Bollette, spunta l’ipotesi degli aiuti agli impianti green esistenti: l’emendamento alla Camera
di Giuseppe Colombo , Filippo SantelliROMA - Aumentare la produzione di energia rinnovabile senza costruire nuovi impianti, ma rinnovando quelli esistenti e ormai superati. È il senso di uno degli emendamenti presentati dalla maggioranza al decreto bollette, all’esame della commissione Attività produttive della Camera, per favorire il cosiddetto repowering di vecchi campi solari o eolici.
La modifica a costo zero è molto spinta dalle imprese del settore, anche per aggirare lo stallo sul rilascio delle nuove autorizzazioni scaturito dal decreto Agricoltura e dalla diatriba tra Stato e Regioni sulle aree idonee.
L’emendamento creerebbe una corsia preferenziale per il potenziamento di campi esistenti, oggi parificati a nuove installazioni: sarebbero esentati da un’ulteriore valutazione di impatto ambientale e godrebbero di un adeguamento prioritario nell’allacciamento alla rete elettrica, oltre alla possibilità di accedere a tariffe incentivanti come quelle del Fer X, che sostengono le rinnovabili.
ROMA - Aumentare la produzione di energia rinnovabile senza costruire nuovi impianti, ma rinnovando quelli esistenti e ormai superati. È il senso di uno degli emendamenti presentati dalla maggioranza al decreto bollette, all’esame della commissione Attività produttive della Camera, per favorire il cosiddetto repowering di vecchi campi solari o eolici.
La modifica a costo zero è molto spinta dalle imprese del settore, anche per aggirare lo stallo sul rilascio delle nuove autorizzazioni scaturito dal decreto Agricoltura e dalla diatriba tra Stato e Regioni sulle aree idonee.
L’emendamento creerebbe una corsia preferenziale per il potenziamento di campi esistenti, oggi parificati a nuove installazioni: sarebbero esentati da un’ulteriore valutazione di impatto ambientale e godrebbero di un adeguamento prioritario nell’allacciamento alla rete elettrica, oltre alla possibilità di accedere a tariffe incentivanti come quelle del Fer X, che sostengono le rinnovabili.
La sostituzione di pale o pannelli vecchi di dieci o più anni con quelli più moderni e performanti potrebbe portare, a parità di spazio, a una produzione aggiuntiva fino a 30 terawattora che contribuirebbe ad abbassare i costi delle bollette fino a 2 miliardi complessivi.
La maggior parte dei 325 emendamenti depositati dai gruppi parlamentari punta sulla stessa traccia: la semplificazione di regole e procedure. "L’obiettivo è ridurre i costi per le imprese senza sforzi onerosi per lo Stato”, spiega il deputato di Forza Italia, Luca Squeri. Fa eccezione una proposta definita “di bandiera”: il taglio delle bollette delle piccole e medie imprese. Costo: circa 100 milioni.
Per capire quali emendamenti potranno arrivare al voto bisognerà attendere il vaglio di ammissibilità che sarà svolto dagli uffici di Montecitorio. "Subito dopo, valutata l’esigenza da parte della presidenza di procedere o meno alle segnalazioni, inizierò a esaminarli nel merito insieme al governo e quindi con la commissione”, spiega il relatore Andrea Barabotti (Lega). La partita per le modifiche al decreto bollette ha ufficialmente preso il via.