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Con il nuovo Reddito 850 mila famiglie ancora più povere

La ministra del Lavoro Marina Calderone (ansa)

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Secondo l’Istat aumenta l’indice di diseguaglianza. Le misure del governo per le fasce indigenti hanno avuto un impatto contenuto. Risparmi da 2 miliardi
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ROMA – L’abolizione del Reddito di cittadinanza, voluta dal governo Meloni, ha penalizzato 850 mila famiglie con una perdita media di oltre 2.600 euro nel 2024, «quasi esclusivamente a carico del quinto più povero», dice Istat nel suo Report sulla redistribuzione del reddito. Un taglio così pesante e drastico che la diseguaglianza in Italia, misurata dall’indice Gini, è aumentata l’anno scorso: da 30,25 a 30,4. Nonostante gli altri aiuti messi in campo: il taglio dell’Irpef, la decontribuzione parziale per i lavoratori dipendenti e quella totale per le mamme, il bonus Natale da 100 euro.

Da sola, la penalizzazione delle 850 mila famiglie, tra le più in difficoltà del Paese – di cui 620 mila tagliate fuori del tutto dal vecchio beneficio e 230 mila con assegno ridotto per la stretta sui requisiti – ha fatto salire l’indice di Gini di oltre due decimi di punto. E «questo effetto – spiega Istat – è solo parzialmente compensato dal lieve effetto positivo connesso alla riforma dell’Irpef,…

ROMA – L’abolizione del Reddito di cittadinanza, voluta dal governo Meloni, ha penalizzato 850 mila famiglie con una perdita media di oltre 2.600 euro nel 2024, «quasi esclusivamente a carico del quinto più povero», dice Istat nel suo Report sulla redistribuzione del reddito. Un taglio così pesante e drastico che la diseguaglianza in Italia, misurata dall’indice Gini, è aumentata l’anno scorso: da 30,25 a 30,4. Nonostante gli altri aiuti messi in campo: il taglio dell’Irpef, la decontribuzione parziale per i lavoratori dipendenti e quella totale per le mamme, il bonus Natale da 100 euro.

Da sola, la penalizzazione delle 850 mila famiglie, tra le più in difficoltà del Paese – di cui 620 mila tagliate fuori del tutto dal vecchio beneficio e 230 mila con assegno ridotto per la stretta sui requisiti – ha fatto salire l’indice di Gini di oltre due decimi di punto. E «questo effetto – spiega Istat – è solo parzialmente compensato dal lieve effetto positivo connesso alla riforma dell’Irpef, agli esoneri contributivi e al bonus Natale».

L’effetto delle politiche 2024

Tutte queste politiche considerate assieme hanno portato 458 euro medi all’anno in più (38 euro al mese extra) all’81% delle famiglie italiane: il 47% di quelle molto povere e il 93% delle più ricche. Ma c’è un 4,5% delle famiglie che corrisponde a 1 milione e 200 mila nuclei che hanno accusato una perdita di quasi 2 mila euro, concentrata per il 95% tra i più poveri. Perdita, spiega ancora Istat, «riconducibile per lo più al passaggio dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di inclusione, l’Adi».

Passaggio che ha consentito al governo Meloni di risparmiare ben 2 miliardi di spesa. Tagliando fuori o fortemente penalizzando, come detto, 850 mila famiglie: tra queste anche 220 mila escluse per il mancato conteggio dell’affitto nel requisito per avere Adi. Errore grave, corretto dal governo Meloni nell’ultima manovra. Altre 400 mila famiglie transitate in Adi nel 2024 si sono ritrovate un assegno uguale a quello del Reddito, senza perdite né guadagni. Solo 100 mila famiglie hanno incassato 1.216 euro medi in più, per via del requisito più generoso nei confronti dei componenti con disabilità.

L’impatto dell’abolizione del Reddito

In totale, secondo Istat, l’abolizione del Reddito ha impattato su un milione e 350 mila famiglie: il 63% penalizzato, il 30% invariato, appena il 7% avvantaggiato. Solo una piccola parte, pari al 10%, degli esclusi dal Reddito e pure dall’Adi è riuscita a prendere il Supporto per la formazione e il lavoro, il rimborso spese da 350 euro pagato solo nei mesi in cui si frequenta un corso di formazione. Calcola Istat che in 100 mila ne hanno usufruito nel 2024, senza però specificare per quanti mesi (Inps calcola in media 3-4 mesi).

Gli altri bonus

Per il resto, Istat individua in 3 milioni le famiglie che hanno preso il bonus Natale da 100 euro. I nuclei con almeno un lavoratore dipendente che hanno beneficiato di meno Irpef e decontribuzioni sono stati 11 milioni e 800 mila (586 euro medi annui). Quelli senza lavoratori dipendenti hanno potuto contare solo sulla riduzione dell’Irpef (251 euro di guadagno annuo) e sono stati 9 milioni e 600 mila. Alla fine l’aliquota media effettiva Irpef è calata, anche se poco: da 13,5 a 13,2%

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