Unicredit, gruppo da 12 miliardi di utile con la scalata a Bpm. E Orcel porta a casa Aion e Vodeno
a cura della redazione EconomiaMILANO – Da un lato i numeri del gruppo che nascerebbe, se la scalata su Banco Bpm (e indirettamente quella su Anima) andasse a buon fine. Dall’altro il closing dell’operazione annunciata nel luglio scorso, con la quale Unicredit porta a casa la belga Aion Bank e la polacca Vodeno.
Sul primo versante, quello interno, la banca guidata da Andrea Orcel presegue con la sua strategia di espansione e deposita i documenti sull'aumento di capitale a servizio dell'Offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata su Bpm in vista dell'assemblea del 27 marzo. Dalle tabelle allegate alle carte emerge come l'aggregazione tra Unicredit, Bpm e Anima (la società di gestione del risparmio sulla quale Bpm ha in corso un’Opa) darebbe vita a una realtà da 12 miliardi di uti…
MILANO – Da un lato i numeri del gruppo che nascerebbe, se la scalata su Banco Bpm (e indirettamente quella su Anima) andasse a buon fine. Dall’altro il closing dell’operazione annunciata nel luglio scorso, con la quale Unicredit porta a casa la belga Aion Bank e la polacca Vodeno.
Sul primo versante, quello interno, la banca guidata da Andrea Orcel presegue con la sua strategia di espansione e deposita i documenti sull'aumento di capitale a servizio dell'Offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata su Bpm in vista dell'assemblea del 27 marzo. Dalle tabelle allegate alle carte emerge come l'aggregazione tra Unicredit, Bpm e Anima (la società di gestione del risparmio sulla quale Bpm ha in corso un’Opa) darebbe vita a una realtà da 12 miliardi di utile pro forma nel 2024. Sempre nel caso in cui le offerte in corso ottenessero pieno successo.
I dati sono naturalmente teorici, si basano sui conti a fine dicembre e non includono costi una tantum né sinergie. L'unione dei numeri di bilancio delle tre società dà vita a un conto economico con margine di intermediazione da 30,2 miliardi, costi operativi per 14,4 miliardi e utile lordo da 15,8 miliardi. L'utile complessivo deriva dall'unione tra i 9,8 miliardi di profitti di Unicredit, gli 1,9 di Bpm e i 228 milioni di Anima.
L’ipotesi 50%
Qualora a conclusione dell'offerta di scambio su Banco Bpm Unicredit ottenesse il 'minimo sindacale' rappresentato dal 50% più un'azione della banca guidata da Giuseppe Castagna sarebbe "più elevato" il rischio che "eventi al di fuori del controllo dell'emittente possano ostacolare la fusione", dovendo inoltre affrontare l'eventualità di comportamenti "ostruzionistici" da parte di "alcuni azionisti Bpm ostili all'offerta". E' quanto si legge ancora tra le avvertenze nel documento informativo depositato da Unicredit.
Le maggiori difficoltà di traghettare la fusione in caso di possesso del 50% del capitale sono legate alla "minore incidenza della propria quota di voto e della conseguente difficoltà nel garantire che le proposte relative alla fusione (e alla futura gestione del gruppo Unicredit) raggiungano i quorum necessari per l'approvazione". Inoltre "nel caso in cui Bpm non diventasse una controllata interamente posseduta da Unicredit, alcuni azionisti di Bpm ostili all'offerta potrebbero porre in essere comportamenti conflittuali e/o ostruzionistici, potenzialmente ritardando la piena realizzazione delle azioni strategiche pianificate da Unicredit. Tali azionisti potrebbero, inoltre, determinare rischi in merito ai tempi e alle modalità con cui sarà realizzato il processo di integrazione post-acquisizione, con possibili scostamenti rispetto alle stime attuali".
Il ‘destino’ di Anima
Ad oggi Unicredit "non ha elaborato alcuna strategia in merito alla potenziale futura integrazione di Anima in conseguenza dell'offerta Bpm e alla sua potenziale integrazione nel gruppo UniCredit o alla sua potenziale cessione e, pertanto, gli investitori non dovrebbero fare affidamento sulla potenziale integrazione o cessione di Anima al momento di valutare - e prendere - qualsiasi decisione di investimento", si legge nel documento informativo depositato da Unicredit.
