Vivendi scende al 18,3% di Tim e prepara la trattativa con Poste
di Sara BennewitzMILANO – Vivendi fa un passo indietro da Telecom Italia e così facendo offre un ramoscello di olivo, strizzando l’occhio a Poste. Il colosso francese che fa capo alla famiglia Bollorè ha collocato sul mercato un 5% del capitale della società guidata da Pietro Labriola. Cedere un quinto della sua partecipazione, scendendo al 18,37% dal 23,75%, significa rinunciare alla minoranza di blocco e anche dare la propria disponibilità ad aprire una trattativa più ampia con le Poste guidate da Matteo Del Fante, che sono appena salite al 9,8% del gruppo di tlc.
Al cda di Poste si potrebbe discutere di Tim
Mercoledì 26 marzo Poste ha in agenda un cda per l’approvazione del bilancio, in cui è probabile che si discuta anche del futuro ruolo di Poste in Tim. Del Fante ha già dichiarato che si…
MILANO – Vivendi fa un passo indietro da Telecom Italia e così facendo offre un ramoscello di olivo, strizzando l’occhio a Poste. Il colosso francese che fa capo alla famiglia Bollorè ha collocato sul mercato un 5% del capitale della società guidata da Pietro Labriola. Cedere un quinto della sua partecipazione, scendendo al 18,37% dal 23,75%, significa rinunciare alla minoranza di blocco e anche dare la propria disponibilità ad aprire una trattativa più ampia con le Poste guidate da Matteo Del Fante, che sono appena salite al 9,8% del gruppo di tlc.
Al cda di Poste si potrebbe discutere di Tim
Mercoledì 26 marzo Poste ha in agenda un cda per l’approvazione del bilancio, in cui è probabile che si discuta anche del futuro ruolo di Poste in Tim. Del Fante ha già dichiarato che si pone come un socio industriale dell’ex monopolista della telefonia, e potrebbe studiare importanti sinergie sui ricavi e sui costi da realizzare insieme a Telecom.
Ieri il colosso francese guidato da Arnaud de Puyfontaine ha notificato alla Consob di detenere il 18,37% del capitale. Il 18 marzo Vivendi era già scesa sotto la soglia del 20%, arrivando al 19,32% e collocando poi un altro un per cento nei giorni scorsi.
Soci dal 2018, i francesi pronti a auscire in vista dell’assemblea
Il gruppo aveva rilevato il primo 8% di Tim da Telefonica in cambio della carioca Gvt, arrotondando la quota in più operazioni nel 2014 fino al massimo della soglia d’Opa: in origine la partecipazione era costata 4 miliardi o 1,08 euro per azione. Nel 2023, dopo essere uscita dal cda di Tim, Vivendi aveva svalutato le azioni a 0,21 euro, dichiarando che la partecipazione era di natura finanziaria e quindi disponibile per la vendita. Secondo fonti finanziarie, Vivendi avrebbe venduto i titoli sul mercato a un prezzo non lontano da 0,30 euro, e quindi superiore agli attuali valori di carico. Dal canto suo Tim aveva rinviato l’assemblea per l’approvazione del bilancio dal 10 aprile al 24 giugno, per dare tempo ai nuovi azionisti di Poste di decidere il da farsi. Il disimpegno di Vivendi agevola un ascesa del gruppo controllato dal Mef e da Cdp, che a questo punto non solo potrebbe arrotondare la sua partecipazione, ma anche partecipare alla governance entrando in cda di Tim.