MILANO – L’ipotesi di riconversione dell’industria automobilistica nella Difesa mette in allarme le opposizioni nel corso dell'audizione del presidente e ad ad interim John Elkann: "Voglio chiedere anch'io a lei di quest'ultima trovata della riconversione del settore dell'auto verso la difesa", ha detto Elli Schlein definendo l'idea "propaganda di Stato che vuole coprire una difficoltà del settore che c'è". Scenario però respinto de Elkann. “Osserviamo che la Cina e gli Usa hanno un'importante industria bellica e un'importante industria dell'auto. Riteniamo che non sia una scelta tra industria dell'auto e l'industria bellica, questi due paesi ci stanno dimostrando che si possono avere due industrie forti", ha detto Elkann. "Non riteniamo che il futuro dell'auto sia l'industria bellica. Il futuro dell'auto è legato al fatto che l'europa e l'unione europea decidano in termini di politica industriale dove è importante mettere le risorse", ha aggiunto.
Urso apre alla riconversione di parte dei lavoratori dell'automotive alla Difesa: "Verosimile"
Schlein: “Stellantis mantenga impegni”
Lo scenario di riconversione non è stato però l’unico tema al centro delle critiche dei parlamentari. "Ci auguriamo che gli impegni presi e illustrati oggi in questa sede siano rispettati e vigileremo con grande attenzione settimana per settimana. Come ha detto Stellantis ha raccolto l'eredità della Fiat e ha il dovere di assunzione di responsabilità verso il presente il futuro, i dipendenti. E verso i territori. Verso l'intero sistema Paese" e "noi abbiamo intenzione di contribuire a salvaguardare la produzione manifatturiera del nostro Paese. Non pensiamo l'Italia possa campare di turismo e servizi ma debba rinforzare la propria vocazione industriale, lo deve fare in una contingenza molto complessa", ha detto ancora Schlein. La leader Pd ha chiesto anche "cosa si prospetta in vista dei dazi lanciati da Trump", per poi dire che "speriamo ci sia l'intenzione di far ripartire degli investimenti corposi" in quanto "abbiamo letto dei segnali di disinvestimento da parte di Stellantis" e "una forte esplosione della cig".
Calenda: “Manca assunzione di responsabilità”
Severo anche il giudizio del leader di Azione Carlo Calenda: "Mi manca nella sua ricostruzione se lei ha mai commesso un errore, visto che qualche mese fa c'era l'ad, il titolo va malissimo", ma "manca un'assunzione di responsabilità, quest'anno siamo arrivati ai minimi di produzione", ha detto, chiedendo anche i numeri presentati oggi potranno essere stravolti dal futuro ammistratore delegato. "Questo piano potrà essere messo in discussione da nuovo ad? Perché se sì stiamo giocando a racchettoni", ha detto.
Appendino: “Azienda produce più cassintegrati che auto”
Dura la vicepresidente M5s Chiara Appendino. "Per i lavoratori Stellantis è un'azienda che delocalizza e li tratta come oggetti tra contratti di solidarietà, cassa integrazione e uscite anticipate; per la proprietà e i soci invece è una miniera d'oro che tramite la sua fondazione ha distribuito 17 miliardi di dividendi. Ma per premiare cosa? La perdita di oltre 2 milioni di auto prodotte rispetto al 2019?”, ha detto Appendini. “La quota di mercato europeo passata dal più del 20% del 2019 al 15,7% del 2024? Lo smantellamento della filiera dell'automotive italiana? Purtroppo per noi è difficile credere alle parole di chi più volte ha promesso senza mantenere, credere a chi oggi produce più cassaintegrati che auto", ha concluso.