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Nagel: “Tutti i soci penalizzati dall’unione Mps-Mediobanca”

(ansa)

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I calcoli di Piazzetta Cuccia su utili e dividendi. Ma in Borsa il titolo della banca di Lovaglio quasi azzera lo sconto iniziale
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Milano – Alberto Nagel, timoniere di Mediobanca, torna a parlare di Mps e dell’offerta lanciata su Piazzetta Cuccia il 24 gennaio scorso. E le sue parole non sono certo accomodanti. «La maggior parte del nostro capitale è di investitori istituzionali e di qualche investitore privato: prenderanno le loro decisioni in base alla convenienza, non in base alla politica», dice agli investitori riuniti nella Morgan Stanley european financials conference 2025. Come dire che il mercato non si farà intimorire dal fatto che il governo Meloni appoggia la scalata di Luigi Lovaglio, ad di Mps. E per convincerli Nagel fa i conti in tasca all’avversario: «Il fattore cruciale sarà quello di scegliere in quale azione investire, quali rischi prendere». I rischi sono riassunti in un calcolo che Mediobanca ha fatto: «L’Ops lanciata da Mps su Mediobanca porterebbe a una diluizione a doppia cifra in termini di utile e dividendo per azione di Mps». In sintesi non ne vale la pena.

Milano – Alberto Nagel, timoniere di Mediobanca, torna a parlare di Mps e dell’offerta lanciata su Piazzetta Cuccia il 24 gennaio scorso. E le sue parole non sono certo accomodanti. «La maggior parte del nostro capitale è di investitori istituzionali e di qualche investitore privato: prenderanno le loro decisioni in base alla convenienza, non in base alla politica», dice agli investitori riuniti nella Morgan Stanley european financials conference 2025. Come dire che il mercato non si farà intimorire dal fatto che il governo Meloni appoggia la scalata di Luigi Lovaglio, ad di Mps. E per convincerli Nagel fa i conti in tasca all’avversario: «Il fattore cruciale sarà quello di scegliere in quale azione investire, quali rischi prendere». I rischi sono riassunti in un calcolo che Mediobanca ha fatto: «L’Ops lanciata da Mps su Mediobanca porterebbe a una diluizione a doppia cifra in termini di utile e dividendo per azione di Mps». In sintesi non ne vale la pena.

Dopo le parole di Nagel il titolo Mediobanca ha chiuso in rialzo del 2,11% a quota 17,88 euro e quello Mps a a 7,63 euro in crescita dell’1,57%. Al concambio annunciato di 2,3 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca lo sconto si è ridotto a meno del 2% (era arrivato al 14,9%) e questo dato certifica la rincorsa positiva della banca di Lovaglio nelle ultime settimane. Il banchiere ex Unicredit ed ex Credito Valtellinese si sta dando molto da fare per spiegare agli investitori internazionali la validità del suo piano industriale di integrazione con Mediobanca. E a guardare i titoli i risultati sembrano arrivare anche se l’andamento di Mps è influenzato dagli acquisti che il socio Francesco gaetano Caltagirone sta facendo per avvicinarsi alla soglia del 9,9%. Lovaglio, a chi lo ha sentito in questi giorni, è molto sicuro del fatto suo e sta registrando un ottimo andamento dei conti di Mps anche nei primi mesi del 2025 che lo porteranno ad annunciare ottimi risultati semestrali all’inizio di luglio, proprio alla partenza dell’Ops. Ma all’appuntamento mancano più di tre mesi e in questo periodo può succedere di tutto.

Prima dell’Ops del Monte su Mediobanca partirà infatti quella di Unicredit su Banco Bpm e anche qui assalito e assalitore si scambiano fendenti. Nella stessa riunione di Morgan Stanley Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, è andato giù piatto: «Quella di Unicredit è una “non offerta”, che non riflette il reale valore della nostra banca». Aggiungendo: «Non siamo in un mood difensivo, siamo una public company, abbiamo una lunga storia in Italia e importanti azionisti: l’offerta non corrisponde al nostro vero valore». Castagna si è inoltre dimostrato fiducioso di poter ricevere dalla Bce il via libera all’utilizzo del cosiddetto “Danish compromise”, che fa risparmiare in termini di accantonamenti sul capitale. Ma oggi toccherà ad Andrea Orcel di Unicredit parlare nello stesso consesso e poi gli investitori tireranno le conclusioni.

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