ROMA – I treni italiani avrebbero tagliato la strada a quelli francesi con l’obiettivo di «ostacolare, di rallentare» il loro arrivo nel nostro ricco mercato dei viaggi ferroviari.
A sospettarlo è il Garante italiano della concorrenza e dei consumatori, l’Antitrust, che apre una sua istruttoria - un’indagine - su Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e sulla casa madre, Fs.
Bersaglio dell’ostruzionismo delle due nostre società sarebbero i francesi di Sncf Voyages. Proprio i francesi hanno chiesto ad Rfi - a luglio 2023 - di usare la rete di binari italiana.
Da Torino a Napoli
Obiettivo dei francesi, in quel momento, è collegare Torino con Napoli (9 volte al giorno, andata e ritorno) e Torino con Venezia (4 volte al giorno, andata e ritorno).
Lungo le rotte, i francesi vogliono usare 15 loro treni di ultima generazione - il TGV M a due piani - con un investimento compreso tra 1 e 2 miliardi (il dato puntuale è riservato).
E le nostre Ferrovie temono molto questi nuovi TGV, si deduce dagli at…
ROMA – I treni italiani avrebbero tagliato la strada a quelli francesi con l’obiettivo di «ostacolare, di rallentare» il loro arrivo nel nostro ricco mercato dei viaggi ferroviari.
A sospettarlo è il Garante italiano della concorrenza e dei consumatori, l’Antitrust, che apre una sua istruttoria - un’indagine - su Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e sulla casa madre, Fs.
Bersaglio dell’ostruzionismo delle due nostre società sarebbero i francesi di Sncf Voyages. Proprio i francesi hanno chiesto ad Rfi - a luglio 2023 - di usare la rete di binari italiana.
Da Torino a Napoli
Obiettivo dei francesi, in quel momento, è collegare Torino con Napoli (9 volte al giorno, andata e ritorno) e Torino con Venezia (4 volte al giorno, andata e ritorno).
Lungo le rotte, i francesi vogliono usare 15 loro treni di ultima generazione - il TGV M a due piani - con un investimento compreso tra 1 e 2 miliardi (il dato puntuale è riservato).
E le nostre Ferrovie temono molto questi nuovi TGV, si deduce dagli atti dell’Antitrust. Il servizio sarebbe partito nel 2026.
La posizione dominante
Rfi, società controllata da Fs, è il gestore unico della nostra infrastruttura di binari, grazie a una concessione ministeriale del 2000 che le assegna dunque una «posizione dominante».
Ora, le regole europee - in particolare la Direttiva Recast - impongono a Rfi di concedere l’accesso ai binari a qualsiasi società lo chieda «a condizioni eque, non discriminatorie e trasparenti».
L’obbligo di apertura della rete - dicono sempre le norme europee - può essere limitato solo in circostanze particolari.
Lo status quo
Dopo aver letto le segnalazioni che i francesi le inviano dal giugno 2024, l’Antitrust sospetta che Rfi abbia «svantaggiano il nuovo entrante», la società Sncf Voyages.
In altre parole - scrive l’Antitrust - «il sistema plasmato da Rfi le avrebbe permesso» di rallentare o ostacolare «l’accesso all’infrastruttura» ferroviaria dei francesi. E la «strategia escludente» - questa l’ipotesi accusatoria - «era volta a mantenere lo status quo».
Obiettivo consapevole di Rfi, insomma, sarebbe cristallizzare l’attuale situazione di mercato in cui la società consorella Trenitalia (sempre del Gruppo Fs) ha in mano il 60-70% dei passeggeri dell’alta velocità e il concorrente Italo, il 30-40%.
I finanzieri
Alla fine avrebbe preso corpo così «una complessiva strategia abusiva». A caccia di «elementi utili all’istruttoria», cioè all’indagine, funzionari dell’Antitrust hanno bussato alla porta di Rfi, Fs, Trenitalia e della stessa Italo.
Ad aiutarli nell’ispezione (questo giovedì) c’erano i finanzieri del Nucleo speciale Antitrust, come da tradizione.
Scrive Fs in una nota: «Le società del nostro Gruppo hanno pienamente collaborato con l’Autorità Antitrust per la buona riuscita delle operazioni ispettive e rappresenteranno la correttezza delle proprie condotte nel corso del procedimento, già in occasione dell’audizione prevista dall’avvio dell’istruttoria nei prossimi 60 giorni».
Casu (Pd): fare piena luce
E’ allarme, però, nel Pd: “Apprendiamo con preoccupazione dell'apertura di una istruttoria dell'Antitrust nei confronti del Gruppo Fs. In attesa degli esiti chiediamo che venga fatta piena luce al più presto circa la contestazione di abuso di posizione dominante”.
"Sarebbe molto grave e l'ennesima conferma del fallimento del governo nella gestione delle Ferrovie che viene purtroppo certificato ogni giorno dalle difficoltà con cui si scontrano passeggeri e lavoratori". Così il vicepresidente e il capogruppo democratico nella commissione Trasporti della camera, Andrea Casu e Anthony Barbagallo.