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La Cina prova a disinnescare le ricadute dei dazi: “Crescita dai consumi interni”

 Xi Jinping, presidente della Cina, all'Assemblea nazionale del Popolo

 

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Il discorso del premier Li davanti a 2.900 delegati arrivati da tutto il Paese: “Dobbiamo rendere la domanda il motore e l’àncora dello sviluppo”
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PECHINO – Entrano i militari a passo spedito. Entrano i rappresentanti delle minoranze etniche arrivati fin qui dalle province più remote con i loro costumi tradizionali, sempre sorridenti. Piano piano, dopo un paio di foto e qualche chiacchiera sui tappeti rossi, entrano a prender posto nella Grande Sala del Popolo che affaccia su Piazza Tiananmen blindata fin dall’alba tutti gli oltre 2.900 delegati richiamati dal suono della campanella. I cronisti che fanno la posta fino all’ultimo secondo davanti all’ingresso riservato ai diplomatici stranieri per cercare di strappare in anteprima una copia del discorso del premier. Alle 9 in punto entra il padrone di casa, Xi Jinping, seguito dai suoi fedelissimi. Tutti in piedi per la Marcia dei Volontari, l’inno nazionale.

PECHINO – Entrano i militari a passo spedito. Entrano i rappresentanti delle minoranze etniche arrivati fin qui dalle province più remote con i loro costumi tradizionali, sempre sorridenti. Piano piano, dopo un paio di foto e qualche chiacchiera sui tappeti rossi, entrano a prender posto nella Grande Sala del Popolo che affaccia su Piazza Tiananmen blindata fin dall’alba tutti gli oltre 2.900 delegati richiamati dal suono della campanella. I cronisti che fanno la posta fino all’ultimo secondo davanti all’ingresso riservato ai diplomatici stranieri per cercare di strappare in anteprima una copia del discorso del premier. Alle 9 in punto entra il padrone di casa, Xi Jinping, seguito dai suoi fedelissimi. Tutti in piedi per la Marcia dei Volontari, l’inno nazionale.

Il palcoscenico non spetta al segretario generale comunista, però. Ma al premier. Li Qiang, dopo qualche battuta e sorriso con Xi, apre come ogni anno i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo del Paese, per esporre il “Rapporto di lavoro del governo”. Un discorso quello di Li - il numero due della gerarchia comunista - che dura meno di un’ora, durante il quale il messaggio principale, per la Cina e per il resto del mondo, è: abbiamo fiducia nella nostra economia. Per il terzo anno consecutivo Pechino fissa infatti l’obiettivo di crescita del Pil «attorno al 5%», nonostante i problemi interni, le incertezze geopolitiche e soprattutto le crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Ma «la gigantesca nave dell’economia cinese continuerà a solcare le onde e a navigare con sicurezza verso il futuro».

Al primo posto delle cose da fare in questo 2025 c’è quella di «aumentare vigorosamente i consumi». Stimolare i cinesi a spendere è diventata la priorità assoluta. «Dobbiamo rendere la domanda interna il motore principale e l’ancora della crescita economica», dice il premier. In tempi di venti di guerre commerciali con Washington che potrebbero fare male all’export, Pechino ha bisogno che i compagni spendano di più in patria, se vuole raggiungere gli obiettivi di crescita che si è data. E infatti c’è un sostegno ai consumi più evidente nel discorso di Li rispetto agli anni precedenti. Il deficit di bilancio è stato fissato al 4% del Pil rispetto al 3% dello scorso anno: il dato più alto degli ultimi tre decenni. Per stimolare la domanda e proteggersi dagli effetti dei dazi.

L’obiettivo per l’inflazione viene abbassato dal 3% al 2%. Li promette 12 milioni di nuovi posti di lavoro e «una politica fiscale proattiva»: 1,3 trilioni di yuan in obbligazioni a lunghissimo termine (contro il trilione del 2024); 4,4 trilioni di yuan di obbligazioni speciali dei governi locali (contro i 3,9 dell’anno scorso) per infrastrutture e altri investimenti; 300 miliardi di yuan per un programma di sussidi per l’acquisto di beni di consumo (automobili, elettrodomestici).

La domanda è: basterà? A spezzare la litania di Li il fruscio delle pagine del rapporto del governo sfogliate dai delegati con una sincronia perfetta. E le eleganti hostess in tailleur in tinta con la tappezzeria che si muovono come in una coreografia di danza con i loro thermos per riempire le tazze di tè sui banchi. Come di consueto Xi, seduto al centro, di tazze ne ha due davanti a sé.

Pechino guarda a lungo termine. Bisogna continuare a puntare sullo sviluppo delle «industrie del futuro» e le tecnologie all’avanguardia, andare avanti con i progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, «la tecnologia quantistica e quella 6G», dice Li. La spesa militare aumenterà del 7,2%, come lo scorso anno, a circa 1,78 trilioni di yuan (245 miliardi di dollari). «Porteremo avanti con fermezza la causa della riunificazione» con Taiwan, dice il premier.

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