Economia

Tesla preoccupata dai dazi Usa e dalle ritorsioni sui mercati

Trump acquista una Tesla da Musk

Trump acquista una Tesla da Musk

 

Le paure contenute in una lettera del produttore al rappresentante del Commercio Usa. E dopo Trump anche Israele è pronta a comprare le auto di Musk

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Roma – Tesla teme ritorsioni dai mercati con scontro sui dazi. Può sembrare un paradosso, visto che il fondatore e capo, Elon Musk, è il primo sostenitore del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e delle sue politiche, compresa quella sulle tariffe applicate a diversi Paesi e settori. In una lettera al rappresentante al commercio americano che ha richiesto commenti pubblici in merito alla possibilità che le aziende americane possano essere colpite dalle pratiche commerciali.

Tesla è “vulnerabile a potenziali mosse di ritorsione da parte di altri Paesi in seguito all'intensificarsi dello scontro commerciale” innescato dai dazi Usa. Il costruttore di auto elettriche mette in guardia l'amministrazione: Gli esportatori statunitensi sono intrinsecamente esposti a impatti sproporzionati quando altri Paesi rispondono alle azioni commerciali statunitensi. Le passate azioni commerciali degli Stati Uniti hanno suscitato “reazioni immediate da parte dei Paesi presi di mira", anche con un "aumento dei dazi sui veicoli elettrici importati".

Basterà la scelta di Trump di passare in rassegna le Tesla davanti alla Casa Bianca e di comprare un’auto elettrica per ravvivare le vendite? Difficile. Trump ha chiamato più volte “patriota” Musk mentre osservava le vetture parcheggiate. Veicoli a batteria che, negli Stati Uniti, hanno perso qualsiasi sovvenzione e contributo proprio per volere del nuovo presidente. Musk rilancia e dice che l’obiettivo di Tesla è raddoppiare la produzione negli Stati Uniti. Fuori dagli Usa la situazione non è delle migliori.

Da inizio anno il titolo ha perso più del 40% e l'attesa per la nuova Model Y, che ha appena debuttato, non basta a spiegare le difficoltà di Tesla. A febbraio le vendite in Germania sono diminuite del 76%, in Svezia del 42%, in Francia nei primi due mesi del 45%. Il tutto mentre in una parte dell'opinione pubblica europea cresce l'indignazione per le "sparate" dell'uomo più ricco del mondo. Anche in Cina la situazione non è delle migliori: a febbraio le vendite hanno fatto registrare un crollo del 49%.Un aiuto arriva da Israele che ha chiesto alla Tesla di presentare un'offerta per fornire auto elettriche ai funzionari governativi. Lo riporta il The Times of Israel. Notizia confermata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con un tweet su X

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