Sì alla legge sullo spazio, ma le opposizioni attaccano: “Un regalo a Starlink”
di Diego LonghinRoma – L’opposizione non ha dubbi: «È solo un favore a Musk». A scagliarsi contro il ddl Spazio, che è stato approvato alla Camera e ora deve passare al vaglio del Senato, è tutto il centrosinistra. Ma il ministro delle Imprese, padre del provvedimento, replica agli attacchi rispetto ad un disegno di legge «varato a giugno e poi andato in Parlamento ben prima della vittoria di Trump» e dell’ascesa del fondatore di Tesla. «È tutto il contrario rispetto ad un regalo a Musk», puntualizza Adolfo Urso (FdI). Per il ministro, semmai, si fa concorrenza a Musk. «Si prefigura una costellazione nazionale su orbita bassa ai fini istituzionali di sicurezza e di difesa. L’indirizzo è chiaro: essere i primi in Europa a normare i privati e a indicare la via di una costellazione nazionale che possa fornirci quei servizi che fornisce anche Musk», dice Urso.
Per il centrosinistra alla fine le norme obbligheranno l’Italia ad utilizzare Starlink. Gli onorevoli hanno mostrato verso i banchi del governo cartelli con la scritta “Giù la Musk”. I parlamentari del Pd, di Avs e dei 5Stelle, oltre a quelli di Iv e Azione, definiscono la legge, che ha ottenuto 133 sì, 89 no e 2 astenuti, «un regalo» perché il governo è «sotto ricatto» di Musk. Tutto ruota attorno all’articolo 25, quello che permetterebbe a operatori stranieri di giocare un ruolo nei sistemi di comunicazione digitale in Italia. La norma istituisce una «riserva di capacità trasmissiva nazionale»: un sistema di trasmissioni da utilizzare in caso di calamità naturali, conflitti e situazioni di emergenza.
Proprio ieri Eva Berneke, ceo di Eutelsat, rete alternativa a Starlink, parla di colloqui «molto positivi con l’Italia», ma il governo smentisce poi che ci siano trattative in corso. E le opposizioni lamentano la bocciatura di tutti gli emendamenti rispetto al ddl Spazio che chiedevano di affidare il servizio a soggetti europei e istituzionali. Emendamenti nati da un confronto con la maggioranza, alcuni approvati in commissione. In aula, invece, il centrodestra ha optato per il testo blindato. Dialogo che aveva fatto arrabbiare il rappresentante di Musk in Italia, Andrea Stroppa. Disappunto finito su X: «Il Pd - ha scritto - ha impostato il suo contributo alla legge come una crociata anti-Musk e FdI gli è andata dietro». Da qui il cambio di strategia della maggioranza. «È bastato un post di Stroppa, un “non chiamateci più” da parte del rappresentante di Musk per far cambiare linea», dice Stefano Graziano del Pd. E aggiunge: «Il governo consegna il Paese a Trump». Marco Grimaldi di Avs sostiene che «ora è realtà il rischio che lo spazio diventi nuova terra di conquista». Accuse che il relatore del provvedimento, Roberto Mascaretti di FdI, respinge al mittente: «I colleghi non hanno letto bene le norme, è più facile fare polemica», E aggiunge: «Lo scopo del ddl è aprire le porte ai privati italiani».