MILANO — Mundys punta sulle autostrade francesi e, con la controllata Abertis, rileva per 26 anni la concessione di 110 chilometri di pedaggi che da Bordeaux portano al confine spagnolo, passando da alcune rinomate località come Anglet, Bayonne, Saint-Jean-de-Luz e Biarritz. Dopo l’acquisizione del 51,2% dell’A-63, il colosso delle infrastrutture europeo controllato dalla famiglia Benetton (che attraverso la holding Edizione detiene il 57% di Mundys) avrà un terzo dei suoi margini Oltralpe, dove è già presente con le autostrade del nord di Sanef (1.800 chilometri di pedaggi, in scadenza nel 2030), con il controllo degli Aeroporti della Costa Azzurra e una quota significativa di Getlink, ovvero la società che gestisce il tunnel sotto la Manica.
MILANO — Mundys punta sulle autostrade francesi e, con la controllata Abertis, rileva per 26 anni la concessione di 110 chilometri di pedaggi che da Bordeaux portano al confine spagnolo, passando da alcune rinomate località come Anglet, Bayonne, Saint-Jean-de-Luz e Biarritz. Dopo l’acquisizione del 51,2% dell’A-63, il colosso delle infrastrutture europeo controllato dalla famiglia Benetton (che attraverso la holding Edizione detiene il 57% di Mundys) avrà un terzo dei suoi margini Oltralpe, dove è già presente con le autostrade del nord di Sanef (1.800 chilometri di pedaggi, in scadenza nel 2030), con il controllo degli Aeroporti della Costa Azzurra e una quota significativa di Getlink, ovvero la società che gestisce il tunnel sotto la Manica.
Un aumento di capitale da 400 milioni per l’A-63
Il valore dell’intera concessione, debiti compresi, ammonta a 2,1 miliardi di euro, pertanto Abertis (di cui Mundys ha il 50,1% e la spagnola Acs il restante 49,9) procederà a un aumento di capitale da 400 milioni per rilevare il pacchetto di maggioranza, risorse che saranno interamente autofinanziate. Secondo gli analisti, trattandosi di una concessione che scadrà nel 2051, che insiste su un’area nevralgica del Paese e nel 2024 dovrebbe realizzare un Ebitda stimato in 134 milioni, il prezzo pagato per la quota di controllo è anche un buon affare, perché corrisponde a un multiplo di 16 volte l’Ebitda, senza considerare il potenziale di crescita della connessione e il fatto che essendo un asset maturo non necessita di ingenti investimenti. Anche se Mundys potrebbe portare sull’A-63 la tecnologia adottata da Sanef – detta free-flow – ovvero un sistema automatizzato di pedaggi (stile Telepass, di cui il gruppo ha il 51%), che consente di non bloccare il traffico al casello, con un importante risparmio in termini di emissioni.
Un terzo dei margini dalle infrastrutture francesi
Mundys, grazie all’A-63, dovrebbe quindi realizzare circa 1,7 miliardi di margine operativo lordo pro forma in Francia, sui 5 miliardi del 2023, con 3.000 addetti (che salgono a 5.550 consolidando Getlink). Da quelle parti il gruppo controllato dai Benetton ha avuto riscontri positivi con le autorità e con la pubblica amministrazione. Come dimostra l’investimento da 170 milioni sull’ampliamento dell’Aeroporto di Nizza. Morale: la Francia si rafforza e si piazza al primo posto nel ranking della redditività di Mundys; seguono l’Italia, grazie agli Aeroporti di Roma, e il Cile, dove il gruppo controllato dalla famiglia Benetton è leader nelle infrastrutture.
«L’investimento nella A-63, effettuato attraverso Abertis assieme ai nostri partner di Acs, è un risultato importante, che consolida ulteriormente la nostra presenza in Francia – spiega l’ad del colosso delle infrastrutture, Andrea Mangoni – L’approccio è quello di gestire e sviluppare in modo sostenibile le infrastrutture in portafoglio, attraverso un costante dialogo con le istituzioni e le comunità locali».
Insomma ci potrebbe essere spazio anche per nuovi investimenti in Francia, dove le porte per un investitore italiano come Mundys sono eccezionalmente aperte.