MILANO – I mercati europei chiudono in calo (tranne Londra) sulla scia della nuova minaccia del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di introdurre dazi del 25% verso i beni europei esportati negli Usa, con riferimento in particolare al settore auto, che in Borsa soffre particolarmente. La mancanza di dettagli e tempistica lascia margini di ottimismo agli investitori ma tutti gli indici del Vecchio continente sono comunque in flessione. Male Ferrari dopo la vendita da parte di Exor di una quota pari al 4%. Seduta contrastata in Asia, con i buoni conti di Nvidia che non sorprendono abbastanza in positivo per galvanizzare i mercati, e Tokyo che termina comunque in rialzo dello 0,3%.
Sul fronte macroeconomico, oggi si attendono il dato sul Pil Usa del quarto trimestre (seconda lettura) e gli ordini dei beni durevoli americani. Domani invece l'attenzione degli investitori si focalizzerà sul dato relativo al deflatore Pce Usa. Restano sullo sfondo le questioni geopolitiche con le trattative per una pace in Ucraina.
Borse europee: chiudono in calo spaventate dai dazi
Chiusura in netto calo, tranne Londra, per le Borse europee spaventate dai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. il Dax di Francoforte e il Cac 40 di Parigi cedono rispettivamente l'1,07% a 22.537,27 punti e lo 0,51% a 8.090,37 punti. In controtendenza l'Ftse 100 di Londra che avanza dello 0,28% a 8.755,12 punti.
Btp: Spread chiude in rialzo a 107 punti, rendimento decennale al 3,49%
Chiusura in rialzo per lo spread tra btp e bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il pari scadenza tedesco si è attestato infatti a 107 punti base, in aumento rispetto ai 105 punti della chiusura di ieri. Stabile il rendimento del btp decennale benchmark che ha segnato oggi un'ultima posizione al 3,49% sullo stesso livello del closing di ieri.
Trump allarma l'Europa, Milano (-1,5%) maglia nera con Prysmian e Ferrari
I dazi di Trump spengono l'entusiasmo delle borse europee che chiudono in rosso, allontanandosi dai massimi della vigilia. ILa Borsa di Milano chiude in netto
ribasso, penalizzata dall'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di voler applicare dazi del 25% alle importazioni dall'Europa. L'indice Ftse Mib, dopo aver toccato anche -2% durante la seduta, perde l'1,53% a quota 38.622 punti. Sul listino, pesante Ferrari (7,91%) dopo che Exor ha comunicato la vendita di circa il 4% del capitale. Crolla Prysmian (-12,18%) dopo i conti e le stime inferiore alle attese. Male anche Stellantis (-5,21%) all'indomani del bilancio 2024. In controtendenza Pirelli (+4,64%) sulla scia dei conti dello scorso anno.
Borsa Milano: prosegue in calo, giù Ferrari, bene Pirelli
La Borsa di Milano prosegue in netto ribasso, penalizzata dall'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di voler applicare dazi del 25% alle importazioni dall'Europa. L'indice Ftse Mib perde l'1,75% a quota 38.533 punti. Sul listino pesante Ferrari (7,66%) dopo che Exor ha comunicato la vendita di circa il 4% del capitale. Crolla Prysmian (-11%) dopo i conti e le stime inferiore alle attese. Male anche Stellantis (-5,30%) all'indomani del bilancio 2024. In controtendenza Pirelli (+4,60%) sulla scia dei conti dello scorso anno.
Wall Street: apre in rialzo dopo dati macro e annuncio dazi
La Borsa di New York ha aperto in rialzo: sugli indici statunitensi incidono gli annunci di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, che ha annunciato di voler introdurre ulteriori dazi del 10% sulle importazioni cinesi e che quelli a carico, in misura del 25%, sui prodotti canadesi e messicani entreranno in vigore la prossima settimana. Inoltre gli investitori sono rassicurati da dati del Pil statunitense del quarto trimestre del 2024 che è cresciuto del 2,3%, in linea con le attese del mercato e dal fatto che sono aumentati i sussidi settimanali di disoccupazione, alimentando le speranze di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed.