Oltre all'obiettivo della fusione del Banco in Unicredit, "non sono state assunte decisioni" da parte di Piazza Gae Aulenti "in merito a eventuali ulteriori operazioni straordinarie e/o riorganizzazioni societarie". Unicredit "non esclude di valutare in futuro l'opportunità" di realizzare "operazioni straordinarie ulteriori" rispetto alla fusione o "riorganizzazioni societarie e di business, in linea con gli obiettivi e le motivazioni dell'operazione, che saranno ritenute opportune anche al fine di garantire l'integrazione delle attività di UniCredit e di Bpm".
L’allargamento verso Nord ed Est Europa
Unicredit porta a casa la belga Aion Bank e la polacca Vodeno dal fondo Usa Warburg Pincus. L’operazione da 376 milioni di euro, annunciata il 24 luglio 2024, si è chiusa con le approvazioni da parte di tutte le autorità competenti ed è in linea con la nuova fase di accelerazione della strategia Unicredit Unlocked, che consente all’istituto di entrare in nuovi mercati, business e segmenti di clientela come dimostrano le scalate sulla tedesca Commerzbank e sul Banco Bpm lanciate di recente.
L’operazione guidata dall’ad di Unicredit Andrea Orcel “dimostra la disciplina in materia di acquisizioni, che vede l’istituto concentrato sul valore incrementale derivante dagli investimenti che permetteranno al gruppo di migliorare il supporto ai clienti e alle comunità in tutta Europa", si legge in una nota della stessa banca.
L'espansione avrà un impatto sostanziale sugli utili di Unicredit in meno di tre anni. L'investimento offre la possibilità di rientrare in Polonia e di espandersi in alcuni paesi dell'Europa occidentale.
UniCredit prevede di investire progressivamente fino a 200 milioni di euro, con un payback inferiore ai due anni e l'ambizione di aggiungere 2,5 milioni di clienti. L'acquisizione avrà un impatto negativo minimo sul Cet1 ratio consolidato di UniCredit, pari a circa 12 punti base.
L'operazione, inoltre, segna un'accelerazione dell'attività di Piazza Gae Aulenti nel digital banking. E’ una delle prime mosse da parte di una banca nell'acquisizione della proprietà di una nuova tecnologia (senza alcuna dipendenza da fornitori terzi). “Questo garantisce una forte differenziazione rispetto ai puri fornitori di tecnologia, alle nuove banche e agli operatori tradizionali in fase di trasformazione digitale”, continuano i vertici della banca che ha il suo quartier generale a Milano.
E grazie alle capacità combinate di Aion Bank e Vodeno, Unicredit “ha ora accesso a una piattaforma cloudbased innovativa, scalabile e flessibile, basata su connettività Api e con tecnologia smart contract incorporata, il tutto integrabile con i processi e le procedure della banca”.
La tecnologia
Oltre a sfruttare la licenza bancaria e la consolidata offerta mobile-first di Aion Bank per i clienti retail e Pmi, Unicredit potrà espandere l'attuale offerta Banking-as-a-Service (BaaS) di Aion Bank e Vodeno nei principali mercati europei, tra cui Germania e Polonia. In questo modo la banca potrà integrare i propri servizi - dall'accesso al conto e ai depositi ai prestiti, ai pagamenti e ai programmi di fidelizzazione - direttamente nelle piattaforme digitali non bancarie, facilitando l'esperienza dei clienti senza soluzione di continuità.
"Questa è la dimostrazione dei risultati resi possibili dal nostro piano strategico e di tutti i successi che potremo raggiungere in futuro, a partire dal grande valore già generato da questo investimento", commenta Orcel. "Il nostro impegno a fornire costantemente i migliori rendimenti sul mercato e distribuzioni sostenibili nel tempo – continua l’amministratore delegato – è perfettamente bilanciato con l'impegno a investire nel futuro. In questo contesto, Aion Bank e Vodeno rappresentano un investimento sia per migliorare la nostra capacità tecnologica, attraverso l'acquisizione di un team collaudato che ha sviluppato uno dei sistemi bancari più moderni e flessibili in circolazione, sia per il nostro business, consentendoci di crescere in modo significativo attraverso l'ingresso in nuovi mercati, settori e segmenti di clientela", sottolinea il banchiere.