ROMA – A quasi 11 anni da una delle più misteriose tragedie del trasporto aereo, una nave super tecnologica torna a solcare i mari alla ricerca della verità.
Anthony Loke, ministro malesiano dei Trasporti, annuncia che la società statunitense Ocean Infinity ha ripreso le ricerche del Boeing della Malaysia Airlines sparito nel nulla l'8 marzo del 2014 con 239 persone a bordo, di cui 153 cinesi. L’aeromobile viaggiava da Kuala Lumpur a Pechino in Cina.
Del velivolo, un Boeing modello 777, sono stati avvistati e ritrovati dei frammenti (anche dalle autorità cinesi), senza che nessuno abbia potuto localizzare l’intero relitto. E senza il relitto, senza le scatole nere, il governo della Malesia non ha potuto spiegare le ragioni della tragedia.
Mezzi più evoluti
Ora la Ocean Infinity – che ha già partecipato alle ricerche nel 2018 –ritorna in acqua.
Per la sua nuova esplorazione utilizzerà una nave Armada 78 06 (simile a quella della foto) e un drone sottomarino. Sono mezzi molto più evoluti di quelli di sette anni fa.
Nave e drone si concentreranno in un'area di 15mila chilometri quadrati, a sud dell’Oceano Indiano. La zona è stata circoscritta grazie alla rielaborazione di tutti i dati certi sull’evento. Le ricerche dureranno almeno 18 mesi.
Ipotesi senza risposte
Ocean Infinity – che ha sedi sia negli Usa sia nel Regno Unito - non percepirà alcun compenso nel caso non trovi l’aereo. Se lo individuerà, incasserebbe 66 milioni di euro.
Dopo la sparizione dell’aereo, le ipotesi sull’incidente si sono accavallate. Come è naturale, l’attenzione si è concentrata sul pilota della Malaysia Airlines, volo MH370, un professionista esperto di 53 anni.
Nel 2018, la Malesia ha accertato che la rotta del Boeing venne modificata manualmente. Il rapporto ha aggiunto anche che il sistema del controllo aereo non funzionò al meglio nei minuti della tragedia
I parenti
In un suo documentario del 2018, il National Geographic ha sostenuto che il velivolo si è inabissato dopo aver esaurito il carburante.
In queste ore – sui siti malesiani e sui social – si moltiplicano le testimonianze dei parenti delle vittime. Persone che, dopo aver perso i propri cari, sperano quantomeno di sapere che cosa è successo all’aereo sparito nel nulla.