Borsa: Europa amplia le perdite. Milano – 2
Europa amplia le perdite, La Borsa di Milano amplia ulteriormente il proprio ribasso nell'ultima parte di giornata, penalizzata dall'annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di voler applicare dazi del 25% alle importazioni dall'Europa. L'indice Ftse Mib perde il 2% a quota 38.440 punti
Consob fa integrare al Banco le relazioni ai soci su Anima
Su richiesta della Consob, Banco Bpm ha integrato con una serie di informazioni aggiuntive la relazione ai soci predisposta in vista dell'assemblea di domani, che dovrà deliberare sulle modifiche dell'opa su Anima. In particolare alla banca è stato chiesto dall'authority di fornire "alcuni elementi informativi" aggiuntivi relativi al nuovo piano industriale, all'evoluzione dei coefficienti patrimoniali - in particolar modo nell'ipotesi in cui non venissero concessi i benefici del Danish Compromise - al contributo di Anima agli obiettivi del piano strategico e infine in merito alle condizioni di efficacia dell'offerta rappresentate dal livello minimo di adesione e dall'ottenimento del Compromesso Danese.
Per la Bce il percorso di disinflazione “resta ben avviato”
Il processo di disinflazione "resta ben avviato", recitano le minute della Bce. L'inflazione "ha continuato a svilupparsi in linea con le proiezioni" e "dovrebbe ritornare all'obiettivo del 2% nel corso del 2025". L'inflazione interna, specificano i verbali, "è rimasta elevata, soprattutto perché salari e prezzi in alcuni settori si stavano ancora adeguando alla passata impennata dell'inflazione con un ritardo sostanziale".
Portavoce Ue: “L’Ue una manna per gli States”
Alle parole usate dallo stesso Trump, secondo cui l’Unione avrebbe fatto un buon lavoro nel “fregare gli Usa”, risponde il portavoce della Commissione Europea per il Commercio, Olof Gill: l’Ue, “sin dalla sua fondazione è stata una manna per gli Stati Uniti d'America. Creando un mercato unico, ampio e integrato, l'Ue ha facilitato il commercio, ha ridotto i costi per gli esportatori dell'Ue e ha armonizzato standard e regolamenti in tutti i nostri Stati membri".
Tesla delude e continua a perdere terreno
Nel pre-market le azioni di Tesla continuano a perdere terreno, venendo scambiate a 290,80 dollari, con un calo di 11,96 dollari (-3,95%) rispetto alla chiusura precedente. Sembra quindi confermata anche per oggi, per la quinta sessione consecutiva, la tendenza al ribasso negli ultimi tempi del titolo della casa automobilistica, influenzata da numerosi fattori tra cui il rallentamento della domanda e la crescente concorrenza nel mercato dei veicoli elettrici. La capitalizzazione della società è passata da 1.400 miliardi di dollari a meno di 1.000 miliardi di dollari, scendendo al di sotto di questa soglia psicologica per la prima volta dal novembre dello scorso anno, dopo il tonfo di ieri del 9% dovuto al fatto che le vendite in Ue e Regno Unito sono diminuite di quasi la metà a gennaio. Secondo gli analisti, il calo ammonterebbe al 26% nell'ultimo mese e la principale causa sarebbe da ricondurre principalmente all'aumento della concorrenza, prima fra tutti da parte della cinese Byd.
Eppure dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, a causa dell'amicizia di Elon Musk con il neo-presidente, gli investitori pensavano che le elezioni americane favorissero le attività del gruppo. Ma Trump non è un sostenitore dei veicoli elettrici e questo aspetto ha gettato un po’ di confusione. E c'è anche chi ritiene che la passione politica di Musk per la destra possa aver inficiato sulla sua immagine e su quella della stessa azienda, oppure che in realtà il mercato starebbe “punendo” il mancato target di vendite del Model Y. Un risultato inferiore alle aspettative, sebbene la casa automobilistica avesse promesso che sarebbe stato "il veicolo più venduto, di qualsiasi tipo, a livello globale per l'intero anno 2024".
