ROMA – Mario Draghi parla nella sala Koch di Palazzo Madama per un'audizione davanti a tre Commissioni riunite di Camera e Senato (Affari Europei, Bilancio e Attività Produttive). L'ex premier e presidente della Bce presenta il suo Rapporto sulla competitività, già illustrato al Parlamento europeo il 17 settembre scorso. Difesa comune europea – “un passaggio obbligato” – debito comune e sicurezza dopo la svolta di Donald Trump sono i temi principali sul tavolo. Come i dazi, “che hanno sconvolto l’ordine internazionale”. E il costo dell’energia, tanto che in cima all’elenco delle azioni necessarie per la competitività europea c’è la riduzione delle bollette. "Una seria politica di rilancio della competitività europea – ha spiegato Draghi – deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette, per imprese e famiglie".
Quando l’ex presidente del Consiglio, su impulso della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, ha stilato il suo rapporto, Trump non era ancora stato eletto. Nel frattempo sono arrivati i dazi, appunto, “che hanno sconvolto l’ordine internazionale”. Quindi il paventato disimpegno Usa dalla Nato. E il piano di riarmo europeo (RearmEu) per dare al Vecchio continente una difesa integrata. Ma in tutto questo, ha sostenuto Draghi davanti ai parlamentari, il suo Rapporto non è diventato “obsoleto”. Anzi, il quadro internazionale lo ha reso “più urgente”.
Draghi: “Ottocento miliardi per RearmEu? Forse ora serve di più, coinvolgere privati”
La stima di 800 miliardi del RearmEu, "a cui sono arrivati indipendentemente sia la Commissione europea che la Bce, quindi presumibilmente solida", era stata fatta prevedendo "il raggiungimento del 2% degli obiettivi concordati per la Nato. Probabilmente, con queste nuove esigenze saranno più degli 800 miliardi, che è un numero abbastanza robusto, ma è il fabbisogno che presumibilmente non può che essere soddisfatto dal settore pubblico a regole invariate", ha spiegato l’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, in audizione al Senato. Per reperire queste nuove risorse, oltre al debito comune, occorre "coinvolgere di più il settore privato" e "risparmiare sugli sprechi" anche grazie a una deregolamentazione.
Colloquio La Russa-Draghi dopo l’audizione in Senato
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, secondo quanto si apprende, sta incontrando l'ex premier Mario Draghi. Il colloquio avviene dopo la lunga audizione di Draghi davanti le commissioni congiunte di Camera e Senato in sala Koch.
Draghi: sulla difesa è ovvio che va ceduta sovranità nazionale
"Molti mi chiedono, bisogna cedere sovranità? beh certo", ha ribadito Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue, durante la sua audizione parlamentare. L’ex premier ha usato, nella sua risposta alle domande dei parlamentari, l'esempio dell'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi relativo agli ultimi passi dell'Italia prima dell'ingresso nell'euro. "Ciampi mi diceva: 'Tutti mi dicono perché vuoi fare euro? Ora sei sovrano. Io rispondo sempre che non sono sovrano, non conto niente, oggi devo fare quello che fa la Bundesbank! domani sarò a un tavolo e avrò una fettina di sovranità’".
Dazi, Draghi: “Si capiva che sarebbe stata guerra commerciale, Europa più vulnerabile”
"Si capiva già che saremmo andati verso una guerra commerciale e l'Europa è più vulnerabile di tutti gli altri, perché" avendo buona parte del proprio Prodotto interno lordo prodotto dalle esportazioni "ci colpiscono di più di quanto possiamo fare noi a loro". È quanto ha evidenziato l'ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, in audizione davanti alle commissioni Unione europea, Bilancio e Industria e agricoltura del Senato e Bilancio, Attività produttive Politiche dell'Unione europea della Camera, in merito al Rapporto sul futuro della competitività europea.
