Il Garante contro Eni Plenitude: “Negato ai clienti il diritto di recesso in caso di aumenti”
di Aldo FontanarosaROMA – L’Antitrust, garante dei diritti dei consumatori, avvia un’istruttoria (un’indagine) su Eni Plenitude sospettando una pratica commerciale scorretta.
Un fornitore di luce e gas come Eni Plenitude ha il diritto di decidere degli aumenti in bolletta. Gli aumenti però devono essere comunicati agli utenti perché questi possano esercitare il diritto di chiudere il contratto per passare ad un altro fornitore. Passaggio da un fornitore all’altro che deve avvenire senza alcuna spesa.
Il diritto di recesso è uno dei pilastri del Codice del Consumo, che fissa tutte le garanzie in favore delle famiglie e delle imprese.
Le segnalazioni del 2024
Ora, Eni Plenitude avrebbe inviato la comunicazione degli aumenti agli abbonati. Ma un “numero rilevante” di queste comunicazioni – sospetta ora l’Antitrust – non è andata a buon fine.
In altre parole, le persone non avrebbero ricevuto la comunicazione. E senza comunicazione non hanno potuto esercitare il diritto a passare a un altro fornitore.
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ROMA – L’Antitrust, garante dei diritti dei consumatori, avvia un’istruttoria (un’indagine) su Eni Plenitude sospettando una pratica commerciale scorretta.
Un fornitore di luce e gas come Eni Plenitude ha il diritto di decidere degli aumenti in bolletta. Gli aumenti però devono essere comunicati agli utenti perché questi possano esercitare il diritto di chiudere il contratto per passare ad un altro fornitore. Passaggio da un fornitore all’altro che deve avvenire senza alcuna spesa.
Il diritto di recesso è uno dei pilastri del Codice del Consumo, che fissa tutte le garanzie in favore delle famiglie e delle imprese.
Le segnalazioni del 2024
Ora, Eni Plenitude avrebbe inviato la comunicazione degli aumenti agli abbonati. Ma un “numero rilevante” di queste comunicazioni – sospetta ora l’Antitrust – non è andata a buon fine.
In altre parole, le persone non avrebbero ricevuto la comunicazione. E senza comunicazione non hanno potuto esercitare il diritto a passare a un altro fornitore.
Scrive l’Antitrust in una nota che “numerosi consumatori hanno segnalato all’Autorità di aver subìto il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura delle offerte di luce e gas, senza ricevere la preventiva comunicazione da parte della società”. Le segnalazioni dei consumatori sono arrivate all’Antitrust tra maggio e settembre 2024.
Le ispezioni
A caccia di prove della possibile pratica commerciale scorretta, funzionari dell’Antitrust – supportati dalla Guardia di Finanza – hanno fatto ispezioni ieri nelle sedi di Eni Plenitude e della casa madre, Eni Spa.
In una replica, Eni Plenitude si dice “convinta della correttezza del proprio operato nei confronti dei clienti”. L’azienda “collaborerà con l'Antitrust per dimostrarlo nelle sedi opportune”.
Si muove il Codacons
Ecco l’associazione dei consumatori Codacons: “E' bene che l'Antitrust faccia chiarezza su possibili comportamenti scorretti delle società energetiche sul fronte dei rinnovi dei contratti ai clienti”.
E ancora: “Il recesso è un diritto dei consumatori che deve essere sempre fatto valere. Se al termine del procedimento saranno riscontrate irregolarità, chiederemo a Eni Plenitude di aprire un tavolo con le associazioni dei consumatori per studiare le possibili forme di indennizzo in favore dei clienti coinvolti, anche sotto forma di sconti sulle bollette”.
Dice Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti: “Da tempo abbiamo segnalato alle società di luce e gas le criticità denunciate dai consumatori sul fronte del rinnovo dei contratti, anomalie che non riguardano solo Eni Plenitude ma coinvolgono diversi operatori”.