ROMA – Anche i prodotti agricoli finiscono nel mirino del presidente Usa, Donald Trump, che annuncia nuove tariffe a partire dal 2 aprile. Lo fa sul suo social network, Truth, rivolgendosi direttamente “ai grandi agricoltori americani”. “Preparatevi a produrre molti prodotti agricoli per la vendita negli Stati Uniti”, è il messaggio del tycoon americano.
Le nuove misure arrivano a poche ore dall’entrata in vigore dei dazi al 25% contro Messico e Canada, che scatteranno a partire da martedì 4 marzo. La decisione era stata sospesa a fronte degli impegni su droga e migranti da parte dei due Paesi, poi la Casa Bianca è tornata sui propri passi. A confermarlo è stato lo stesso presidente: “Scatteranno domani”. Ottawa e Città del Messico avevano sperato in un ripensamento dell’ultima ora, che però non c’è stato: “Non hanno margini di manovra per evitarli”, ha rimarcato Trump durante la conferenza stampa sugli investimenti stranieri negli Stati Uniti.
Anche la Cina avrà nuovi dazi. Si passa dal 10% già in atto a quota 20%, lo rende noto la Casa Bianca, puntando il dito contro Pechino per non aver preso i "passi adeguati per alleviare la crisi delle droghe illecite". In particolare sul Fentanyl.
Nel frattempo, si apre un altro fronte della battaglia commerciale: l’agroalimentare. Il tycoon, però, non ha offerto dettagli sui settori che saranno colpiti né se ci saranno delle eccezioni. E non è ancora chiaro se le nuove tariffe rientrino nei dazi reciproci che intende imporre a tutti i partner commerciali, Ue compresa.
La risposta del Canada: “Controdazi per 115 miliardi”
Il Canada è pronto a imporre dazi per 155 miliardi di dollari canadesi sui prodotti americani. Lo afferma la ministra degli Esteri canadese, Melania Joly, sottolineando che la prima tranche di tariffe colpirà prodotti statunitensi per 30 miliardi di dollari canadesi. I dazi americani sono una "minaccia esistenziale per il Canada", ha commentato Joly.
E Wall Street va giù
Wall Street chiude in netto calo con gli investitori che soppesano i nuovi dati sull'attività manifatturiera e continuato a valutare gli effetti della politica commerciale degli Stati Uniti. Il Dow Jones segna -1,48%, a quota 43.192 punti, il Nasdaq lascia sul terreno il 2,64% a 18.350 punti, l'S&P 500 cede l'1,70% a 5.852 punti. Sul fronte dei singoli titoli, da segnalare il tonfo del colosso dei chip Nvidia, che perde quasi il 10% (-9,64%).