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Auto, la Ue apre sulle multe: “Tre anni per rispettare i target”

Ursula von der Leyen (a sinistra), illustra il piano per l’auto ai costruttori. A destra, il presidente di Stellantis, John Elkann

 (reuters)

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La proposta della presidente Von der Leyen. In discussione lo stop ai motori termici dal 2035. Urso: “La Commissione dà ragione all’Italia, nostra vittoria”. Ancora in calo le immatricolazioni
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BRUXELLES – La Commissione europea apre gli “sportelli” alle richieste dell’industria dell’auto. E le multe previste quest’anno per chi non avesse rispettato i nuovi target di inquinamento slitteranno al 2027.

Dopo il secondo incontro che si è svolto ieri a Bruxelles con i rappresentanti delle aziende impegnate nell’automotive (tra cui Stellantis con John Elkann, Bmw, Renault e Volkswagen) la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha confermato la presentazione per domani del pacchetto di aiuti al settore. E tra le misure figurerà anche questo emendamento che calcolerà su tre anni e non su uno solo gli obiettivi di emissione di anidride carbonica. «C’è una chiara richiesta di maggiore flessibilità sugli obiettivi di CO2 – ha spiegato – e il principio chiave è l’equilibrio. Dobbiamo attenerci agli obiettivi di base e nello stesso tempo ascoltare le voci e le parti interessate che chiedono più pragmatismo in questi tempi difficili». L’obiettivo è dare «più respiro all’ind…

BRUXELLES – La Commissione europea apre gli “sportelli” alle richieste dell’industria dell’auto. E le multe previste quest’anno per chi non avesse rispettato i nuovi target di inquinamento slitteranno al 2027.

Dopo il secondo incontro che si è svolto ieri a Bruxelles con i rappresentanti delle aziende impegnate nell’automotive (tra cui Stellantis con John Elkann, Bmw, Renault e Volkswagen) la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha confermato la presentazione per domani del pacchetto di aiuti al settore. E tra le misure figurerà anche questo emendamento che calcolerà su tre anni e non su uno solo gli obiettivi di emissione di anidride carbonica. «C’è una chiara richiesta di maggiore flessibilità sugli obiettivi di CO2 – ha spiegato – e il principio chiave è l’equilibrio. Dobbiamo attenerci agli obiettivi di base e nello stesso tempo ascoltare le voci e le parti interessate che chiedono più pragmatismo in questi tempi difficili». L’obiettivo è dare «più respiro all’industria». «Non penalizzeremo il settore», ha aggiunto il vicepresidente della Commissione, il francese Stephane Sejournè.

Nel pacchetto che la Commissione approverà domani, però, non ci sarà solo questo. L’esecutivo europeo punta a mantenere gli obiettivi della transizione verso l’elettrico dal 2035 fornendo più strumenti e sostegno economico in questa direzione. È ancora in discussione la possibilità di assegnare un peso maggiore nella prima fase alle macchine Ibride evitando di porre la medesima data di interruzione della produzione rispetto quelle a benzina e diesel. «Ci prepareremo - ha detto Von der Leyen – ad accelerare il lavoro sulla revisione 2035 con la piena neutralità tecnologica come principio fondamentale».

L’idea poi è quella di incentivare sul piano fiscale l’adozione di vetture elettriche nelle flotte aziendali. Uno sforzo ulteriore verrà compiuto per accompagnare la distribuzione delle colonnine elettriche sul territorio e la produzione di batterie per non lasciare il mercato alla sola Cina. Attenzione inoltre alla guida autonoma: «Sappiamo che la concorrenza globale è feroce».

La premier Giorgia Meloni esulta: «Vediamo annunci importanti da parte della Presidente della Commissione europea sulla direttiva che riguarda le auto con il motore a scoppio. Sono battaglie che l’Italia sta facendo da due anni». Anche il ministro per il made in Italy, Adolfo Urso, è soddisfatto: «Abbiamo salvato l’industria europea eliminando la tagliola delle multe che avrebbe determinato il collasso del settore». «Bene l’emendamento proposto da Von der Leyen – ha commentato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani – Grazie al Ppe è stato allontanato il rischio sanzioni per le nostre aziende. Una decisione di buon senso per sostenere insieme l’industria europea in un momento critico».

Anche l’Acea, associazione europea dei costruttori d’auto, accoglie bene l’annuncio ma chiede velocità. «La proposta di riduzione delle sanzioni è un primo passo nella giusta direzione, e anche un maggiore supporto per i veicoli autonomi e la filiera europea delle batterie sono segnali positivi». In Italia intanto slitta il tavolo sull’Automotive al 14 marzo per aspettare le ultime decisioni. Nel frattempo il settore denuncia un nuovo calo delle immatricolazioni: meno 6,3% in Italia, con Stellantis a meno 14 confermandosi però al vertice nel mercato interno.

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