MILANO - Numeri in crescita ma leggermente sotto le attese degli analisti, uniti a prospettive per il 2025 forse un po’ poco aggressive. Con i risultati dell’anno scorso Amplifon non è riuscito a convincere il mercato, già nervoso in questi giorni per effetto della politica commerciale del presidente statunitense, Donald Trump. E così il titolo ieri ha perso oltre il 15%, un calo che gli esperti di Barclays hanno giudicato “eccessivo”, a fronte di una guidance sull’esercizio appena sotto il consensus.
Il gruppo degli apparecchi acustici ha chiuso il 2024 mettendo a segno oltre 2,4 miliardi di ricavi (+7% a cambi costanti), sostenuti dalla crescita organica come dalle recenti acquisizioni. In rialzo anche il margine operativo lordo, +4,8% a 568 milioni, mentre l’utile netto…
MILANO - Numeri in crescita ma leggermente sotto le attese degli analisti, uniti a prospettive per il 2025 forse un po’ poco aggressive. Con i risultati dell’anno scorso Amplifon non è riuscito a convincere il mercato, già nervoso in questi giorni per effetto della politica commerciale del presidente statunitense, Donald Trump. E così il titolo ieri ha perso oltre il 15%, un calo che gli esperti di Barclays hanno giudicato “eccessivo”, a fronte di una guidance sull’esercizio appena sotto il consensus.
Il gruppo degli apparecchi acustici ha chiuso il 2024 mettendo a segno oltre 2,4 miliardi di ricavi (+7% a cambi costanti), sostenuti dalla crescita organica come dalle recenti acquisizioni. In rialzo anche il margine operativo lordo, +4,8% a 568 milioni, mentre l’utile netto è scivolato da 165,8 a 151,7 milioni, a causa – scrive la società – «di maggiori ammortamenti e l’incremento degli oneri finanziari».
Ai soci il cda propone un dividendo di 29 centesimi per azione, in linea con quello distribuito per il 2023, e l’avvio di un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie. L’ad Enrico Vita ha rimarcato la forte crescita della prima riga di bilancio, «nonostante un andamento del mercato europeo ancora al di sotto delle aspettative», sottolineando come invece gli Stati Uniti siano diventati per la prima volta il mercato principale del gruppo per ricavi.
Oltreoceano fatturato e margini sono cresciuti a doppia cifra, raggiungendo rispettivamente circa 507 e 130 milioni. «Dopo un 2024 più debole siamo positivi sul fatto che l’Europa torni a una crescita solida», ha proseguito Vita parlando agli analisti. «Ci aspettiamo inoltre che il mercato americano continui a crescere in modo sano nonostante la complessa base di comparazione del 2024. Non potrà mantenere per sempre un’accelerazione così rapida». In futuro, prevede maggior equilibrio tra lo sviluppo delle diverse regioni.
I dazi non sembrano spaventare il manager: Amplifon non produce i dispositivi acustici che distribuisce e la sua rete di fornitori è «ben diversificata», ha assicurato Vita, dato che si approvvigionano «da tutti e cinque i principali produttori mondiali i quali, a loro volta, stanno adottando strategie di diversificazione per mitigare i rischi».
Va ricordato poi che in passato questa categoria merceologica era stata graziata dalle tariffe. Sempre negli Stati Uniti, il gruppo sta lavorando con Essilux a un progetto per testare gli occhiali di Nuance Audio nei negozi Amplifon a partire dal secondo trimestre. Questi occhiali incorporano una tecnologia audio per compensare la perdita dell’udito da lieve a moderata, mentre il focus del gruppo guidato da Vita è sulle perdite moderate e severe. «Siamo sempre aperti a ogni opportunità di cui possano usufruire i nostri clienti e questa potrebbe essere arricchire la nostra offerta servendo una diversa tipologia di consumatore», ha precisato.