Spesa farmaceutica, le Regioni: "Costi in crescita, a rischio i bilanci". E smentiscono Gemmato
di Michele BocciRegioni contro il ministero per la spesa farmaceutica. Tutte hanno chiesto un incontro all’Aifa, preoccupate per l’aumento degli esborsi – che viaggia verso il 10% – per i farmaci che sta diventando un grave problema per i bilanci. Alla crescita secondo loro contribuiscono le misure volute dal sottosegretario Marcello Gemmato. “Gli assessori alla Salute hanno unanimemente condiviso una forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica che, nell’anno 2025, interessa sia la spesa convenzionata, sia la spesa per acquisti diretti e che rischia di compromettere la sostenibilità dei bilanci sanitari delle Regioni e delle Province Autonome”, è scritto in una lettera inviata all’Agenzia del farmaco.
Il nuovo meccanismo
Per la farmaceutica il governo di centrodestra ha preso decisioni che hanno cambiato il sistema di distribuzione dei farmaci. Si è infatti stabilito che alcune molecole, che fino ad ora sono state acquistate dal sistema pubblico e poi distribui…
Regioni contro il ministero per la spesa farmaceutica. Tutte hanno chiesto un incontro all’Aifa, preoccupate per l’aumento degli esborsi – che viaggia verso il 10% – per i farmaci che sta diventando un grave problema per i bilanci. Alla crescita secondo loro contribuiscono le misure volute dal sottosegretario Marcello Gemmato. “Gli assessori alla Salute hanno unanimemente condiviso una forte preoccupazione per il trend di crescita esponenziale della spesa farmaceutica che, nell’anno 2025, interessa sia la spesa convenzionata, sia la spesa per acquisti diretti e che rischia di compromettere la sostenibilità dei bilanci sanitari delle Regioni e delle Province Autonome”, è scritto in una lettera inviata all’Agenzia del farmaco.
Il nuovo meccanismo
Per la farmaceutica il governo di centrodestra ha preso decisioni che hanno cambiato il sistema di distribuzione dei farmaci. Si è infatti stabilito che alcune molecole, che fino ad ora sono state acquistate dal sistema pubblico e poi distribuite attraverso le farmacie, vengano comprate direttamente da queste ultime. In questo modo, si dice, la capillarità del servizio sarebbe maggiore. Si è iniziato con una categoria di farmaci per diabetici, le gliptine. Secondo Gemmato, che nei giorni scorsi ha fatto una conferenza stampa al ministero per fare un bilancio della novità, il sistema grazie al cambiamento di acquisto e distribuzione, avrebbe risparmiato 9,5 milioni. I dati che ha diffuso però non sono completi, perché riguardano solo la spesa ma non la incrociano con i volumi, cioè con il numero effettivo di confezioni vendute e non tiene conto del meccanismo del payback. Se è calato quello, la riduzione della spesa è la conseguenza di un calo della commercializzazione. E infatti il dato che circola, informalmente, è di un aggravio di 30 milioni per le Regioni.
Le Regioni all’attacco
E le Regioni, infatti, ritengono che l’operazione gliptine abbia fatte spendere loro più soldi. “Sulla base dei nostri dati – è scritto nella lettera - lo spostamento della classe delle gliptine ha determinato un significativo aggravio della spesa farmaceutica, si ritiene necessario condividere le modalità di rilevazione dei dati e di determinazione dell’impatto economico”. Una visione opposta a quella del sottosegretario. Le Regioni chiedono così di bloccare per adesso il cambio di canale di distribuzione delle glifozine, categoria di farmaci più costosi e più usati delle gliptine (valgono 400 milioni di euro) proprio perché c’è il rischio che la spesa farmaceutica veda un incremento ancora maggiore.