Europa in calo teme i dazi di Trump, Milano -1,1%
Borse europee ancora in agitazione dopo la minaccia di Donald Trump di imporre i dazi al 25%. Sui mercati torna un clima negativo anche per i timori sulla crescita dell'economia globale e sull'aumento dell'inflazione. Nel Vecchio continente soffrono le auto, tra i settori maggiormente colpiti da una eventuale guerra commerciale. Sul fronte valutario l'euro scende a 1,0478 sul dollaro. L'indice stoxx 600 è in calo dello 0,3%, in vista dell'avvio di Wall Street dove i future sono in rialzo. Maglia nera per Milano (-1,1%). In rosso anche Francoforte (-0,7%), Parigi e Madrid (-0,2%). Modesto rialzo per Londra (+0,3%). I principali listini sono appesantiti dal comparto dell'auto (-3,1%). Male anche il settore tecnologico (-1,1%), con gli analisti che vedono una debolezza della guidance sui margini di Nvidia. Fiacche le utility (-0,4%) mentre il prezzo del gas registra un rialzo del 7,6% a 44,5 euro al megawattora. Positiva l'energia (+0,2%), in linea con l'andamento del prezzo del petrolio. Il Wti guadagna l'1,1% a 69,40 dollari al barile e il Brent si attesta a 73,4 dollari (+1,2%). Vola il comparto della difesa (+3,7%) mentre i governi discutono di aumentare gli investimenti per il settore. A Piazza Affari scivolano Ferrari (-8,5%), dopo che Exor ha venduto una quota del 4%, e Prysmian (-7%), nonostante i conti in crescita e con gli analisti che vedono indicazioni contrastanti. Soffrono anche Stellantis (-2,8%), con i risultati dell'anno scorso in netto calo, e Stm (-2%). Corrono Pirelli (+4,8%), che brinda ai risultati messi a segno nel 2024, e Leonardo (+4,2%). Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 112 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,57 per cento.
Battaini (ad Prysmian): “a Capital Markets Day possibili novità su acquisizioni”
Al prossimo Capital Markets Day di Prysmian potrebbe esserci "qualcosa di nuovo" in tema di acquisizioni. Lo annuncia l'amministratore delegato Massimo Battaini rispondendo alle domande degli analisti finanziari. Il manager ribadisce che l'obiettivo delle acquisizioni, che non potranno avere le dimensioni di Encore Wire, è di "allargare il portafoglio di prodotti, dalle telecomunicazioni alla connettività. Non possono essere operazioni enormi - spiega - valuteremo con attenzione i diversi parametri. Sicuramente non non possiamo pagare 10 volte il margine operativo lordo. Magari - conclude - diremo qualcosa di nuovo al Capital Markets Day".
Borsa Londra: -13,5% Ocado, deludono i risultati 2024 e le prospettive 2025
Tonfo di Ocado alla borsa di Londra, sotto il peso dei conti del 2024 e delle prospettive per il 2025. Il titolo del gruppo britannico, noto soprattutto come 'supermercato online' e fornitore di tecnologie per la vendita al dettaglio e la logistica attorno alle 12 accusa una flessione del 13,5% a 288,35 pence, dopo essere sceso fino a -18%.
Il Mef assegna in asta 6,75 miliardi di Btp, tassi in calo
Il Mef ha assegnato oggi in asta 6,75 miliardi di Btp, con tassi in calo rispetto ai precedenti collocamenti. In dettaglio sono stati assegnati 3,75 miliardi di Buoni del Tesoro a 5 anni (che hanno ottenuto un rendimento del 2,93% in calo di 2 punti base) e 3 miliardi di Buoni del Tesoro a 10 anni (in questo caso con un rendimento del 3,55%, in flessione di 5 punti).
Petrolio: prezzi in rialzo , Brent supera i 73 dollari
I prezzi del petrolio continuano a salire dopo che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di aver tolto la licenza petrolifera alla Chevron per operare in Venezuela. Il Brent avanza dello 1,05% a 73,29 dollari al barile e i future del Wti guadagnano lo 1,01% a 69,31 dollari
Btp: assegnati decennali per 3 mld, rendimento scende 5 cent. Al 3,55%
Btp: assegnati decennali per 3 mld, rendimento scende 5 cent. Al 3,55%
Urso: “Dazi Usa? L’Italia preoccupata, evitare escalation”
“L'Italia è ovviamente preoccupata per un'escalation e un'eventuale guerra commerciale. Perché noi siamo un grande Paese esportatore". Così il ministro per le Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della conferenza stampa conclusiva del vertice sulla siderurgia europea a Parigi, ha risposto così a una domanda sui dazi di Donald Trump all'industria Ue. Urso ha ricordato che "negli anni scorsi l'Italia è diventato il quarto Paese esportatore al mondo dopo Germania, Cina e Usa. Abbiamo anche una bilancia commerciale molto positiva con gli Usa. Quindi, come altri Paesi europei e forse anche più di altri Paesi europei, vogliamo evitare escalation e guerra commerciale".
