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Dazi, Mattarella: “I mercati aperti proteggono la pace”

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Per il presidente della Repubblica si addensano all’orizzonte “protezionismi immotivati e una chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico”. E ricorda il rischio italian sounding
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ROMA – No ai dazi per Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica si è espresso senza mezzi termini: “I mercati aperti proteggono la pace”, intervenendo al Forum della Cultura dell'olio e del vino. E ancora. “Nuove nubi sembrano addensarsi all'orizzonte, portatrici di protezionismi immotivati, di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, che danneggerebbero in modo importante settori di eccellenza come quelli del vino e dell'olio. Produrre per l'auto-consumo ricondurrebbe l'Italia all'agricoltura dei primi anni del Novecento. Legittimamente le associazioni dei produttori esprimono preoccupazione per le sorti dell'export". Ma. soprattutto, ha sottolineato il rischio di scontri: "Commerci e interdipendenza sono elementi di garanzia della pace. Nella storia la contrapposizione tra mercati ostili ha condotto ad altre più gravi forme di conflitto. I mercati aperti producono una fitta rete di collaborazioni che, nel comune interesse, proteggono la pace".

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ROMA – No ai dazi per Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica si è espresso senza mezzi termini: “I mercati aperti proteggono la pace”, intervenendo al Forum della Cultura dell'olio e del vino. E ancora. “Nuove nubi sembrano addensarsi all'orizzonte, portatrici di protezionismi immotivati, di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, che danneggerebbero in modo importante settori di eccellenza come quelli del vino e dell'olio. Produrre per l'auto-consumo ricondurrebbe l'Italia all'agricoltura dei primi anni del Novecento. Legittimamente le associazioni dei produttori esprimono preoccupazione per le sorti dell'export". Ma. soprattutto, ha sottolineato il rischio di scontri: "Commerci e interdipendenza sono elementi di garanzia della pace. Nella storia la contrapposizione tra mercati ostili ha condotto ad altre più gravi forme di conflitto. I mercati aperti producono una fitta rete di collaborazioni che, nel comune interesse, proteggono la pace".

Il rischio italian sounding

Ha proseguito puntando il dito su uno dei principali problemi del made in Italy: "Misure come quelle che vengono minacciate darebbero, inoltre, ulteriore spinta ai prodotti del cosiddetto 'italian sounding', con ulteriori conseguenze per le filiere produttive italiane, non essendo immaginabile che i consumatori di altri continenti rinuncino a cuor leggero a rincorrere gusti che hanno imparato ad apprezzare".

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