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La Bei si converte alla difesa: “Più prestiti per progetti militari europei”

Nadia Calviño, ex ministra delle Finanze della Spagna, è presidente della Bei dal gennaio dello scorso anno 

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La sicurezza entrerà negli obiettivi statutari della Banca di investimento Ue: si allargano i dossier ammissibili, con la sola esclusione delle armi, e salta il tetto di risorse impiegabili. Sul piatto 8 miliardi. Calviño: “Ci adattiamo a un mondo nuovo”
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LUSSEMBURGO – Poche ore dopo il piano di riarmo europeo lanciato da Ursula von der Leyen, e alla vigilia del vertice dei leader comunitari sull’Ucraina, la Banca europea per gli investimenti (Bei) annuncia un rafforzamento e un’espansione strutturali dei suoi finanziamenti per la difesa. “Quest’anno vogliamo almeno raddoppiare il nostro supporto al settore”, ha ribadito mercoledì Nadia Calviño, presidente della banca di sviluppo comunitaria, in apertura del Forum annuale in Lussemburgo. Nel 2024 la cifra destinata al comparto militare è stata appena un miliardo di euro su 89 complessivi erogati dalla Bei: nel 2025 salirà quindi a due miliardi. Calviño però ha anche annunciato che proporrà al board dell’istituto un’ulteriore “espansione dei progetti ammissibili” che permetterà di sostenere progetti puramente militari come “caserme, mezzi terrestri ed aerei, droni ed elicotteri, radar e satelliti e avionica”, escludendo solo i veri e propri armamenti. I finanziamenti per i primi 14 sara…

LUSSEMBURGO – Poche ore dopo il piano di riarmo europeo lanciato da Ursula von der Leyen, e alla vigilia del vertice dei leader comunitari sull’Ucraina, la Banca europea per gli investimenti (Bei) annuncia un rafforzamento e un’espansione strutturali dei suoi finanziamenti per la difesa. “Quest’anno vogliamo almeno raddoppiare il nostro supporto al settore”, ha ribadito mercoledì Nadia Calviño, presidente della banca di sviluppo comunitaria, in apertura del Forum annuale in Lussemburgo. Nel 2024 la cifra destinata al comparto militare è stata appena un miliardo di euro su 89 complessivi erogati dalla Bei: nel 2025 salirà quindi a due miliardi. Calviño però ha anche annunciato che proporrà al board dell’istituto un’ulteriore “espansione dei progetti ammissibili” che permetterà di sostenere progetti puramente militari come “caserme, mezzi terrestri ed aerei, droni ed elicotteri, radar e satelliti e avionica”, escludendo solo i veri e propri armamenti. I finanziamenti per i primi 14 saranno approvati nei prossimi mesi.

La difesa nello statuto

Si tratta di un primo, piccolo passetto. Due miliardi sono una frazione del totale investito dalla Bei, che quest’anno salirà a 95 miliardi di euro. E una cifra ancora più limitata rispetto agli 800 miliardi del piano Von der Leyen, di cui 650 dovrebbero arrivare dai singoli Paesi con lo scomputo delle spese per la difesa dal Patto di stabilità. Almeno in prospettiva però è un cambio di paradigma rilevante per un istituto che fino a oggi poteva investire solo in tecnologie a “doppio uso”, civile e militare, e che negli ultimi anni è stato soprattutto una Banca del clima, supportando in gran parte progetti legati alla transizione verde. Nel suo discorso, che ha messo al centro il concetto di “sicurezza” nel “nuovo mondo”, l’ex ministra delle Finanze del governo Sanchez ha anticipato che la difesa sarà aggiunta agli obiettivi politici della Bei, a fianco di sostenibilità e coesione. Non è solo questione di forma: permetterà nei prossimi anni di indirizzare sul settore risorse senza un tetto massimo, che al momento è fissato a 8 miliardi di euro nel 2027, ma potrebbe anche allargarsi. Tutti i cambiamenti dovranno essere approvati il 21 marzo da una maggioranza qualificata del board della Banca, composto dai rappresentati dei Paesi Ue.

Dall’IA alle auto, una coperta corta

Insieme alla difesa però, in un’Europa con tante urgenze e poche risorse, la Bei sarà chiamata nei prossimi mesi a sostenere anche molte altre priorità strategiche della Commissione, dalle politiche industriali, a quelle abitative, al piano per l’automotive. Una delle principali è chiudere il gap tecnologico e di innovazione con le superpotenze. Mercoledì Calviño si è limitata ad accennare alla creazione di un nuovo “fondo ombrello” denominato TechEU, che dovrebbe “supportare imprenditori e infrastrutture europee in aree come Intelligenza artificiale, chip, quantum computing, tecnologie verdi e scienze dalla vita”. L’entità delle risorse però non è stata ancora definita. Ed è chiaro che a fronte di una necessità di investimenti da centinaia di miliardi, la coperta della Bei può arrivare solo fino a un certo punto.

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