Fontana, sui dazi l'Europa reagisca e torni fondamentale
Io dico sempre che prima di tutto bisogna vedere a cosa si riferiranno i dazi, poi bisognerà vedere quale sarà l'entità degli stessi, infine bisognerà fare in modo che l'Europa reagisca come deve reagire l'Europa. L'Europa oggi si auto-considera un elemento non fondamentale nello scacchiere mondiale e invece deve ritornare ad essere l'elemento più importante nello scacchiere internazionale": così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando dei dazi americani a margine di un evento al Pirellone di Milano.
Federpetroli: “Europa ci prende in giro su Green Deal, con dazi Usa si richia default”
"L'Europa ci prende in giro ed in tema di energia vi è una forte incompetenza. Prima hanno soffocato le nostre aziende con direttive Green estreme e adesso recepiamo che il presidente von der Leyen stanzia 100 miliardi di fondi rimescolando le carte. Situazione insostenibile ed antieconomica. Il fallimento del Green Deal da parte della Commissione Ue è evidente. Ormai la nostra industria sta svoltando le politiche di investimento, esempio quello di BP (British Petroleum) che ha tagliato 5 miliardi di fondi per il green a fronte del doppio per la scoperta di petrolio e gas in diverse parti del mondo". Lo dice Michele Marsiglia, presidente Federpetroli, a LaPresse.
"In merito alle parole del Presidente degli Usa Donald Trump sulla possibilità di dazi del 25% all'Europa, la situazione è imbarazzante.- aggiunge Marsiglia- L'Ue reagisca con proprie strategie, altrimenti si rischia un default economico e commerciale. Grande preoccupazione, nonostante il Gas al TTF di Amsterdam stia avendo una flessione a causa di movimenti geopolitici tra Russia, Usa e Arabia Saudita".
Istat: si accentua debolezza dell’industria. Fatturato dell’industria -4,3% fatturato
"Si accentua nel 2024 la fase di debolezza del fatturato dell'industria in senso stretto, con una flessione annua dell'indice al netto degli effetti di calendario (-4,3%) più marcata rispetto a quella dell'anno precedente (-0,7%)". Così l'Istat commenta i dati sull'industria. "Anche i volumi - aggiunge - registrano dinamiche negative in media annua (-3,2% nel 2024; era -1,2% nel 2023). Su base trimestrale, l'andamento tendenziale del fatturato del comparto industriale nel 2024 è stato caratterizzato da un progressivo peggioramento nel corso dell'anno, con un'evoluzione più negativa per la componente interna. Prosegue, invece, nel 2024 la crescita annua del fatturato dei servizi (+1,3% in valore, +0,3% in volume), sebbene in rallentamento rispetto all'evoluzione del 2023 (+3,3% in valore, +1,3% in volume). Anche nel caso dei servizi, la dinamica tendenziale nella seconda parte dell'anno ha mostrato un peggioramento, soprattutto nei volumi, in flessione nel terzo e nel quarto trimestre".
Consob, ulteriori verifiche prima di dare regole sulle liste cda
Dalla seconda consultazione di Consob sul tema delle liste del cda emerge, da alcune risposte, il "dubbio sulla compatibilità delle disposizioni attuative proposte dalla Consob con il dettato dell'articolo 147-ter.1 del Tuf introdotto dalla Legge Capitali". La Commissione ha così deciso di "avviare ulteriori verifiche di carattere giuridico prima di emanare le disposizioni regolamentari sulla lista del CdA al fine di confermare, a tutela degli operatori che si avvarranno della nuova disciplina, che le proposte normative sottoposte alla consultazione del mercato siano pienamente conformi alla delega regolamentare che la riforma del Tuf ha conferito alla Consob". Nella gran parte dei contributi pervenuti, precisa Consob, è stato espresso apprezzamento per le soluzioni regolamentari proposte dalla Consob e, ricorda, "nella prima consultazione con il mercato era emerso un consenso unanime circa la possibilità e l'opportunità di chiarire gli aspetti applicativi più controversi della nuova disciplina sulla lista del Cda".
Prysmian cede il 9%, per analisti segnali contrastanti
Prysmian peggiora in Borsa dopo i risultati del 2024, chiusi con il balzo dell'utile a 729 milioni di euro e ricavi in crescita a 17,03 miliardi. Gli analisti di Citi vedono "risultati contrastanti, con ricavi del quarto trimestre in anticipo ma un Ebitda rettificato sotto le stime. Il punto medio della guidance per il 2025, inoltre, è inferiore del 4% rispetto alle attese". Per Jefferies è positivo il "fatturato del quarto trimestre ma i margini sono deboli. La guidance per l'Ebitda del 2025 è leggera". A Piazza Affari Prysmian cede il 9% a 58,90 euro.
