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Mundys punta alle infrastrutture: “Piano da 6 miliardi in tre anni”

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Alessandro Benetton: “Previsti interventi innovativi e sostenibili che migliorano la qualità del servizio”
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MILANO – Mundys, il colosso delle infrastrutture nato dall’Opa su Atlantia da oltre 50 miliardi di euro promossa dalla Edizione della famiglia Benetton, investe in infrastrutture e in mobilità, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’impatto ambientale.

«Mundys ha un programma di investimenti da 6 miliardi in infrastrutture per la mobilità che potrà essere messo a terra nei prossimi tre anni — ha detto ieri Alessandro Benetton, presidente di Edizione e vicepresidente di Mundys, all’incontro organizzato da Affari&Finanza — Negli ultimi 3 anni (2022-2024, ndr) abbiamo realizzato investimenti a livello organico per oltre 4,4 miliardi, di cui 1,4 circa in Italia. E lo abbiamo fatto per potenziare e ampliare le infrastrutture in concessione». A tanto ammonta il costo de…

MILANO – Mundys, il colosso delle infrastrutture nato dall’Opa su Atlantia da oltre 50 miliardi di euro promossa dalla Edizione della famiglia Benetton, investe in infrastrutture e in mobilità, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’impatto ambientale.

«Mundys ha un programma di investimenti da 6 miliardi in infrastrutture per la mobilità che potrà essere messo a terra nei prossimi tre anni — ha detto ieri Alessandro Benetton, presidente di Edizione e vicepresidente di Mundys, all’incontro organizzato da Affari&Finanza — Negli ultimi 3 anni (2022-2024, ndr) abbiamo realizzato investimenti a livello organico per oltre 4,4 miliardi, di cui 1,4 circa in Italia. E lo abbiamo fatto per potenziare e ampliare le infrastrutture in concessione». A tanto ammonta il costo delle opere realizzate — sotto la gestione dei Benetton — per potenziare e ampliare gli asset già in concessione, così da garantire sempre un alto livello di qualità del servizio, introducendo innovazioni tecnologiche ed erogando nuovi servizi digitali.

La riduzione delle emissioni

Altra priorità è la riduzione delle emissioni delle proprie infrastrutture (anche con energia da fonti rinnovabili), promuovendo servizi innovativi che consentano una migliore fluidità del traffico. Nella crescita per linee esterne tra il 2022 e il 2025, il gruppo ha invece investito altri 2,5 miliardi (pari a 7 miliardi, tenendo conto del 100% delle aziende e dei debiti) per acquisire nuove concessioni autostradali in Francia, Spagna, Porto Rico e Cile. «La sfida che abbiamo in Edizione è quella di immaginare che il progresso, i benefici anche economici, non siano in contrapposizione con i benefici per l’ambiente che ci circonda — ha sottolineato Benetton — Questi nuovi parametri possono dare vita a un nuovo rinascimento imprenditoriale. Un esempio concreto è il parco fotovoltaico realizzato da Aeroporti di Roma».

Lo scorso gennaio Adr ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in uno scalo europeo, realizzato all’interno dello scalo, grazie a un investimento da 50 milioni. Un passo vero l’obiettivo a zero emissioni entro il 2030. «Il cambiamento è iniziato da Edizione ed è stato profondissimo in un momento di forte discontinuità — ha concluso Benetton — questo cambiamento ha dato vita a cose di cui siamo orgogliosi, non solo per i risultati economici che ne sono derivati, ma anche perché è stato un processo molto solido».

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