Il Governo ha sbloccato, dopo tanti mesi e indugi, i soldi che servono ad alimentare la macchina dello Spid (identità digitale). È stato firmato il decreto che assegna 40 milioni di euro ai gestori dell’identità digitale (Identity Provider - IdP) dello Spid, “una misura attesa da tempo e che rappresenta un riconoscimento concreto all’impegno dei provider nel garantire un servizio essenziale per cittadini e imprese”, annuncia una nota del dipartimento Innovazione a Palazzo Chigi. Sì, attesa da tempo: da anni i gestori dello Spid dicevano che, nel fornire gratis questo servizio ai cittadini, andavano in perdita. Ad aprile 2023 il Governo li aveva rassicurati con 40 milioni previsti nel decreto sul Pnrr. Ma il decreto finale di stanziamento arriva solo ora. Dopo ben due anni.
Una presa d’atto che l’identità digitale è ancora indispensabile. “Si può leggere lo sblocco dei fondi come un’ammissione da parte del Governo: Spid ci serve; non tutti gli italiani possono accedere ai servizi digi…
Il Governo ha sbloccato, dopo tanti mesi e indugi, i soldi che servono ad alimentare la macchina dello Spid (identità digitale). È stato firmato il decreto che assegna 40 milioni di euro ai gestori dell’identità digitale (Identity Provider - IdP) dello Spid, “una misura attesa da tempo e che rappresenta un riconoscimento concreto all’impegno dei provider nel garantire un servizio essenziale per cittadini e imprese”, annuncia una nota del dipartimento Innovazione a Palazzo Chigi. Sì, attesa da tempo: da anni i gestori dello Spid dicevano che, nel fornire gratis questo servizio ai cittadini, andavano in perdita. Ad aprile 2023 il Governo li aveva rassicurati con 40 milioni previsti nel decreto sul Pnrr. Ma il decreto finale di stanziamento arriva solo ora. Dopo ben due anni.
Una presa d’atto che l’identità digitale è ancora indispensabile. “Si può leggere lo sblocco dei fondi come un’ammissione da parte del Governo: Spid ci serve; non tutti gli italiani possono accedere ai servizi digitali della PA tramite Cie, Carta d’identità elettronica”, spiega Patrizia Saggini, avvocata tra le più note nelle questioni della PA digitale, di cui si è occupata per alcuni enti pubblici locali in Emilia Romagna.
Il percorso dell'Italia verso l'identità digitale ha vissuto una fase di tensioni politiche e tecniche a partire dal 2022, quando il governo Meloni ha annunciato l'intenzione di abbandonare progressivamente lo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) a favore della Cie. Intenzione poi in parte ritrattata.
Ora siamo arrivati a 50 milioni di Cie, ma poco più di un decimo sono quelle usate per l’accesso ai servizi online. Spid, con 40 milioni di account, è utilizzato 50 volte in più della Cie per l’accesso online. Del resto, a differenza della Carta d’identità, serve solo a questo.
Il Governo aveva però deciso di scommettere soprattutto su questo cavallo, prima per razionalizzare la spesa pubblica (evitando duplicazioni tra Spid e Cie) e poi perché preferiva una soluzione centralizzata e gestita dallo Stato. Spid è gestito appunto da aziende private.
Un punto di rottura c’è stato a febbraio 2023, quando i nove provider SPID hanno denunciato l'imminente scadenza (23 aprile 2023) delle convenzioni con lo Stato senza un piano di rinnovo. Il modello di business basato su compensi per operazione si era rivelato insostenibile per i volumi crescenti, così i provider hanno minacciato l'interruzione del servizio o l'introduzione di tariffe agli utenti. Mossa, quest’ultima, fatta da Aruba qualche giorno fa, con un primo canone annuale per lo Spid; già quasi tutti i provider inoltre prevedono un costo una tantum su alcune modalità di attivazione (le più comode per l’utente). Aruba ha evidenziato che il ritardo dei 40 milioni non c’entra con questa mossa.
Butti: “Ascoltate le istanze dei gestori”
In ogni caso, è un fatto che negli ultimi due anni li hanno attesi invano. Fino ad oggi. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, ha sottolineato l’importanza di questa misura: “abbiamo ascoltato e recepito le istanze dei gestori Spid, rimaste inascoltate per anni dai governi precedenti (ma il Governo Meloni è da ottobre 2022, ndr.)”. “Con questo decreto, riconosciamo il valore dello sforzo fatto dai privati per sviluppare e gestire un’infrastruttura essenziale per milioni di cittadini. Il nostro obiettivo è rafforzare il sistema di identità digitale in un’ottica di efficienza e interoperabilità, garantendo continuità e sostenibilità agli operatori del settore”, continua la nota.