In Europa soffrono le auto con l'annuncio di dazi
Le auto europee soffrono in Borsa dopo l'annuncio di Donald Trump di aprire un nuovo fronte con l'Europa con l'ipotesi di dazi al 25%. Il comparto azionario dell'automotive cede il 3,4%. Nel Vecchio continente scivolano Mercedes (-2,2%), anche alla luce di un taglio della forza lavoro in Cina, Stellantis (-2,6%), Volkswagen (-2,1%) e Porsche (-2,9%). Contiene le perdite Renault (-0,1%). A Piazza Affari, intanto, scivola Ferrari (-7,3%), dopo la vendita del 4% da parte di Exor.
Urso: “Tutelare siderurgia europea da concorrenza sleale”
“Dobbiamo riaffermare la produzione dell'acciaio, è una svolta storica che va adeguatamente sostenuta, tanto più a fronte delle iniziative prese dal governo degli Stati Uniti. La produzione siderurgica italiana è già per l'80% green, su 35 siti produttivi, 34 sono con forni elettrici. Noi produciamo acciaio green, in gran parte per l'esportazione". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, parlando alla Conferenza sul futuro dell'industria siderurgica europea in corso a Parigi, co-presieduta insieme al Ministro dell'Industria e dell'Energia francese, Marc Ferracci. “Occorre investire nell'autonomia strategica europea. Senza acciaio non c'è industria della difesa, che come dimostrano le ultime decisioni della Commissione avrà maggiormente bisogno di materia prima. E questo riguarda anche l'industria dell'auto”.
Landini (Cgil): “Dazi preoccupano ma ancor prima il calo produzione”
“Siamo preoccupati per i dazi Usa? Lo eravamo anche prima. Perché sono i 24 mesi di calo dell'attività del Pil e della produzione industriale nel nostro Paese...". Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell'incontro con i lavoratori senesi della multinazionale Beko. “Il problema dei dazi - aggiunge - è pericoloso sotto ogni punto di vista. Vorrei ricordare che nella storia le guerre commerciali hanno sempre portato a conflitti. Tutte le guerre che ci sono state, anche la Prima e la Seconda guerra mondiale, avevano ragioni molto spesso economiche e commerciali. Siamo di fronte alla logica dei dazi. E se ci pensate chi propone i dazi pensa di poter comprare qualunque cosa, dalla Groenlandia a Gaza. E ha un'idea in cui tutto si può comprare e vendere, ed è un elemento assolutamente pericoloso”, ha spiegato. “Per quello che riguarda il Paese, noi non siamo in presenza solo di dazi, che è un tema che riguarda tutta l'Europa, ma siamo di fronte a una necessità di scelte di politiche industriali e di investimenti seri. Siamo un Paese, e lo dice Mediobanca non io, che ha visto l'80% degli utili realizzati dalle imprese, dal 2019 ad oggi, anziché essere reinvestiti per creare lavoro, suddivisi tra gli azionisti”.
Pirelli (+2,8%) festeggia i conti del 2024, per analisti no impatto da dazi
In una giornata di forti vendite su tutti i listini europei, Pirelli è la regina della piazza milanese (Ftse Mib -1,25%) dove sale del 2,85% a 5,98 euro grazie ai conti del 2024 sopra le attese. Gli analisti di Equita si soffermano in particolare sull'annuncio dei nuovi dazi che vuole imporre il presidente americano Donald Trump, spiegando che non vedono “nessun effetto incluso nelle guidance del 2025”. Nel caso in cui i dazi venissero effettivamente introdotti, “il management ha un piano di emergenza (taglio costi, maggior export dal Brasile, aumenti di prezzo agevolati anche dall'inflazione che si genererebbe) che limiterebbe l'effetto negativo solo al 3% dell'Ebitda adjusted del 2025”. Un impatto che gli esperti di Equita definiscono “molto contenuto”, sottolineando il previsto aumento della capacità negli Usa annunciato dal vice presidente esecutivo della società, Marco Tronchetti Pirelli.
