La Lega insiste sul fisco. “La rottamazione è una priorità assoluta”
di Giuseppe ColomboRoma - Gli aiuti contro il caro bollette sono stati solamente una parentesi. Felice perché necessaria. Tutti, nella maggioranza, hanno condiviso la necessità di dare la precedenza a famiglie e imprese in difficoltà a causa delle tariffe in aumento. Ma ora che il decreto energia da 3 miliardi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, la pax si è rotta. Lega e Forza Italia ritornano a fronteggiarsi. L’oggetto della discordia è quello che ha animato discussioni e tensioni fino a due settimane fa: il fisco. Il derby è tra la rottamazione delle cartelle, cara a Matteo Salvini, e il taglio dell’Irpef per il ceto medio, la bandiera degli azzurri.
È proprio il “modello bollette” che la Lega tira in ballo per rilanciare la sua proposta. “C…
Roma - Gli aiuti contro il caro bollette sono stati solamente una parentesi. Felice perché necessaria. Tutti, nella maggioranza, hanno condiviso la necessità di dare la precedenza a famiglie e imprese in difficoltà a causa delle tariffe in aumento. Ma ora che il decreto energia da 3 miliardi è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, la pax si è rotta. Lega e Forza Italia ritornano a fronteggiarsi. L’oggetto della discordia è quello che ha animato discussioni e tensioni fino a due settimane fa: il fisco. Il derby è tra la rottamazione delle cartelle, cara a Matteo Salvini, e il taglio dell’Irpef per il ceto medio, la bandiera degli azzurri.
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È proprio il “modello bollette” che la Lega tira in ballo per rilanciare la sua proposta. “Come sul taglio delle bollette e sull’aumento degli stipendi, governo e maggioranza andranno avanti compatti”, recita un passaggio della nota con cui il Carroccio ribadisce che la pace fiscale è “una priorità assoluta, con l’obiettivo di aiutare 20 milioni di italiani in buonafede e in difficoltà”.
Ora che il disegno di legge sulla rottamazione si appresta a entrare nel vivo con l’avvio delle audizioni nella commissione Finanze del Senato, Salvini chiama Forza Italia alla prova dei fatti sull’unità della maggioranza. Vale lo stesso ragionamento per Fratelli d’Italia, dove è forte lo scetticismo nei confronti della maxi rottamazione leghista.
Ma gli umori che trapelano dai due partiti non vanno nella direzione di un’intesa. Il “modello bollette” non appare al momento replicabile. "Per noi vanno bene sia la rottamazione che il taglio dell’Irpef, ma se Giorgetti dirà che i soldi non bastano per fare tutto, allora è chiaro che bisognerà fare una scelta: la nostra priorità è tagliare le tasse per i redditi fino a 60 mila euro”, sottolinea il portavoce nazionale di FI, Raffaele Nevi.
A taccuini chiusi, gli azzurri sono ancora più espliciti. Quella delle audizioni in Parlamento - ragionano gli azzurri - è una fiction di Salvini perché i soldi per la rottamazione in realtà non ci sono.
Ecco che il derby sul fisco si fa anche economico. Giorgetti si è detto pronto a "contemperare” la rottamazione e il taglio dell’Irpef ma, interpellato in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, ha anche ricordato l’arrivo di “una situazione di grande incertezza” che peserà sulla crescita. I margini sono stretti.
Il pressing della maggioranza sul Mef, però, è destinato a crescere nelle prossime settimane. La data cerchiata in rosso da leghisti e forzisti è il 31 marzo, quando si conoscerà l’incasso del ravvedimento speciale per i debiti 2018-2022.
Soldi in cassa che i due partiti vogliono spendere subito, anche se non basteranno a soddisfare le esigenze di entrambi. Nel frattempo le opposizioni alzano il livello di guardia. "Al Senato temiamo un ennesimo pasticcio fiscale, di cui la maggioranza ha dato prova diverse volte, a partire dal concordato”, dice la senatrice del Pd, Cristina Tajani. Il derby sul fisco si sposta in Parlamento.
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