Draghi: “Soluzioni bilaterali sono ciò che vogliono i nemici dell’Ue, se si sta insieme più potere contrattuale”
Sul fronte del commercio estero "gli Stati Uniti hanno fondamentalmente progressivamente operato uno stacco dal sistema cinese, gli investimenti diretti americani in Cina si sono completamente fermati già da diversi anni, mentre invece i nostri sono continuati. Allora si è creata questa situazione in cui ci sono delle fortissime interdipendenze tra l'Europa e la Cina, tra la nostra struttura industriale e quella cinese. L'atteggiamento dell'amministrazione americana finora è stato quello di lasciarci navigare in questa situazione, nel senso che quello che ci si chiedeva di fare è di stare attenti che queste interdipendenze non toccassero dei settori ad alta tecnologia, dei settori delicati per la sicurezza e via".
Ora, ha proseguito Draghi, "se questo non avviene noi dovremmo seriamente considerare quale sarà il nostro posizionamento in futuro, perché gli interessi soprattutto di altri paesi, non tanto quelli italiani, sono fortemente integrati con la Cina. Il reddito degli investimenti diretti della Germania in Cina è cresciuto del 50% negli ultimi 6-7 anni. La Svezia per esempio ha completamente chiuso, in Svezia non ci sono più proprietari svedesi delle fabbriche di automobili. Questo è un problema, è una questione che dovremmo affrontare, ma questa e tutte le altre sono tutte cose che si affrontano insieme. L'idea di soluzioni bilaterali è quello in fondo che vogliono i nemici dell'Unione europea, ma non sono per niente sicuro che sia quello che fa bene a noi: anche come potere contrattuale, se si sta insieme si ha più potere contrattuale che se si sta da soli".
Draghi: “Rapporto non è obsoleto, ma ancora più urgente”
C'è stato "un mutamento dell'ordine internazionale in parte annunciato, in parte improvviso per la rapidità con cui tutti questi cambiamenti sono stati annunciati o attuati". Così l'ex premier Mario Draghi nelle risposte durante l'audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e del Senato sul Rapporto sul futuro della competitività europea, nel ringraziare tutti i presenti. In questo contesto il Rapporto "non è obsoleto ma ancora più urgente" perché se "non riusciamo a focalizzarci di più sui settori" che aumentano maggiormente la crescita come il digitalee "a fare crescere l'industria tradizionale, non riusciremo neanche a soddisfare questi nuovi bisogni", ha affermato Draghi.
Draghi: "Sicurezza e prosperità Ue sconvolte e messe in dubbio dal nostro maggiore alleato"
Borghi (Lega) a Draghi: “L'idea che mio figlio vada in battaglia per una guerra decisa da Macron non è tra le mie priorità”
Il senatore della Lega Claudio Borghi è tra i più critici di Mario Draghi e del suo Rapporto. Borghi contesta all'ex premier di aver cambiato idea rispetto a quando era presidente della Bce. "Vedo con gioia qui si parla di più deficit e più debito. Cosa è successo per arrivare a queste conclusioni?". Borghi ricorda quindi la lettera Draghi-Trichet del 2011, in cui si invitava l'Italia a prendere misure per il contenimento della spesa pubblica. Anche sulla difesa comune Borghi prende le distanze. "L'idea che mio figlio vada in battaglia per una guerra decisa da Macron non è tra le mie priorità".
Il testo integrale dell’intervento di Draghi
Draghi, disaccoppiare prezzo rinnovabili da quello delle fonti fossili
“Occorre certamente accelerare lo sviluppo di generazione pulita e investire estesamente nella flessibilità e nelle reti. Ma occorre anche disaccoppiare il prezzo dell'energia prodotta dalle rinnovabili e dal nucleare da quello dell'energia di fonte fossile", ha sostenuto Mario Draghi presentando il suo Rapporto sul futuro della competitività europea.
"Il ricorso al debito comune è l’unica strada"
"La difesa comune dell'Europa" è "un passaggio obbligato per utilizzare al meglio le tecnologie che dovranno garantire la nostra sicurezza". Un processo nel quale "gli angusti spazi di bilancio non permetteranno ad alcuni Paesi significative espansioni del deficit" e dunque "il ricorso al debito comune è l'unica strada", ha rimarcato Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue, secondo cui interventi nazionali a scapito della spesa sociale e sanitaria sarebbero "la negazione" dell'identità europea che vogliamo proteggere difendendoci dalla minaccia dell'autocrazia.
