Pichetto: “Vedo il nucleare nel 2030”. Ma sull’atomo ci sono dubbi anche a destra
di Giuseppe ColomboRoma - Ritorno al nucleare anno 2030. ll governo ci crede. E lo promette. “Sono convinto che ce la faremo”, assicura il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, parlando al “Forum in masseria” di Saturnia. La spinta arriva dal disegno di legge delega approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri: il provvedimento guarda a un nuovo mix energetico, con l’atomo al fianco di fossili, gas e rinnovabili. Ma il piano parte con il freno a mano tirato. A iniziare proprio dai tempi.
L’avvio sarà lento. La legge delega potrebbe arrivare in Parlamento già la settimana prossima, ma Pichetto annuncia “un lungo dibattito” e colloca il via libera in autunno. Non è un caso. L’esecutivo, infatti, vuole scavallare l’estate: se la delega diventasse legge prima, allora i movimenti anti-nucleare potrebbero fare in tempo a raccogliere le firme per il referendum abrogativo e, in caso di accoglimento da parte della Cassazione, arrivare alla consultazione già l’anno prossimo.
Roma - Ritorno al nucleare anno 2030. ll governo ci crede. E lo promette. “Sono convinto che ce la faremo”, assicura il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, parlando al “Forum in masseria” di Saturnia. La spinta arriva dal disegno di legge delega approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri: il provvedimento guarda a un nuovo mix energetico, con l’atomo al fianco di fossili, gas e rinnovabili. Ma il piano parte con il freno a mano tirato. A iniziare proprio dai tempi.
L’avvio sarà lento. La legge delega potrebbe arrivare in Parlamento già la settimana prossima, ma Pichetto annuncia “un lungo dibattito” e colloca il via libera in autunno. Non è un caso. L’esecutivo, infatti, vuole scavallare l’estate: se la delega diventasse legge prima, allora i movimenti anti-nucleare potrebbero fare in tempo a raccogliere le firme per il referendum abrogativo e, in caso di accoglimento da parte della Cassazione, arrivare alla consultazione già l’anno prossimo.
I tempi scelti dal governo sbarrano la strada a questa ipotesi, facendo slittare l’eventuale voto al 2027.
Gli ostacoli verso l’obiettivo del 2030 non finiscono qui. Nella maggioranza non tutti la pensano come Pichetto. Forza Italia, il suo partito, e la Lega non hanno dubbi sulla necessità di procedere spediti. Anche a costo di puntare su una soluzione di emergenza se tra un anno e mezzo l’Italia dovesse fare fatica a gestire gli shock energetici: in questo caso si punterebbe su una gara internazionale tarata sulla tecnologia esistente oggi in Francia, Stati Uniti e Cina. È il vecchio nucleare che nel 2012 fu fermato dal referendum contro il decreto approvato quattro anni prima dal governo Berlusconi per rilanciare la realizzazione delle centrali nucleari.
Un indizio che accredita questa ipotesi è l’assenza di un vincolo tecnologico nel disegno di legge, dove si parla solo del superamento degli impianti di prima o seconda generazione.
Alla posizione dei due alleati si contrappone quella della fronda interna a Fratelli d’Italia. Dentro il partito di via della Scrofa c’è chi inquadra il nucleare in una prospettiva più lunga, oltre il 2030. A guidare questo fronte, spiegano fonti di mercato, sarebbe Nicola Procaccini, un big del partito di Giorgia Meloni. Contattato da Repubblica, il co-presidente di Ecr al Parlamento europeo e responsabile del dipartimento energia di FdI spiega che "il 2030 è un obiettivo possibile”, ma “per arrivare al nucleare senza scorie bisognerà aspettare la fusione, quindi 15-20 anni”.
L’incognita è lo sviluppo dei programmi per la tecnologia Smr (i reattori modulari di piccole dimensioni), a maggior ragione di una filiera industriale, nei prossimi cinque anni. Un’altra criticità è la costruzione delle centrali. La newco formata da Enel, Ansaldo e Leonardo sembra concentrata al momento sulla tecnologia (Smr) non disponibile al 2030. Infatti il responsabile di Enel Green Power e Thermal Generation, Salvatore Bernabei, dice che “siamo nelle fasi iniziali di questa tecnologia, è un cammino che va iniziato”. 2030, ritorno al nucleare. A passo lento.