Economia

Maire, utile record nel 2024. Ma le aspettative sul 2025 abbattono il titolo a Piazza Affari

Maire, utile record nel 2024. Ma le aspettative sul 2025 abbattono il titolo a Piazza Affari

Aggiornato il piano strategico al 2034, previsto un raddoppio dei ricavi a una crescita della remunerazione per gli azionisti

1 minuti di lettura

MILANO – Il 2024 chiuso con l’utile più alto della propria storia non basta a Maire a bilanciare la delusione del mercato sulle prospettive del gruppo per il 2025. Il giudizio di Piazza Affari è implacabile, con il titolo che lascia sul terreno il 13,57%. Un tonfo guardato con sorpresa dall’ad Alessandro Bernini: «Ero convinto che i risultati e la guidance sarebbero stati accettati dalla comunità finanziaria, forse non siamo stati chiari», ha detto parlando al Capital Markets Day illustrando il piano strategico aggiornato al 2034, che vede ricavi a quota 11 miliardi di euro fra nove anni.

A mettere in allarme gli investitori, le previsioni sul 2025 su ricavi e margine operativo lordo, sotto le aspettative. L’azienda vede per l’anno in corso ricavi tra 6,4 e 6,6 miliardi, in crescita dell’8-12%, e un ebitda tra 420 e 455 milioni contro 6,85 miliardi di ricavi e 469,3 milioni di mol attesi dagli analisti. Niente allarmismi. Gli ordini «che contavamo di portare a bordo entro il 2024 e di mettere in produzione all’inizio del 2025 hanno avuto uno slittamento», quindi il 2025 «beneficerà dei progetti di nuova acquisizione ma con un timing diverso», ha spiegato Bernini. Nuove commesse sono in arrivo ma gli annunci per ora sono rimasti ai box. Prima della diffusione dei risultati del primo trimestre 2025 – ha lasciato intendere il ceo – nuovi annunci potrebbero arrivare a conferma che gli ordini attesi a fine 2024 hanno dovuto solo attendere qualche mese.

Presto invece per vedere affacciarsi sul mercato Nextchem, la società a capo della business unit Sustainable Technology Solutions e che il piano aggiornato al 2034 vede con fatturato ed Ebitda in crescita del 20-25% dal 2024 al 2029. La quotazione, ha detto Bernini, «è un dato di fatto, ma resta da definire quando». Ora «è presto», il momento giusto sarà quando il mercato «sarà pronto a riconoscerne il corretto valore». Lunedì, con l’ingresso di Azzurra Capital e i 110 milioni investiti per l’8%, Nextchem è stata valutata 1,4 miliardi di euro. Non basta. Una valutazione interessante per portarla in Borsa può essere «di 15-16 volte l’ebitda e quindi intorno ai 2 miliardi», ha detto ancora Bernini.

Il gruppo archivia comunque il 2024 con risultati positivi: ricavi in crescita del 38,5% a quota 5,9 miliardi, ebitda in miglioramento del 40,8% a 386,4 milioni e utile a 212,4 milioni (+64%), il più alto di sempre della propria storia. Sorridono anche i soci, con la cedola che sale dell’81% a 0,356 euro ad azione.

I commenti dei lettori