“Difesa comune dell'Europa diventa passaggio obbligato”
"La difesa comune dell'Europa diventa passaggio obbligato per sviluppare le tecnologie in grado di garantire la nostra sicurezza". Draghi individua nel frazionamento degli investimenti nazionali uno dei problemi principali da affrontare per rendere l'Europa più indipendente dal punto di vista della sicurezza e della difesa. "Tra il 2020 e il 2024, gli Stati Uniti hanno fornito il 65% dell’importazione di sistemi di difesa degli Stati Europei aderenti alla Nato - ragiona Mario Draghi - Nello stesso periodo l’Italia ha importato circa il 30% dei suoi apparati di difesa dagli Stati Uniti". Se l'Ue riuscisse a coordinare i propri investimenti "ne avrebbe certamente un maggior ritorno industriale, nonché un rapporto più equilibrato con l’alleato atlantico anche sul fronte economico."
Difesa Ue, von der Leyen presenta il suo piano Rearm Europe: "Dobbiamo agire con rapidità"
"Abbiamo un mercato unico per i dentifrici ma non per l'Intelligenza artificiale"
Secondo Draghi, negli anni l'Ue ha prodotto una quantità esagerata di norme e regolamenti che hanno imbrigliato l'iniziativa individuale, soprattutto nel settore dei servizi. In quelli di maggiore crescita, come quello digitale e tecnologico, l'Unione ha solo potuto inseguire. "Non si tratta di proporre una deregolamentazione selvaggia ma solo un po’ meno di confusione", la proposta di Draghi
Draghi, su difesa Ue serve una catena di comando continentale
Per la difesa europea "occorre definire una catena di comando di livello superiore che coordini eserciti eterogenei" e che "sia in grado di distaccarsi dalle priorità nazionali operando come sistema della difesa continentale".
Lo ha detto Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue, secondo cui "occorrerebbe che l'attuale procurement europeo per la difesa - pari a circa 110 miliardi di euro nel 2023 - fosse concentrato su poche piattaforme evolute invece che su numerose piattaforme nazionali". Un frazionamento "deleterio": a fronte di investimenti complessivi comunque elevati, i Paesi Ue alla fine acquistano gran parte delle piattaforme militari dagli Stati Uniti.
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Draghi, su prezzi bassi rinnovabili cittadini stanchi di aspettare
“Occorre sostenere l'azione della commissione in quest'area ed è fondamentale una rapida attuazione dei provvedimenti. Anche per quanto riguarda il gas è necessaria una maggiore trasparenza sui prezzi di acquisto alla fonte. Il beneficio dei più bassi costi operativi delle rinnovabili raggiungeranno pienamente gli utenti finali solo tra molti anni. I cittadini ci stanno dicendo che sono stanchi di aspettare. La stessa decarbonizzazione è a rischio. I prezzi all'ingrosso dell'elettricità dipendono dal mix di generazione ma anche da come si forma il prezzo". Lo ha detto Mario Draghi davanti alle commissioni Bilancio, Industria e Politiche Ue di Senato e Camera, ascoltato sul rapporto sul futuro della competitività europea.
Energia, Draghi: taglio bollette famiglie e imprese per rilancio competitività Ue
"Una seria politica di rilancio della competitività europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette, per imprese e famiglie". Così Mario Draghi davanti alle commissioni Bilancio, Industria e Politiche Ue di Senato e Camera, ascoltato sul rapporto sul futuro della competitività europea. "Nei prezzi finali ai consumatori - ha detto Draghi - incide anche la tassazione, in Italia tra le più elevate dell’Europa. Nel primo semestre del 2024, l'Italia risultava il secondo Paese europeo con il più alto livello di imposizione e prelievi non recuperabili per i consumatori elettrici non domestici. Costi dell'energia così alti pongono le aziende, europee e italiane in particolare, in perenne svantaggio nei confronti dei concorrenti stranieri. È a rischio non solo la sopravvivenza di alcuni settori tradizionali, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie a elevata crescita. Si pensi ad esempio all'elevato consumo necessario per i data center".