Giudizi positivi anche da parte di Intermonte che sottolinea come Pirelli abbia “riportato risultati migliori del previsto per il quarto trimestre, con un free cash flow ben al di sopra delle previsioni a 0,57 miliardi per un fcf yield del 10%, sulla questione dazi spiega che l’impatto appare “gestibile. Le guidance non includeva alcuna modifica dell'attuale politica tariffaria commerciale”. Sulla stessa linea d'onda Jefferies: le guidance, spiegano i broker, non includono l'impatto di possibili dazi statunitensi, tuttavia, “il management si aspetta di riuscire a raggiungere la fascia bassa dell'intervallo di Ebit se le tariffe verranno implementate. Il management”, proseguono gli esperti, “ha chiarito che ciò significherebbe circa 1,07 miliardi di euro se le tariffe fossero imposte come attualmente proposto (25% su Messico e Canada e 10% sull'Ue)”.
L'Europa in calo, malumore per Trump sui dazi
Sui mercati torna un clima di nervosismo, con i timori per la crescita economica e l'aumento dell'inflazione. L'indice stoxx 600 cede lo 0,7%. In calo Francoforte (-1,2%), Parigi (-0,8%), Madrid (-0,7%) e Londra (-0,2%). I principali listini europei sono appesantiti dal settore dell'auto (-3,7%), principalmente colpito da eventuali dazi americani. Male anche il comparto tecnologico (-1,2%) e il lusso (-1,2%). Vendite sulle banche (-0,4%) e sulle assicurazioni (-0,8%). Male le utility (-0,6%), con il prezzo del gas che torna in rialzo. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento del 4,9% a 43,3 euro al megawattora. Poco mosso il settore dell'energia (-0,2%) mentre il petrolio è in rialzo. Il Wti guadagna lo 0,5% a 68,97 dollari al barile e il Brent si attesta a 72,87 dollari (+0,4%). Sul fronte obbligazionario sono in lieve rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 112 punti, con il rendimento del decennale italiano che sale al 3,56% e quello tedesco al 2,44%. Scende l'oro che si attesta a 2.879 dollari l'oncia, con una flessione dell'1,1%. Le criptovalute rivedono la strada del rialzo. Il Bitcoin guadagna l'1,8% a 85.789 dollari.
Battaini (ad Prysmian): “i dazi Usa penalizzano i produttori locali di cavi”
Con gli attuali dazi sulle materie prime, il governo Usa "penalizza i produttori locali di cavi agevolando l'importazione di prodotti finiti”. Lo afferma l'amministratore delegato di Prysmian, Massimo Battaini, spiegando che "lo abbiamo spiegato al governo nel corso di alcuni incontri che abbiamo avuto". Per questo motivo Prysmian ha chiesto che le misure doganali "coinvolgano l'intero ciclo di produzione, non solo le materie prime". Al momento, secondo il manager, "la situazione è confusa, perché ogni giorno c'è una direttiva diversa. Produciamo sia in Europa sia negli Usa - spiega Battaini - non esportiamo né riceviamo prodotti da là, perché abbiamo la capacità di fornire in loco i nostri mercati. I dazi sulle materie prime di Trump avranno un impatto su tutti produttori negli Usa, quindi saremo tutti nella stessa situazione".
Sale fiducia consumatori a febbraio, cala per le imprese
Il clima di fiducia dei consumatori è salito a febbraio passando da 98,2 a 98,8, mentre l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è sceso da 95,7 a 94,8. Lo stima l'Istat, spiegando che tra i consumatori si evidenzia un miglioramento delle opinioni sulla situazione personale, corrente e futura mentre peggiorano le valutazioni sulla situazione economica generale. Con riferimento alle imprese, l'Istituto segnala un peggioramento in tutti i comparti indagati ad eccezione della manifattura dove aumenta lievemente.
Ferrari (-7,8%) scivola dopo l’Abb di Exor, si allinea al prezzo offerta
Ferrari, con un brusco calo, finisce in coda al Ftse Mib (-1,46%), dopo che Exor ha venduto, a sorpresa, il 4% delle azioni ordinarie del cavallino (7 milioni di titoli) tramite un'offerta di accelerated bookbuilding (Abb) rivolta a investitori istituzionali, per un totale di 3 miliardi di euro. La società non ha comunicato ufficialmente il prezzo unitario di offerta, ma secondo Equita si tratta di 450 euro per azione, quindi il titolo, che al momento cede il 7,85% a 445,3 euro per azione, si è allineato a quello dell'offerta. Secondo quanto ricostruito da Radiocor all'annuncio dell'operazione, l'Abb è avvenuto a un prezzo a sconto tra il 5% e il 7% rispetto alla chiusura di ieri a 483,1 euro e potrebbe fruttare alla holding della famiglia Agnelli-Elkann, che comunque rimarrà il maggiore azionista singolo, tra 3,15 e 3,21 miliardi di euro (il perfezionamento dell'offerta è previsto per il 3 marzo).
