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Bombardieri: “Lavoro dimenticato e stipendi fermi. Governo senza alibi”

Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri

 

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Il segretario generale della Uil: “Spaccatura dolorosa con la Cisl: la legge sulla partecipazione è una scatola vuota. Meglio l’obbligo di scegliere i propri rappresentanti”
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ROMA — La Uil compie 75 anni il prossimo 5 marzo. Per festeggiare e confermare «il riformismo non di maniera, la tradizione socialista, repubblicana e socialdemocratica iscritta nell’anima del sindacato, che per noi significa affrontare nel merito i problemi senza pregiudizi e senza temere lo scontro», il segretario generale Pierpaolo Bombardieri ha una proposta per il governo Meloni.

Segretario, non vi vedete da un po’ con la premier.

«Da novembre, da quando le ho regalato la calcolatrice per fare bene di conto sui tagli alla sanità in manovra. Da allora stipendi e pensioni non sono aumentati. Si continua a morire di lavoro, ma neppure una patente a punti è stata ritirata, nessuna azienda punita. Le famiglie e le imprese soffrono per le bollette. E il governo si è dimenticato del lavoro».

Un bel quadro. Cosa propone?

«Diamo forza al sindacato. Bastano due norme semplici per rafforzare l’accordo interconfederale del 2021, firmato da tutti. La prima: obbligo delle imprese di comuni…

ROMA — La Uil compie 75 anni il prossimo 5 marzo. Per festeggiare e confermare «il riformismo non di maniera, la tradizione socialista, repubblicana e socialdemocratica iscritta nell’anima del sindacato, che per noi significa affrontare nel merito i problemi senza pregiudizi e senza temere lo scontro», il segretario generale Pierpaolo Bombardieri ha una proposta per il governo Meloni.

Segretario, non vi vedete da un po’ con la premier.

«Da novembre, da quando le ho regalato la calcolatrice per fare bene di conto sui tagli alla sanità in manovra. Da allora stipendi e pensioni non sono aumentati. Si continua a morire di lavoro, ma neppure una patente a punti è stata ritirata, nessuna azienda punita. Le famiglie e le imprese soffrono per le bollette. E il governo si è dimenticato del lavoro».

Un bel quadro. Cosa propone?

«Diamo forza al sindacato. Bastano due norme semplici per rafforzare l’accordo interconfederale del 2021, firmato da tutti. La prima: obbligo delle imprese di comunicare all’Inps gli iscritti al sindacato. La seconda: voto in tutte le aziende private, come già nel pubblico, ogni 3-4 anni per scegliere i propri rappresentanti sindacali».

E questo cosa c’entra con il lavoro dimenticato dal governo?

«Significa misurarsi. Sapere chi rappresenta chi. E poi spazzare via i contratti pirata e estendere erga omnes i contratti collettivi nazionali. E quindi diritti, tutele, salari degni. I nostri iscritti ci chiedono di rappresentare i problemi. Quale sistema migliore di questo, trasparente e democratico? Non ci sono più alibi. A meno di voler confermare che il governo si sceglie gli interlocutori e vuole spaccare il sindacato confederale».

In realtà siete già spaccati di vostro. Perché non vi piace la proposta di legge sulla partecipazione della Cisl?

«Perché è una scatola vuota. Ricordo che la Uil parla di partecipazione dal 1970. Il testo approvato alla Camera è stato stravolto dalla maggioranza. E rappresenta una picconata al sistema delle relazioni industriali».

Addirittura?

«Intanto non si applica alle partecipate dello Stato e alle banche. Chissà come mai. Confindustria, Confapi, Confcommercio, Legacoop hanno detto che non la applicheranno. Persino l’Ugl, sindacato non lontano dal governo, la boccia. A chi e a cosa serve quella legge?».

Dice la Cisl: a tutelare meglio diritti, salari, produttività.

«E come? Le imprese che decideranno di applicare la legge adotteranno uno statuto. E nello statuto decideranno anche la redistribuzione di premi e stock option, svuotando tutta la contrattazione di secondo livello. Un vulnus incredibile. E poi chi decide quale lavoratore siede nel cda? L’azienda. E il sindacato?».

La spaccatura con la Cisl è insanabile?

«Dolorosa. È chiaro che c’è divisione sui temi. La nostra priorità sono i salari. Ma ne abbiamo superate tante, supereremo pure questa».

Il Primo maggio sarete insieme?

«A quanto mi risulta sì».

Oggi arriva il decreto bollette.

«Un pannicello caldo. Non si risolvono i problemi strutturali».

Quali sono?

«Non mi pare che il governo lavori a una politica energetica. Né mi risultano proposte in Europa sul tetto ai prezzi o sull’aiuto alle aziende energivore».

La commissione Ue ha un nuovo piano, il Clean industrial deal.

«Cento miliardi senza strategia. E a partire dal 2028. Sono anni che chiediamo l’istituzione di un fondo sovrano per l’industria finanziato dai bond. E un nuovo programma Sure da 100 miliardi per sostenere aziende in crisi e cassa integrazione. L’effetto dazi di Trump può essere dirompente per l’occupazione e le imprese: l’Italia e l’Europa rischiano la deindustrializzazione».

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