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La Banca europea del Riarmo: 500 miliardi e 300.000 soldati per difenderci nell’era Trump

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I governi hanno in calendario un vero e proprio Consiglio di guerra. L’obiettivo è capire come finanziare la nascita di una difesa comune: le stime di spesa dell’Ue e degli esperti. Ma la difficoltà sarà rimpiazzare le capacità tecniche e strategiche degli Usa. La diretta
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Una Banca europea del Riarmo? Fino a tre anni fa, avremmo pensato piuttosto ad una Banca europea del Disarmo: bisogna avere più di 80 anni per non restare straniti di fronte al cambio di paradigma che ha reso ora nuovamente verosimile, ottanta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, un conflitto su scala europea.

Gli esperti indicano già da dove potrebbe partire: una invasione di Lituania, Estonia, Lettonia, i Paesi baltici che facevano parte dell'Urss.

E così, questa settimana, i governi europei hanno in programma un vero e proprio Consiglio di guerra. Tema: come finanziare il riarmo.

Titoli comuni

Una vera e propria Banca europea (sul modello della Berd, pensata a suo tempo per il rilancio dei Paesi dell'Est) che distribuisca prestiti, finanziata con u…

Una Banca europea del Riarmo? Fino a tre anni fa, avremmo pensato piuttosto ad una Banca europea del Disarmo: bisogna avere più di 80 anni per non restare straniti di fronte al cambio di paradigma che ha reso ora nuovamente verosimile, ottanta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, un conflitto su scala europea.

Gli esperti indicano già da dove potrebbe partire: una invasione di Lituania, Estonia, Lettonia, i Paesi baltici che facevano parte dell'Urss.

E così, questa settimana, i governi europei hanno in programma un vero e proprio Consiglio di guerra. Tema: come finanziare il riarmo.

Titoli comuni

Una vera e propria Banca europea (sul modello della Berd, pensata a suo tempo per il rilancio dei Paesi dell'Est) che distribuisca prestiti, finanziata con un fondo di 10 miliardi di euro di partenza e poi con titoli comuni collocati sul mercato, è una delle ipotesi.

L'altra – più rapida e snella – è saltare le complesse procedure bancarie e raccogliere fondi sul mercato direttamente con una apposita finanziaria.

Intanto, un allentamento del Patto di stabilità dovrebbe consentire ai singoli Paesi di destinare più soldi alla difesa, senza pesare sui vincoli nazionali di bilancio. Ma quanti soldi servono?

Il confronto con la Russia

In termini di potenza economica, fra Russia ed Europa, non c'è partita. Considerati cambi e potere d'acquisto, la Russia non arriva neanche al Pil della sola Germania.

Anche la spesa militare, nonostante i diffusi timori, non vede l'Europa in posizione di svantaggio. Secondo l'Osservatorio di Carlo Cottarelli, fatti i necessari aggiustamenti per i cambi, i Paesi della Ue, più Gran Bretagna, Turchia e Norvegia, spendono, per armi e soldati, il 50 per cento più della Russia.

Con la significativa differenza che i russi, impegnati in Ucraina, vedono la spesa volar via, giorno dopo giorno, mentre gli europei la accumulano.

Troppo frammentati

Insomma, in termini economici, il gap militare fra Europa e Russia è tutt'altro che proibitivo. Ma gli europei spendono male, dicono gli esperti: troppo frammentati gli investimenti fra i vari Paesi e troppi soldi impiegati per il personale, invece che per gli armamenti.

Secondo una dettagliata analisi di Bruegel, un importante think tank europeo, per sostituire i soldati americani che Trump potrebbe sottrarre alla difesa dell'Europa, occorrono 300 mila uomini. Ma i soldati sono la parte più facile.

I droni da ricognizione

Quella difficile è rimpiazzare le capacità tecniche e strategiche, oggi esclusiva degli americani. Secondo un sondaggio degli analisti, condotto da Defense News, l'Europa ha già capacità adeguate per quanto riguarda le comunicazioni via satellite e i droni di ricognizione.

Invece, è indietro per i sistemi di coordinamento sul campo di battaglia, la capacità di colpire con missili e cannoni a lungo raggio, la soppressione della difesa aerea nemica, tutti compiti oggi affidati alle forze americane.

Le capacità esaurite

Il tempo per mettersi alla pari, in chiave tattica e strategica, secondo gli analisti c'è, ma proprio a filo: da tre a cinque anni, quelli di cui ha bisogno la Russia per ricostituire le capacità esaurite dalla guerra ucraina.

Calcolare il costo di questi armamenti, compresi tank e cannoni, non è facile, perché il solo moltiplicarsi della produzione abbasserebbe i prezzi, con la possibilità aggiuntiva di mettere all'opera i macchinari poco utilizzati dell'industria dell'auto.

Ursula von der Leyen ha, dunque, azzardato, per adeguare la macchina militare europea alla nuova sfida, la cifra di 500 miliardi di euro.

La percentuale del Pil

Quelli di Bruegel puntano più in alto, stimando una spesa aggiuntiva di 250 miliardi di euro, ma all'anno. Per dare un punto di riferimento, si tratterebbe di far salire la spesa militare europea, pari oggi al 2 per cento del Pil Ue, al 3,5 per cento, facendole sfiorare un totale di 600 miliardi di euro l'anno.

Rispetto ad un Pil Ue totale di 17 mila miliardi di euro, la cifra viene considerata contenuta. Ma, nella logica europea, la fase difficile non è fissare un obiettivo, ma come ripartire l'impegno.

Nei colloqui di questi giorni, il punto di scontro è se l'allentamento dei vincoli di bilancio che lasci più spazio alle spese militari debba valere solo per i Paesi che già oggi destinano alla difesa almeno il 2 per cento del Pil: Italia e Spagna resterebbero fuori e dovrebbero trovare da sole le risorse per arrivare almeno al 2 per cento.

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