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Trasporto pubblico locale, firmato il rinnovo: aumenti fino a 240 euro al mese

L’accordo sul contratto nazionale siglato al Mit, revocato dalle sigle principali lo sciopero dell’1 aprile. Contrari i Cobas, che confermano quello di domani
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ROMA – È stato siglato al ministero di Trasporti, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi, il rinnovo del contratto collettivo nazionale 2024-2026 del trasporto pubblico locale. A firmare l’intesa, e revocare lo sciopero indetto per il prossimo 1 aprile, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna. Contrari invece i Cobas, che considerano insufficiente l’aumento previsto nell’accordo, “del 6% a fronte di una inflazione del 17%, e che confermano lo stop al servizio per la giornata di domani 21 marzo 2025.

Cosa prevede il rinnovo del contratto nazionale Tpl

Nel documento firmato al Mit, viene recepita la pre-intesa raggiunta l’11 dicembre scorso con le associazioni datoriali, che prevede l’erogazione immediata di 500 euro una tantum, e un incremento economico medio che, a regime, sarà tra i 220 e i 240 euro al mese. L’incontro di oggi era necessario per verificare “la disponibilità delle risorse economiche a copertura del rinnovo”.

I sindacati firmatari dell’accordo esprimono, in un comunicato congiunto, l’esigenza di “continuare a lavorare agli altri obiettivi della categoria”, da una maggiore attenzione alla conciliazione tra vita e lavoro alla sicurezza di operatrici e operatori durante i turni.

La nota del Mit

“Un risultato atteso da molti anni da oltre 110mila operatori, che oggi diventa realtà grazie all'impegno congiunto del governo, delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali”. Lo scrive in una nota il Mit, aggiungendo che così si assicurano “migliori condizioni per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale a cittadini e imprese”.

Già dal prossimo mese “i lavoratori troveranno un aumento complessivo in busta paga che potrà arrivare fino a 240 euro, a regime". Con la sottoscrizione dell'accordo, lo sciopero proclamato il primo aprile "viene scongiurato", annuncia il viceministro Edoardo Rixi.

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