Prysmian in flessione dopo i conti
Prysmian in forte calo in Borsa nonostante il balzo dell'utile del 2024 a 729 milioni di euro e ricavi in crescita a 17,03 miliardi. A Piazza Affari il titolo cede il 7,3% a 60,26 euro.
Telefonica, 2024 in rosso per 49 milioni con maxi svalutazione
Telefónica chiude "un anno solido e raggiunge tutti gli obiettivi finanziari fissati per il 2024" ma le maxi svalutazioni, per oltre 2 miliardi, portano il gruppo spagnolo a chiudere in rosso con una perdita di 49 milioni di euro. Telefónica, si legge in una nota, ha effettuato diversi test di svalutazione per aggiornare il valore equo delle sue attività. Nell'ultimo trimestre del 2024, la svalutazione degli asset ha superato i 2 miliardi di euro, distribuiti tra Argentina (1.274 milioni di euro), Cile (397 milioni di euro), Telefónica Tech (243 milioni di euro) e Perù (108 milioni di euro). "Sono stati decisivi per far registrare una perdita netta di 1.003 milioni di euro nel quarto trimestre, che per l'intero anno si è attestata a 49 milioni di euro. Escludendo gli impatti straordinari, come i costi di ristrutturazione o le svalutazioni non monetarie, Telefónica ha ottenuto un utile netto rettificato di 425 milioni di euro nel quarto trimestre e di 2.304 milioni di euro nel 2024”, spiega il gruppo.
Milano amplia perdite a -1,4%, Ferrari apre a -6,6%
La Borsa di Milano apre a -0,60% con 38.676,16 punti, e cede subito terreno nelle prime battute arrivando a segnare -1,40%, trainata al ribasso dal tonfo del comparto automotive con Ferrari che inizialmente non è riuscita a fare il prezzo per poi aprire a -6,60%, dopo che ieri Exor ha annunciato la vendita di circa il 4% delle azioni con un accelerated bookbuild. Male anche Stellantis che cede il 2,21% dopo che ieri i conti 2024 hanno mostrato un crollo degli utili del 70%. In rosso anche Prysmian con -7,35% dopo i conti 2024. Anche Stm cede il 2,05%, da giorni si susseguono le voci della richiesta del Mef di un cambio al vertice dell'azienda dei semiconduttori. Tra gli energetici Eni cede l'1,39% dopo i conti 2024. Pirelli in cima al listino dopo i conti con +2,68%. Bene anche Leonardo con +1,60% dopo le indiscrezioni su una trattativa con il fondo saudita Pif per il suo ingresso nella divisione Aerospazio.
L’Europa apre in calo, timori per i dazi americani
Le Borse europee avviano la seduta in calo. Sui mercati aumentano i timori di una guerra commerciale con i dazi americani annunciati da Donald Trump. Aumentano anche i dubbi sull'andamento della crescita economica, mentre si attendono i verbali dell'ultima riunione della Bce. Apertura in calo per Francoforte (-0,91%), Parigi (-0,49%) e Londra (-0,46%).
Mfe, nel 2024 utile +15% a 251 milioni
Mfe chiude il 2024 in crescita, "in controtendenza rispetto agli altri broadcaster europei, in un contesto generale ancora estremamente instabile" e senza aver potuto contare sui grandi eventi sportivi internazionali, come gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Parigi di cui non aveva i diritti sia in Italia che in Spagna. I risultati consolidati preliminari mostrano ricavi in crescita del 5% a 2.949 milioni di euro, un risultato operativo "adjusted", escludendo le poste non ricorrenti, pari a 370 milioni (reported + 18%) e un utile netto consolidato, escludendo nei due periodi il contributo economico generato dalla partecipazione detenuta in P7S1, pari a 251 milioni in crescita del 15 per cento. La generazione di cassa, si legge in una nota, è stata estremamente elevata pari a 343 milioni di euro (+23%) che ha permesso una significativa riduzione dell'indebitamento finanziario netto consolidato sceso da 903 milioni a 692 milioni di euro il 31 dicembre 2024, nonostante la distribuzione di dividendi a tutti gli azionisti Mfe per 140 milioni di euro.
