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Da Autostrade a Fincantieri, si stringe sulle nomine

(ansa)

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Prima riunione tra i partiti di maggioranza sui 400 consiglieri da indicare. Sui vertici decideranno i leader con Giorgetti
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Entra nel vivo la partita delle nomine di primavera. Il primo atto ieri mattina: una riunione di maggioranza al dicastero dell’Agricoltura è servita a mettere in fila le considerazioni iniziali. Un incontro non decisivo, ma volto a inquadrare i 400 nomi che siederanno nei 90 consigli di amministrazione in scadenza. Le decisioni sui capoazienda e amministratori delegati, invece, verranno prese da un comitato ristretto composto dalla premier Giorgia Meloni insieme ai suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Con il supporto del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Così era già successo due anni fa per la prima tornata di nomine importanti affidata al governo di centrodestra. Questa volta le società sono di secondo livello, ma sono significative perché vanno a scadere i manager che erano stati nominati nel 2022 dall’esecutivo guidato da Mario Draghi. Il dossier nomine non dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, ma già la settimana prossima potr…

Entra nel vivo la partita delle nomine di primavera. Il primo atto ieri mattina: una riunione di maggioranza al dicastero dell’Agricoltura è servita a mettere in fila le considerazioni iniziali. Un incontro non decisivo, ma volto a inquadrare i 400 nomi che siederanno nei 90 consigli di amministrazione in scadenza. Le decisioni sui capoazienda e amministratori delegati, invece, verranno prese da un comitato ristretto composto dalla premier Giorgia Meloni insieme ai suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Con il supporto del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Così era già successo due anni fa per la prima tornata di nomine importanti affidata al governo di centrodestra. Questa volta le società sono di secondo livello, ma sono significative perché vanno a scadere i manager che erano stati nominati nel 2022 dall’esecutivo guidato da Mario Draghi. Il dossier nomine non dovrebbe finire sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, ma già la settimana prossima potrebbe svolgersi un incontro tra i tre leader.

Entrando nello specifico, sono in scadenza i cda di diverse aziende che dipendono direttamente o indirettamente da Cdp: la Cassa dovrebbe riunire a breve un comitato nomine per mettere a punto le liste. Le società controllate direttamente da Cdp sono Fincantieri (71,3%), Ansaldo Energia (99,5%), Cdp Real Estate (73%), Cdp Equity (100%) e Simest (76%), mentre attraverso Cdp reti sono da rinnovare i vertici di Snam e Italgas. Nella galassia del Mef risultano in scadenza i cda di Sace, Invitalia, Arexpo, Stm (in accordo con i francesi), Eutalia e Giubileo 2025.

Come sempre accade quando si apre il dossier delle nomine, sono molti i nomi che vengono fatti girare e che però poi possono cambiare all’ultimo momento. Muovendo da questo ragionamento sembra assodata la conferma di Pierroberto Folgiero alla guida di Fincantieri.

La poltrona su cui si addensano più nubi è quella di Roberto Tomasi in Aspi: il manager gode della fiducia del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ma è osteggiato dai fondi Blackstone e Macquarie presenti nella holding di controllo Hra insieme a Cdp che ha il 51%. Palazzo Chigi è intenzionato e rivedere con attenzione anche l’operato degli altri tre ad in scadenza: Alessandra Ricci di Sace, Stefano Venier di Snam e Paolo Gallo di Italgas.

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