Dazi, Trump al Canada: chiuderete il settore auto. Ma poi fa dietrofront
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON – Mettere in ginocchio l’economia del Canada, per costringerlo ad accettare di diventare il cinquantunesimo stato degli Usa. È difficile dare un’interpretazione diversa alla guerra commerciale che Trump ha rilanciato ieri, alzando al 50% i dazi imposti sulle importazioni dal Paese confinante, anche perché è stato lui ad offrirla. Poi Trump ha fatto di nuovo marcia indietro, ma il messaggio politico rimane quello.
Ieri mattina, sul social Truth, il presidente ha annunciato che come ritorsione ai dazi del 25% sull’elettricità imposti dall’Ontario, «ho incaricato il mio segretario al Commercio di aggiungere una tariffa aggiuntiva del 25%, arrivando quindi al 50%, su tutto l’acciaio e l’alluminio in arrivo dal Canada». Quindi ha aggiunto: «Se Ottawa non eli…
WASHINGTON – Mettere in ginocchio l’economia del Canada, per costringerlo ad accettare di diventare il cinquantunesimo stato degli Usa. È difficile dare un’interpretazione diversa alla guerra commerciale che Trump ha rilanciato ieri, alzando al 50% i dazi imposti sulle importazioni dal Paese confinante, anche perché è stato lui ad offrirla. Poi Trump ha fatto di nuovo marcia indietro, ma il messaggio politico rimane quello.
Ieri mattina, sul social Truth, il presidente ha annunciato che come ritorsione ai dazi del 25% sull’elettricità imposti dall’Ontario, «ho incaricato il mio segretario al Commercio di aggiungere una tariffa aggiuntiva del 25%, arrivando quindi al 50%, su tutto l’acciaio e l’alluminio in arrivo dal Canada». Quindi ha aggiunto: «Se Ottawa non eliminerà le sue tariffe contro di noi, il 2 aprile aumenterò sostanzialmente i dazi sulle auto in arrivo negli Usa, il che farà chiudere definitivamente il settore della produzione automobilistica in Canada». La nuova tariffa del 25% su alluminio e acciaio entra in vigore oggi, ma Ottawa «deve immediatamente eliminare quella sui prodotti caseari».
La ritorsione dunque è stata scatenata dalla decisione del premier dell’Ontario Doug Ford, che ha risposto ai dazi di Trump imponendo tariffe del 25% sull’energia elettrica fornita a Michigan, Minnesota e New York. Ford ha accusato il capo della Casa Bianca di provocare una recessione, e ha minacciato di staccare del tutto la spina. Perciò il presidente ha risposto così: «Perché il nostro Paese permetterebbe a un altro di fornirci elettricità, anche per una piccola area? Immaginate il Canada che si abbassa così tanto da usare l’elettricità, che ha grande impatto sulla vita di persone innocenti, come merce di scambio e minaccia? Pagheranno un prezzo finanziario per questo così alto che se ne leggerà nei libri di storia per molti anni a venire!».
Quindi ha aggiunto: «A breve dichiarerò un’emergenza nazionale per l’elettricità nell’area minacciata». Poco dopo Ford ha fatto marcia indietro, annunciando la sospensione dei dazi del 25% sull’energia elettrica, dopo un colloquio con il segretario al Commercio Lutnick per rivedere gli accordi bilaterali, e il presidente Trump ha così fermato i nuovi dazi. La motivazione profonda di questo scontro però l’ha data Trump stesso, ribadendo che «l’unica cosa sensata per il Canada è diventare il cinquantunesimo Stato americano. I dazi spariranno, le tasse caleranno, sarete protetti sul piano militare, e diventerete parte del più potente paese al mondo».
Il nuovo premier canadese, Mark Carney, ha risposto così: «Manterremo le nostre tariffe finché gli americani non ci mostreranno rispetto e non prenderanno impegni credibili e affidabili per un commercio libero ed equo». Quindi ha minacciato una risposta con «il massimo impatto sugli Usa».
Trump, presentandosi nel cortile della Casa Bianca con Elon Musk, che annuncia il raddoppio della produzione di Tesla negli Usa, passa in rassegna le auto per acquistarne una. «Non vedo una recessione. L’America vivrà un boom. Posso ottenerlo in maniera soffice o dura, ma quella dura darà vantaggi di lungo termine molto più grandi», dice Trump. Poco dopo, partecipando ad una tavola rotonda con i principali ceo delle aziende americane, ha aggiunto: «I mercati salgono e scendono, non ci bado. Ho un Paese da rifondare. Arrivano investimenti senza precedenti, i dazi stanno avendo un impatto molto positivo».