Mercedes pianifica il taglio del 15% della forza lavoro in Cina
Il gruppo Mercedes sta pianificando di tagliare fino al 15% della forza lavoro in Cina, soprattutto all'interno delle unità di finanziamento e di vendita per effetto dell'intensificarsi della concorrenza nel mercato automobilistico. Lo scrive Bloomberg citando persone a conoscenze della vicenda. Mercedes-Benz Automobile Finance e Mercedes-Benz Sales Service di Pechino sono destinate a aver maggior numero di tagli dei posti di lavoro. Le attività di Mercedes si trovano a fronteggiare le banche cinesi che possono offrire prestiti più interessanti agli acquirenti di automobili.
Iberdrola, utile record di 5,61 miliardi di euro nel 2024
Il gigante spagnolo dell'energia Iberdrola ha annunciato di aver registrato un utile netto record di 5,61 miliardi di euro nel 2024, grazie alle cessioni di attività e all'aumento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Questo risultato è superiore del 17% rispetto a quello del 2022 (4,8 miliardi di euro), che è stato a sua volta un record. Inoltre, supera le aspettative degli analisti intervistati da Factset, che in media si aspettavano un utile netto di 5,53 miliardi di euro.
Prysmian, l'utile del 2024 balza del 37,8% a 729 milioni
Prysmian ha chiuso l'esercizio del 2024 con un balzo dell'utile del 37,8% a 729 milioni di euro. Lo annuncia il gruppo che ha realizzato ricavi in crescita dello 0,5% a 17,03 miliardi di euro, con un margine operativo lordo in rialzo del 18,4% a 1,93 miliardi. Sale del 14,3% il dividendo unitario a 0,8 euro, a fronte di un utile per azione di 2,52 euro.
Bper deposita a Consob il documento dell'ops su Popolare Sondrio
Bper Banca ha depositato alla Consob il documento relativo all'offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Popolare di Sondrio. Bper ha anche provveduto a presentare alle autorità competenti le comunicazioni e le istanze e le pre notifiche per le autorizzazioni richieste per l'offerta. Il documento sarà pubblicato al termine dell'istruttoria svolta dalla Consob. Bper riconoscerà - per ciascuna azione di Popolare di Sondrio portata in adesione all'Offerta - un corrispettivo unitario pari a 1,450 azioni ordinarie dell'offerente di nuova emissione. Pertanto, per ogni 20 azioni di Popolare di Sondrio portate in adesione all'offerta saranno corrisposte 29 azioni di Bper di nuova emissione.
Axa chiude il 2024 con utile netto record a 7,9 mld
Il gruppo di assicurazioni Axa ha registrato un utile netto e un fatturato record per il 2024, grazie a tutte le sue attività, mantenendo la "disciplina dei prezzi e accelerando al contempo la crescita dei volumi". L'utile netto è aumentato del 10% a 7,9 miliardi di euro e il fatturato del 7% a 110 miliardi di euro, secondo una nota del gruppo, che conferma gli obiettivi del suo piano strategico per il 2026.
La Qatar Airways acquista il 25% di Virgin Australia
Il governo australiano ha approvato l'acquisto da parte della Qatar Airways di una quota del 25% della Virgin Australia dalla società di private equity statunitense Bain Capital: lo ha annunciato il ministro del Tesoro, Jim Chalmers. L'accordo, ha detto Chalmers, porterà all'offerta di un maggior numero di voli e creerà più posti di lavoro, rafforzando la competitività nel settore. L'operazione segue il via libera della Commissione australiana sulla concorrenza ad un'alleanza quinquennale tra le due compagnie che assicurerà 28 collegamenti settimanali fra Doha e le città australiane di Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth. Tra le condizioni imposte, la rappresentanza australiana nel consiglio di amministrazione della Virgin.
Eni unisce gli asset upstream in Indonesia e Malesia con Petronas
Eni e Petronas hanno annunciato un memorandum of understanding esclusivo per definire la costituzione di una joint venture per la gestione di una selezione di asset upstream in Indonesia e Malesia. Le società ritengono, si legge in una nota, che questa jv creerà significative opportunità di crescita, sia in Malesia che in Indonesia, e potrà generare sinergie efficaci per diventare uno dei principali operatori nel settore del Gnl nella regione, garantendo nel medio termine una produzione sostenibile di 500 mila barili di olio equivalente al giorno. Le riserve della joint venture ammontano a circa 3 miliardi di barili di olio equivalente (boe), e il potenziale esplorativo è di circa 10 miliardi di boe.