei 15,6 miliardi di ricavi generati dal sistema sono stati spesi in misure di contrasto ai cambiamenti climatici. Ben al di sotto del 50% previsto dalla legge. Gli esperti restano dubbiosi anche sull’efficacia della destinazione dei 3,6 miliardi utilizzati tra il 2021 e il 2022 per ridurre i costi delle bollette.