Draghi: ordine internazionale sconvolto dai dazi Usa
"La nostra prosperità, già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner. I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee". Lo ha detto Mario Draghi consulente speciale della presidente della Commissione Ue, spiegando che oggi "sono posti in discussione" i valori fondanti dell'Ue, e cioè "pace, prosperità, solidarietà e, insieme all'alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza".
Draghi: torno in Parlamento con emozione e gratitudine
"E' la prima volta che torno in Parlamento dopo la fine del mio mandato da presidente del Consiglio. Lo faccio con un po' di emozione e con tanta gratitudine per quello che questa istituzione ha saputo fare in anni molto complicati per il Paese e sta ancora facendo". Lo ha detto il presidente Mario Draghi in audizione in merito al Rapporto sul futuro della competitività europea davanti alle commissioni di Camera e Senato.
Draghi, per competitività priorità è ridurre le bollette
"Costi dell'energia così alti pongono le aziende - europee e italiane in particolare - in perenne svantaggio nei confronti dei concorrenti stranieri" mettono a rischio "la sopravvivenza di alcuni settori tradizionali dell'economia, ma anche lo sviluppo di nuove tecnologie ad elevata crescita". Lo ha detto Mario Draghi, consulente speciale della presidente della Commissione Ue ed ex premier e presidente Bce, spiegando che "una seria politica di rilancio della competitività europea deve porsi come primo obiettivo la riduzione delle bollette - per imprese e famiglie".
L'Unione europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperità, solidarietà
"L'Unione europea ha garantito per decenni ai suoi cittadini pace, prosperità, solidarietà e, insieme all'alleato americano, sicurezza, sovranità e indipendenza. Questi sono i valori costituenti della nostra società europea. Questi valori sono oggi posti in discussione". Lo dice l'ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, in audizione davanti alle commissioni Unione europea, Bilancio e Industria e agricoltura del Senato e Bilancio, Attività produttive Politiche dell'Unione europea della Camera, in merito al Rapporto sul futuro della competitività europea. "La nostra prosperità, già minacciata dalla bassa crescita per molti anni, si basava su un ordine delle relazioni internazionali e commerciali oggi sconvolto dalle politiche protezionistiche del nostro maggiore partner - aggiunge -. I dazi, le tariffe e le altre politiche commerciali che sono state annunciate avranno un forte impatto sulle imprese italiane ed europee".
Draghi: "Sicurezza e prosperità Ue sconvolte e messe in dubbio dal nostro maggiore alleato"
Draghi, sicurezza Ue messa in dubbio da svolta Trump
"La nostra sicurezza è oggi messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l'invasione dell'Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l'Unione europea".
Lo ha detto Mario Draghi consulente speciale della presidente della Commissione Ue ed ex premier e presidente Bce, presentando il suo rapporto al Parlamento. "Gli indirizzi della nuova amministrazione hanno drammaticamente ridotto il tempo disponibile - ha aggiunto Draghi - l'Europa è oggi più sola nei fori internazionali".
Nell’aula Koch anche Claudio Borghi, tra i più critici nei confronti dell’ex premier
Draghi presenta il suo rapporto sulla competitività che prevede 800 miliardi annui di investimenti per innovazione, transizione energetica e difesa. Ad attendere in aula Koch l'ex premier, anche il senatore della Lega Claudio Borghi, tra i più critici di Draghi. Tra i presenti anche Mariastella Gelmini, Maurizio Lupi, Dario Franceschini, Maurizio Gasparri e Carlo Calenda
Draghi è arrivato a Palazzo Madama
Mario Draghi è arrivato a Palazzo Madama per partecipare all'audizione informale davanti alle commissioni Bilancio, Attività produttive e Politiche Ue del Senato e della Camera. Presenterà il suo Rapporto sul futuro della competitività europea. Il documento redatto su impulso della Commissione dell'Unione europea, prevede un piano di investimenti annui per 800 miliardi di euro per l'innovazione, la transizione energetica e la difesa. All'audizione, che si terrà nella sala Koch di Palazzo Madama, parteciperanno oltre 120 parlamentari. Alle 14,30 la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è attesa nell'Aula del Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue del 20 e 21 marzo.