BARCELLONA – Cellnex centra tutti i target, pianifica nuova crescita nonostante le dismissioni e a giorni, appena sarà perfezionata la vendita delle torri in Irlanda il prossimo venerdì, si appresta a fare un maxi buyback da 800 milioni. Il colosso europeo delle torri guidato da Marco Patuano ha chiuso il 2024 con ricavi in aumento del 7,7% a 3,94 miliardi e un margine operativo lordo rettificato dai leasing finanziaria su del 10,6% a 2,38 miliardi.
Dopo aver recuperato l'investment grade (Bbb- da Standard & Poor's), grazie all’effetto combinato di più cassa (328 milioni di cassa netta, oltre il doppio del 150 milioni 2023) e meno debito, anche grazie alle dimissioni, a fine 2024 Cellnex aveva una posizione finanziaria netta negativa per 17,1 miliardi (dai 17,3 del 2023), di cui l’80% a tasso fisso.
Lunedì al via maxi buyback
“E’ stato un anno positivo – dice Patuano - stiamo rinnovando una serie di contratti di lungo termine, e lo abbiamo fatto senza problemi. Stiamo per lanciare un piano di buyback da 800 milioni che partirà la prossima settimana, un livello che consideriamo base e sostenibile nel tempo”. Stesso discorso per il dividendo, la cui base per il 2025 (con pagamento 2026) è fissata a mezzo miliardo, e che ugualmente va considerato con un livello minimo, che a seconda delle opportunità di mercato aumenterà o verrà destinato a un piano più ricco di buyback per almeno 800 milioni.
Un 2025 ancora in crescita, con dividendi più ricchi
Per il 2025 Cellnex stima ricavi in crescita a 3,95-4,05 miliardi (rispetto ai livelli 2024 dove mancherà il contributo delle torri in Austria e Irlanda di 3,79 miliardi), un margine operativo rettificato tra 3,27 e 3,37 miliardi di euro (dai 3,11 del 2024), e flussi di cassa netta compresi tra 280-380 milioni (304 nel 2024) e oltre 2 miliardi di investimenti. “Siamo uno dei gruppi che investe di più in Europa – ha ricordato Patuano – nelle infrastrutture telefoniche mobili”. Morale e l'effetto combinato del buyback e della crescita della cassa, dovrebbe aumentare il livello di cassa per azione del 16%. Una buona notizia, per la Edizione della famiglia Benetton, che con il 9,9% del capitale, è il principale azionista e un socio di riferimento del colosso spagnolo delle torri.