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NoiPa, il paradosso degli statali: scattano gli aumenti, ma a marzo lo stipendio è più basso

Il tavolo di contrattazione all'Aran del contratto degli statali 
Il Mef: “I tempi di adeguamento dei sistemi sono dettati anche dalla necessità di eseguire l’upgrade del sistema come richiesto dalla policy di sicurezza. Ad aprile in busta paga anche indennità di amministrazione e di vacanza contrattuale”. Gli aumenti contrattuali (e gli arretrati) saranno riconosciuti con un bonifico a parte, già a marzo
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ROMA – Arrivano gli aumenti contrattuali per i dipendenti di ministeri e agenzie statali, ma le buste paga sono più leggere persino nel confronto con lo scorso anno. E’ il paradosso degli stipendi di marzo della Pubblica amministrazione, un pasticcio che ha innescato un’accesa discussione tra i sindacati che hanno firmato e quelli che non hanno firmato l’ultimo rinnovo delle funzioni centrali, e tra gli stessi lavoratori.

“Le strutture del Mef, con tutte le risorse disponibili impiegate su questa attività, sono al lavoro per poter applicare nel più breve tempo possibile il beneficio derivante dal cosiddetto “taglio del cuneo fiscale” a coloro cui spetterà. – afferma il ministero dell’Economia, rispondendo alle domande di Repubblica – Tuttavia…

ROMA – Arrivano gli aumenti contrattuali per i dipendenti di ministeri e agenzie statali, ma le buste paga sono più leggere persino nel confronto con lo scorso anno. E’ il paradosso degli stipendi di marzo della Pubblica amministrazione, un pasticcio che ha innescato un’accesa discussione tra i sindacati che hanno firmato e quelli che non hanno firmato l’ultimo rinnovo delle funzioni centrali, e tra gli stessi lavoratori.

“Le strutture del Mef, con tutte le risorse disponibili impiegate su questa attività, sono al lavoro per poter applicare nel più breve tempo possibile il beneficio derivante dal cosiddetto “taglio del cuneo fiscale” a coloro cui spetterà. – afferma il ministero dell’Economia, rispondendo alle domande di Repubblica – Tuttavia, si segnala che non sarebbe stato in ogni caso possibile applicare a gennaio le disposizioni introdotte dalla legge di bilancio e che i tempi di adeguamento dei sistemi sono dettati anche dalla necessità di eseguire l’upgrade del sistema come richiesto dalla policy di ACN (Agenzia per la cybersicurezza nazionale) in tema di sicurezza”.

Il tavolo di contrattazione all'Aran del contratto degli statali 

Sul sito della piattaforma digitale NoiPa, la società che fa capo al ministero dell’Economia e che gestisce le buste paga di buona parte dei dipendenti pubblici, c’è l’annuncio dell’arrivo degli “adeguamenti retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) 2022-2024 del comparto Funzioni centrali”: un aumento medio di 160 euro lordi mensili, circa il 6%, e fino a 1.000 euro circa.

Si legge ancora sul portale, “l’adeguamento dei tabellari stipendiali sarà visibile nell’emissione ordinaria, quindi sul cedolino mensile di marzo; il pagamento degli arretrati avverrà, invece, tramite un'emissione speciale, con esigibilità entro il mese di marzo stesso”.

La sede del Mef in via XX Settembre a Roma 

Nessuna risposta, però, sul taglio del cuneo fiscale, di cui beneficiano gli statali con uno stipendio inferiore a 40mila euro lordi annui, cioè la maggior parte. E non solo: mancano all’appello anche le somme relative all’adeguamento delle indennità di amministrazione, previste da un decreto pubblicato pochi giorni fa. Anche su quest’aspetto il Mef annuncia che la nuova indennità di amministrazione e quella di vacanza contrattuale arriveranno con lo stipendio di aprile.

Le contestazioni sono arrivate sia da quasi tutti i sindacati che hanno firmato il contratto (Cisl Fp, Confintesa, Confsal Unsa e Flp), che dalla UilPa, che, come la Fp Cgil e l’Usb, invece non lo ha firmato. Confintesa ha scritto oggi per la seconda volta ai vertici del Tesoro e dei Sistemi informativi per chiedere di individuare i responsabili degli errori e prendere provvedimenti. La segretaria Claudia Ratti sottolinea, riferendosi alla mancata applicazione del bonus aggiuntivo previsto dall’articolo 1 comma 4 della legge di Bilancio, che “l’omissione di tale fondamentale voce retributiva costituisce una palese violazione di legge e un danno economico diretto per un’ampia platea di dipendenti pubblici”.

I chiarimenti del ministero non sono ritenuti soddisfacenti neanche dal segretario della Flp Marco Carlomagno: «Chiediamo al governo di fare immediata chiarezza su quanto avvenuto e in particolare sulle responsabilità che stanno alla base di comportamenti che ostacolano i risultati raggiunti. - afferma - L’impegno delle organizzazioni sindacali che hanno firmato il contratto delle Funzioni Centrali non possono essere vanificati dai ritardi e dalle inefficienze di strutture, come quelle del Mef, diretta espressione del governo, che pure avrebbe dovuto vigilare su di loro". Carlomagno precisa che i ritardi sono molteplici, e che era stata data assicurazione che gli aumenti arretrati sarebbero arrivati entro il mese di febbraio.

Sul sito web di Confsal-Unsa è visibile un lungo post: “Chi poteva immaginare che una struttura così importante per i dipendenti pubblici da loro amministrati avrebbe mostrato tutte queste inefficienze?”. Poi l’elenco di tutte le voci mancanti dallo stipendio di marzo. Il segretario Massimo Battaglia afferma che “le giustificazioni di NoiPa rispetto al caos dei cedolini dei primi tre mesi dell’anno, fanno veramente saltare i nervi”, e aggiunge che “a pensar male non si sbaglia mai”.

Scettica anche la UilPa, che sottolinea come “i lavoratori si sono accorti che il salario è sceso rispetto non solo a quello del mese precedente, ma anche rispetto a quanto percepito lo scorso anno”. Il segretario Sandro Colombi sottolinea come “chi ha definito questo il miglior contratto possibile non può ignorare il peso della realtà. Una trattativa più incisiva e realmente orientata alla tutela dei lavoratori avrebbe potuto ottenere risultati migliori”.

Le polemiche investono anche i contratti non ancora firmati, e cioè quello della sanità e delle funzioni locali. Il nuovo decreto Pa (non ancora arrivato in Gazzetta Ufficiale) stanzia 190 milioni di euro per l’incremento dei fondi di amministrazione. Si tratta di 50 euro mensili che si aggiungono agli aumenti già previsti dal contratto, e che però aumentano le distanze con i dipendenti locali, che hanno le retribuzioni più basse della Pubblica amministrazione.

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