Milano – La svolta della Germania per la creazione di un maxifondo da 500 miliardi di euro, da spendere in infrastrutture e difesa, mette il turbo ai listini azionari europei ma affossa i bond governativi. Sulla scia del whatever it takes del futuro cancelliere Friedrich Merz, la Borsa di Francoforte ha guadagnato il 3,55% e quella di Milano il 2,08%, trainate dal forte rialzo dei titoli legati all’industria e alle costruzioni. A Piazza Affari il titolo Buzzi ha messo a segno un rialzo del 16,3%, mentre Heidelberg Materials l’ha addirittura superata con un più 17,09% in Germania.
L’annuncio della manovra espansiva ha però causato un cambio di aspettative sul fronte dei tassi di interesse, visto che più crescita ed eventualmente più inflazione potrebbero invertire il sentiero di discesa del costo del denaro che è in corso. Il rendimento dei Bund tedeschi è così schizzato all’insù di 29 punti base, il maggior rialzo degli ultimi 36 anni, cioé dal crollo del Muro di Berlino. Un primo ef…
Milano – La svolta della Germania per la creazione di un maxifondo da 500 miliardi di euro, da spendere in infrastrutture e difesa, mette il turbo ai listini azionari europei ma affossa i bond governativi. Sulla scia del whatever it takes del futuro cancelliere Friedrich Merz, la Borsa di Francoforte ha guadagnato il 3,55% e quella di Milano il 2,08%, trainate dal forte rialzo dei titoli legati all’industria e alle costruzioni. A Piazza Affari il titolo Buzzi ha messo a segno un rialzo del 16,3%, mentre Heidelberg Materials l’ha addirittura superata con un più 17,09% in Germania.
L’annuncio della manovra espansiva ha però causato un cambio di aspettative sul fronte dei tassi di interesse, visto che più crescita ed eventualmente più inflazione potrebbero invertire il sentiero di discesa del costo del denaro che è in corso. Il rendimento dei Bund tedeschi è così schizzato all’insù di 29 punti base, il maggior rialzo degli ultimi 36 anni, cioé dal crollo del Muro di Berlino. Un primo effetto si potrebbe già vedere nella riunione della Bce di oggi, dove verrà confermato il taglio dei tassi dello 0,25% ma con un diverso atteggiamento per il futuro.
La realizzazione del maxifondo richiede però una modifica della Costituzione tedesca con il voto favorevole dei due terzi del Parlamento. Alle recenti elezioni l’estrema sinistra e l’estrema destra hanno ottenuto minoranze di blocco che potrebbero mettere in difficoltà il progetto. L’accordo tra Cdu e Spd dovrà quindi guadagnare il consenso dei Verdi, che hanno sempre chiesto un allentamento del rigore sulla spesa pubblica.
Se il maxifondo venisse approvato si tratterebbe del «più importante cambio di paradigma nella storia della Germania dal dopoguerra», hanno detto gli economisti di Deutsche bank al Financial Times. Mentre gli analisti di Goldman Sachs prevedono una crescita del Pil tedesco al 2% nel prossimo anno.
A dare smalto alla giornata dei mercati finanziari ha poi contribuito l’ammorbidimento di Trump nei riguardi dei dazi da applicare a Canada e Messico. Il segretario al commercio americano Howard Lutnick ha detto che le tariffe sui prodotti di Canada e Messico non verranno sospese, ma che tuttavia Trump sarebbe intenzionato a “ragionare” per trovare un compromesso nel mezzo. Un atteggiamento che tra gli operatori di Borsa è stato interpretato come una conferma alle loro sensazioni. L’aggressività del presidente americano nel proporre le tariffe è una tattica negoziale per arrivare poi a un accordo. Tattica che potrebbe essere ripetuta all’inizio di aprile, quando si parlerà di dazi europei.