Renzi: “Sul caso Paragon la premier abbia il coraggio di togliere il segreto di Stato”
Matteo RenziL'ex premier Matteo Renzi, oggi senatore e leader di Italia viva
(agf)Quello che stiamo percorrendo è un crinale molto pericoloso. Se lo Stato può intercettare in modo abusivo e illegittimo – perché ricordiamolo: Paragon contesta all’Italia di aver esagerato con il trojan, dice che l’Italia ha utilizzato in modo scorretto il proprio malware – intercettando un attivista politico perché sull’immigrazione la pensa in modo diverso dal governo, è una cosa di rara gravità. Ma se addirittura si viola anche la legge aggredendo un giornalista, Francesco Cancellato, siamo oltre ogni regola. E che dire di don Mattia, che è un comune sacerdote, certo. Ma è anche un volto televisivo. E soprattutto è una persona che parla, spesso, al telefono con un signore che si chiama papa Francesco. Non sarà che qualcuno ha voluto mettere sotto controllo don Mattia anche per questo? E soprattutto: possiamo avere la certezza che nessuno abbia mai firmato una richiesta di intercettazione preventiva per una delle sim intestate a don Mattia?
Quello che stiamo percorrendo è un crinale molto pericoloso. Se lo Stato può intercettare in modo abusivo e illegittimo – perché ricordiamolo: Paragon contesta all’Italia di aver esagerato con il trojan, dice che l’Italia ha utilizzato in modo scorretto il proprio malware – intercettando un attivista politico perché sull’immigrazione la pensa in modo diverso dal governo, è una cosa di rara gravità. Ma se addirittura si viola anche la legge aggredendo un giornalista, Francesco Cancellato, siamo oltre ogni regola. E che dire di don Mattia, che è un comune sacerdote, certo. Ma è anche un volto televisivo. E soprattutto è una persona che parla, spesso, al telefono con un signore che si chiama papa Francesco. Non sarà che qualcuno ha voluto mettere sotto controllo don Mattia anche per questo? E soprattutto: possiamo avere la certezza che nessuno abbia mai firmato una richiesta di intercettazione preventiva per una delle sim intestate a don Mattia?
La copertina del libro "L'influencer", firmato da Matteo Renzi e pubblicato per Piemme da Mondadori Libri spa
Su questo tema le altre forze politiche si stancano quasi subito, noi no. Io no. Rimanessi anche l’ultimo, andrò avanti fino alla fine – costi quel che costi – per capire chi ha intercettato un giornalista nel 2024 in Italia. Per capire se qualcuno è così istituzionalmente arrogante da pensare di poter spiare persino chi parla con il papa. O più semplicemente chi cerca di salvare vite umane, anche se al governo non piace l’idea. (…)
Mi dispiace che Meloni e Mantovano non capiscano la gravità di quello che sta accadendo.
Chi non mi ama scrive sui social: "Ma perché parli tanto di servizi segreti, tu?” E ricorda un’incredibile vicenda, quella in cui sono stato fotografato in un autogrill di Fiano Romano con Marco Mancini, allora dirigente dell’intelligence italiana. Ho già detto tutto quello che dovevo dire su quella vicenda. Ma siccome io sì che non sono ricattabile – per utilizzare le espressioni trite e ritrite dell’influencer Meloni – ho deciso contestualmente all’uscita di questo libro di scrivere una lettera alla premier.
“Cara Giorgia, se davvero credi alla trasparenza delle istituzioni e rispetti le opposizioni, ti chiedo di essere, per una volta, coerente. Ogni giorno che passa ripeti come un mantra la frase che non sei ricattabile. Siccome non lo sono nemmeno io, permettimi di dimostrarlo. Togli il segreto di Stato che è stato apposto sulla ‘vicenda autogrill’. Perché è davvero una barzelletta che l’Italia che riporta a casa il criminale libico senza spiegare in che cosa consista il segreto di Stato, che l’Italia che non riesce a dire chi ha spiato con Paragon un giornalista o un attivista politico, metta il segreto di Stato per una banalissima fermata all’autogrill di un parlamentare dell’opposizione. Io non ho problemi a conoscere la verità”.
"Diceva un predecessore tuo e mio, molto più autorevole di entrambi, Aldo Moro: ‘Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta a essere coraggiosi’. Sii coraggiosa, Giorgia, se sei capace. Io non ho nulla da temere. E sotto la mia presidenza non si sono mai verificati strani casi come quello accaduto sotto casa tua, alla macchina del tuo (ex) fidanzato, nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 2023”.
"Strani casi in cui in un primo momento sono stati chiamati in ballo uomini della tua scorta che poi, casualmente, sono stati allontanati dal tuo dispositivo. Tutte cose che – sia chiaro – a me non interessano. A me non interessa di te, del tuo ex compagno, della sua macchina, della tua scorta. Mi interessa del Paese. L’Italia ha messo il segreto di Stato su una sosta all’autogrill. Non ti sembra ridicolo e assurdo? Togli il segreto, tu puoi farlo. E piuttosto vieni in aula e mettici la faccia, spiegando che cosa hai fatto sulla vicenda Al-Masri e chi ha utilizzato in modo illegittimo Paragon. Un saluto, a presto, Matteo”.
Chissà se Giorgia Meloni risponderà a questa missiva. Spero tanto che lo faccia. E apprezzerei se davvero desse un segno di civiltà politica rimuovendo il segreto.
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